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riconoscimento biometrico

Il riconoscimento biometrico è la principale difesa contro i cyberattacchi
In tempi di Covid, il tema della sicurezza informatica è di grande attualità


La diffusione del Covid ha generato un notevole ricorso agli strumenti informatici e, di conseguenza, un considerevole aumento dei cyberattacchi. Per difendersi dalle minacce informatiche nella della pandemia e della “zoom economy” è necessario affidarsi al riconoscimento biometrico , uno strumento in grado di sostituire la password.

Il riconoscimento biometrico  può massimizzare la sicurezza informatica

Andrea Carmignani, CEO co-founder di Keyless, mette in evidenzia uno degli elementi che meglio caratterizzano il momento che stiamo vivendo. La trasformazione digitale ha registrato una notevole accelerazione con la pandemia. A questa trasformazione accelerata non è seguita un’accelerazione della sicurezza informatica.

Il lavoro da remoto necessita un rafforzamento della sicurezza. Le password, infatti, rappresentano l’anello debole di svariati sistemi informatici. Secondo l’ultimo Data Breach Investigations Report di Verizon Business, infatti, circa l’80% degli attacchi di hacking del 2020 sono legati al furto delle credenziali. 

Secondo Microsoft, il 99% degli attacchi hacking può essere eliminato con Multi Factor Authentication, rafforzando la pssword con altri dispositivi. Una soluzione definitiva per poter eliminare la password e i rischi collegati è rappresentata dal riconoscimento biometrico.

L’accesso ai sistemi informatici tramite riconoscimento biometrico  (impronte digitali, riconoscimento facciale, identificazione della retina) può massimizzare la sicurezza. Il futuro della sicurezza digitale potrebbe essere legato alle soluzioni di riconoscimento biometrico .

Addio alle password

Le soluzioni più moderne, come quella proposta da Keyless, sono  costruite su nuove tecniche crittografiche basate sull’intelligenza artificiale e sul machine learning. Con queste soluzioni,  l’input biometrico viene crittografato e suddiviso nel cloud, dove i dati vengono poi elaborati in forma decentralizzata. Si tratta di uno scenario in grado di massimizzare la sicurezza, riducendo al minimo i rischi legati alla crescita delle minacce informatiche che sfruttano la sottrazione delle credenziali d’accesso.


Davide Raia