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Il primo smartphone pieghevole: FlexPai provato a Las Vegas | CES 2019

Gli smartphone pieghevoli sono arrivati, ma per ora lasciano molto a desiderare

Royole, azienda cinese creata appositamente con lo scopo di sviluppare e vendere schermi flessibili, ha presentato il primo smartphone pieghevole, il Royole FlexPai. Nonostante il meccanismo di apertura e chiusura sia sorprendentemente convincente e solido, si tratta di un prodotto in molti suoi aspetti non ancora terminato, la cui uscita è stata accelerata dal fatto che anche Samsung, in tempi brevi, comincerà a commercializzare dei dispositivi con schermi pieghevoli. L’unico modo di essere rilevanti rispetto al gigante sud-coreano è stato quindi quello di essere i primi a lanciare la nuova tecnologia.

 Le specifiche di FlexPai

Dopo averlo annunciato a novembre, qualche giorno prima dell’analogo annuncio di Samsung per il Galaxy F, al CES 2019 è finalmente disponibile il dispositivo stesso per provarlo di persona.

smartphone pieghevole

A differenza della controparte Samsung, che ha uno schermo da tablet dentro ed uno schermo da smartphone fuori, nel caso di FlexPai si parla di un unico display, che può essere piegato di 180° per ottenere due schermi più piccoli. Quando è completamente aperto, la diagonale è di 7.8″, con un rapporto 4:3 ed una risoluzione di 1920×1440. Da chiuso abbiamo due schermi, uno da 16:9 ed uno da 18:9, ognuno con meno della metà della risoluzione totaledato che parte dello schermo è sprecato sulla cerniera. Per rendere quest’ultima parte un po’ meno inutile, quando il dispositivo è piegato questo bordo, dalla risoluzione di 390×1440, viene usato per mostrare notifiche e chiamate in arrivo.

smartphone pieghevole
Foto di Fjona Cakalli
smartphone pieghevole
Foto di Fjona Cakalli
smartphone pieghevole
Photo di Fjona Cakalli

    A permettere la flessibilità di questo schermo è la tecnologia AMOLED di Royole, chiamata Cicada Wing. Questa tecnologia promette degli schermi virtualmente indistruttibili ed estremamente durevoli ad urti graffi. Il dispositivo è assicurato per più di 200’000 piegature, quindi per circa 5 anni aprendolo 100 volte al giorno, più che sufficienti per l’utente medio.

    Un software non all’altezza

    Per quanto riguarda altre specifiche, lo smartphone gira su un processore Snapdragon octa-core della serie 8, presumibilmente l’845, data la frequenza di clock da 2.8GHz. La RAM è da 6GB o da 8GB, a seconda del modello, e anche lo storage interno varia tra 128GB256GB. Il dispositivo è dualSIM ed è supportata l’espansione della memoria via MicroSD, fino a 256GB.

    Grazie al design flessibile, non è più necessario distinguere tra fotocamera frontale e posteriore. Lo smartphone, infatti, presenta solo una coppia di sensori, da 16MP20MP, posizionati su un lato del dispositivo. Quando poi viene chiuso in modalità telefono, le fotocamere saranno posteriori o anteriori a seconda di come lo si tiene.

    smartphone pieghevole
    Foto di AndroidPIT

    Ma arriviamo alla nota dolente di questo smartphone: il sistema operativo Water OS gestisce, o dovrebbe gestire, il passaggio dell’interfaccia da tablet a telefono, e viceversa. Ma proprio in questo aspetto si vede la fretta con cui il prodotto è stato messo insieme e la sua immaturità: se si passa da una modalità all’altra con delle app aperte, spesso, per un momento, l’interfaccia impazzisce e presenta forti lag. In generale il sistema non sembra particolarmente stabileprevedibile nel suo comportamento.

    L’importante è che se ne parli

    Royole FlexPai è già disponibile in Cina al prezzo di 8999 yuan, ovvero di circa 1150€. Di certo non un dispositivo economico, ma il target per cui è destinato sono per lo più gli sviluppatori, con finalmente uno smartphone pieghevole su cui provare le applicazioni per i vari modelli SamsungHuawei in arrivo nel 2019 e nel 2020.

    Inoltre, l’obiettivo di questo dispositivo non è quello di essere un successo commerciale, ma è quello di far conoscere Royole, come la prima compagnia ad aver rilasciato uno smartphone pieghevole, e di promuovere i suoi display flessibili. Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante: la compagnia ha infatti presentato diverse soluzioni, dalle borse agli smart speaker, con integrato un display di questo tipo, per un design ed un’interfaccia unici. In questa ottica, il FlexPai sarebbe solo un flagship dell’azienda, e i suoi difetti risulterebbero meno rilevanti rispetto alla sua capacità di far parlare di sé.

    Fonte
    The Verge
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    Giovanni Natalini

    Fin da piccolo amante di scienza, tecnologia e fumetto, studente magistrale di Ingegneria Elettronica e fruitore nel (poco) tempo libero di serie tv, Youtube e videogiochi.
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