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Song of Horror arriva su PlayStation (e presto su Xbox)

Il survival-horror scatena tutto il suo orrore anche sulle console

Dopo aver spaventato tutti quelli che ci hanno giocato su PC, l’horror-survival Song of Horror arriva su PlayStation. E presto debutterà anche per Xbox, non appena avrà la certificazione da Microsoft. L’orrore arriva sulle console.

Song of Horror arriva su PlayStation

La nuova versione per console include tutti e cinque i capitoli arrivati su Steam in un’unica edizione. Un racconto da trattenere il fiato de La Presenza paranormale. Un temibile avversario che si adatta al mondo in cui giocate, aspettandovi dietro gli angoli che meno aspettate.

Nel gioco dovete investigare la misteriosa scomparsa dello scrittore, famoso ma elusivo, Sebastian P. Husher. L’autore infatti è sparito insieme alla sua famiglia, senza lasciare la minima traccia. Potete giocare con uno di 13 diversi personaggi in questo horror lovecraftiano. Un survival horror che omaggia i classici del genere con la sua prospettiva in terza persone e ritmo tenebroso.

L’incipit della trama: “il famoso scrittore Sebastian P. Husher è scomparve insieme alla sua intera famiglia. Il suo editore, preoccupato mandò un assistente alla casa di Husher per assicurarsi che stia bene. Quell’assistente non tornò mai più. Queste sparizioni hanno innescato una serie di terrificanti eventi, con al centro di essi una creatura misteriosa, semplicemente nota come La Presenza“.

song of horror ps5

Song of Horror non prevede combattimenti: il focus sta nel nascondersi e nello scappare. L’obiettivo è di aggirare queste tremende manifestazioni che potrebbe portare il protagonista sull’orlo di un crollo mentale. Con La Presenza che si sente sempre, e che si adatta al vostro stile di gioco per essere ancora più terribile.

Il gioco è disponibile per un prezzo consigliato di 39,99 euro per PlayStation, con l’arrivo per Xbox che è davvero imminente. Pronti a spaventarvi anche su console?

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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