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8 Case automobilistiche che hanno fatto (e fanno anche adesso) tutt’altro | Auto for Dummies

La storia di 8 Case automobilistiche che prima delle auto facevano tutt'altro

Spesso, quando vi raccontiamo le auto che proviamo, spesso citiamo il passato glorioso delle Case produttrici. Aziende secolari, che producono da oltre 100 anni modelli leggendari, e presenti nell’industria automobilistica fin dagli albori. Non tutte le Case, però, hanno avuto la stessa genesi. Da presse a tubi di sughero fino a macinapepe, ecco la storia di 8 Case automobilistiche che prima dell’auto facevano… tutt’altro. Bentornati ad Auto for Dummies, la rubrica che spiega le parti più nascoste del mondo dell’auto. Pronti?

Lamborghini, l’ambizione di Ferruccio dai trattori alle supercar

Partiamo subito col botto, parlando della storia di una delle più amate e sognate Case automobilistiche di tutto il mondo, Lamborghini. La sua storia è anche una delle più note e conosciute dagli appassionati, ma è così memorabile da essere obbligatoria da riproporre in un contesto del genere. Per chi non lo sapesse, infatti, il fondatore della Automobili Lamobrghini, Ferruccio Lamborghini, nacque come costruttore di trattori.

storia case automobilistiche trattori lamborghini

Ancora oggi, la Lamborghini Trattori (oggi facente parte del Gruppo SAME-Deutz) è ancora oggi uno dei principali costruttori di macchine agricole sul mercato, grazie alla qualità dei suoi prodotti. Nata nel 1948, in pochissimi anni la Lamborghini Trattori si è garantita un posto tra i più importanti produttori, garantendo al suo fondatore Ferruccio di poter soddisfare, grazie ai guadagni provenienti dall’azienda, la sua grande passione per le automobili. Per ammissione dello stesso Ferruccio, alla fine degli anni ’50 poteva permettersi di “guidare un’auto sportiva diversa per ogni giorno della settimana”. Jaguar, Alfa Romeo, Lancia, Mercedes 300SL: non mancava nulla, neanche due Ferrari.

storia case automobilistiche Ferrari 250 GT

Si, avete sentito bene: come riporta lo storico collaudatore Lamborghini Valentino Balboni, “Ferruccio aveva due Ferrari 250 GT identiche. Lui amava sgommare, e con la sua guida aggressiva continuava ad avere problemi alla frizione”. Balboni ha poi raccontato più volte la leggenda, confermata dallo stesso Ferruccio ma smentita più volte da Enzo Ferrari, che portò alla nascita della Automobili Lamborghini. “Dopo aver speso montagne di soldi per riparare le sue auto a Maranello, dopo l’ennesimo guasto Ferruccio fece smontare la sua 250 GT da un meccanico della Lamborghini. Così Ferruccio scoprì che la frizione che si rompeva ogni volta era la stessa montata sui suoi trattori.”

storia case automobilistiche ferruccio lamborghini

Dopo questa notizia, la leggenda narra che Lamborghini si recò personalmente da Ferrari lamentandosi in maniera piuttosto veemente: “pago le sue auto fior di milioni e poi sono costruite con i miei pezzi!”. Pare che Ferrari, alla fine, rispose in modo piccato a Lamborghini: “La macchina va benissimo. Il problema è che lei non è capace a guidare una Ferrari. Meglio che si dedichi ai trattori. Questa risposta fece andare su tutte le furie Lamborghini, e fu la spinta finale per l’inizio dell’avventura automobilistica di Lamborghini. Ferrari, dal canto suo, sembra che disse “Abbiamo perso uno dei nostri migliori clienti”, credendo ben poco nelle capacità di Lamborghini.

Nonostante per il Drake Lamborghini fosse solo “un campagnolo che conosce solo i trattori”, in pochi mesi il vulcanico Ferruccio si circondò di alcuni tra i migliori tecnici e progettisti italiani. Per la divisione motori ingaggiò Giotto Bizzarrini, artefice dei V12 Ferrari (tra cui quello della leggendaria 250 GTO), per il telaio Paolo Stanzani e Gian Paolo Dallara, per la linea Franco Scaglione e Touring Superleggera. In pochi mesi, presentarono al Salone di Ginevra del 1963 la prima Lamborghini, la 350 GTV, un esemplare unico di sportiva classica ed elegante. Secondo Lamborghini, infatti, le sue auto dovevano essere sportive, ma senza trascurare il piacere di guida e la qualità costruttiva.

La prima, vera Lamborghini però è questa, la 350 GT, una vettura molto tradizionale con motore anteriore e trazione posteriore, una Gran Turismo dalle ottime prestazioni. Sotto il cofano però c’era già il simbolo di Lamborghini, il V12 aspirato di Giotto Bizzarrini, qui da 3,5 litri. Il V12 Lamborghini della 350 GT è stato ed è ancora alla base della gamma del Toro, arrivato fino al 2011 sulla Murciélago e ancora presente nella gamma, seppur totalmente riprogettato, sull’incredibile Aventador. Dal 1963, Lamborghini ha fatto passi da gigante.

storia case automobilistiche ferruccio lamborghini 1

Ha rivoluzionato il mondo delle auto sportive con la prima vera Supercar, la Miura. Ha creato modelli leggendari come la Countach, la Diablo, le già citate Murciélago e Aventador e molte altre facendo sicuramente ricredere lo scettico Enzo Ferrari. Dal 1998, poi, è sotto l’ala di Audi, che ha portato qualità e una stabilità economica che ha reso la Casa di Sant’Agata Bolognese tra le Case italiane di maggiori successo nel mondo.

Peugeot, 211 anni di storia, dalle auto ai… macinapepe?

Dopo esserci avventurati nella leggendaria storia di una delle Case automobilistiche più giovani come Lamborghini, è ora di tornare indietro, molto più indietro, andando a ripercorrere la storia di una delle aziende più antiche al mondo: Peugeot. La storia di Peugeot nasce già nel XV secolo, dove la famiglia Peugeot era una delle più ricche e influenti di Francia, stabilitesi nelle città di Sochaux e Montbéliard, nella Franca Contea nel centro-est del Paese.

Storia-case-automobilistiche-peugeot-museo

Per far fruttare le risorse della famiglia, nel 1810 due giovani fratelli, Jean-Pierre II e Jean-Frederic Peugeot, trasformarono un vecchio mulino in fonderia e laminatoio. Da quella piccola azienda cominciò a nascere l’impero Peugeot, che cominciò a produrre utensili e oggetti di tutti i tipi. In pochi anni, la qualità degli acciai Peugeot diventò di fama mondiale, realizzando componenti in acciaio per orologi, corsetti, lame, seghe, ombrelli, tende e così via. Ma nella storia di Peugeot, non c’è mai stata la voglia di accontentarsi.

storia case automobilistiche peugeot macinapepe

Con l’avvicendamento al comando dell’azienda di figli e nipoti dei “Peugeot Fréres“, i fratelli Peugeot, il colosso francese cominciò a produrre anche componenti per motociclette e le sue prime biciclette, nel 1882. Le biciclette Peugeot erano tra le migliori in circolazione, e la Casa francese continuò a produrle fino alla metà del ‘900. Ma non è finita qui. Nel 1871, Peugeot introdusse la giornata di lavoro di 10 ore, una società di mutuo soccorso e, nel 1876, un sistema pensionistico, in anticipo di 30 anni rispetto alla legislazione francese. Fu in questo periodo che Peugeot iniziò a produrre anche macinapepe, macinasale e utensili da cucina, anche questi tra i migliori in circolazione. Ancora oggi Peugeot, tramite la Peugeot Saveurs, produce i migliori macinapepe e saliere sul mercato.

storia case automobilistiche peugeot mancelle

Ecco, ma le automobili? Nel 1880, Armand Peugeot, uno dei numerosi fratelli Peugeot, cominciò ad esplorare il mondo delle “autonomobili”. Si interessò ad una vettura francese, la Mancelle, dotata di un motore a vapore. Innamoratosi di questo mondo, Armand Peugeot continuò a cercare di sviluppare questa passione. All’Esposizione Universale di Parigi del 1889, Peugeot propose dei tricicli con motore a vaporizzazione istantanea, e la sua presenza a quella kermesse fu fondamentale per il futuro della Casa che ancora oggi porta il suo nome. Lì infatti Peugeot vide la Daimler Stahlradwagen, la vettura progettata da Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach. In quel momento, decise che anche Peugeot avrebbe prodotto automobili.

storia case automobilistiche peugeot 308 SW

Con una malcelata tolleranza, i fratelli Peugeot lasciarono ad Armand delle risorse per creare le prime automobili con il Leone sulla carrozzeria. I motori erano prodotti da Daimler, mentre la produzione era affiancata a quella di biciclette e macchine da cucire Peugeot. Solo nel 1897 nacque la Société Anonyme des Automobiles Peugeot, iniziando la storia della più antica tra le Case automobilistiche d’Oltralpe. Oltre 120 anni dopo, la divisione auto si è presa le redini dell’impero Peugeot, e continua ancora oggi a produrre automobili con grande successo dopo l’entrata nel Gruppo Stellantis.

Saab, caccia e aerei prima (e dopo) l’automobile

Passiamo dai macinapepe a dei prodotti decisamente più emozionanti, rivedendo la storia di una delle Case automobilistiche più amate e rimpiante degli ultimi anni: Saab. Per capire di cosa si occupava Saab prima delle automobili basta analizzarne il nome. Saab infatti sta per Svenska Aeroplan AB, ovvero Aeroplani Svedesi Società per Azioni.

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La Casa svedese nacque a Trollhattan, in Svezia, nel 1937, e si dedicò subito alla produzione aeronautica. Tra aerei civili, tra cui il Saab 340, un turboelica da 36 posti ancora utilizzato per brevi e medie tratte, e caccia militari utilizzati da diverse Aeronautiche Militari oltre a quella svedese, la Saab ha sempre mantenuto come principale attività quella aerospaziale. Negli anni ’40, però, a Trollhattan decisero di differenziare le proprie attività. Nacque così la divisione automobilistica di Saab, che nel 1949 lanciò la sua prima auto, la 92. Dotata di un motore a due tempi e acciaio molto resistente, adatto ai climi rigidissimi della Scandinavia, presto Saab si fece apprezzare in tutto il mondo.

storia case automobilistiche Saab 99 turbo

Le sue auto erano molto particolari, sempre originali e diverse dalle sensibili Volvo e dalle classiche vetture europee. Con linee audaci, interni personali e soluzioni tecniche innovative, Saab si ritagliò il suo spazio nel mondo dell’auto facendo leva su eccentricità e unicità. Saab fu anche la prima Casa mondiale a produrre in larga scala un’automobile Turbo, la 99 Turbo del 1976. Da quella compatta sportiva, Saab fece rima con Turbo, e con un’approccio molto particolare. Fiera della sua origine aeronautica, gli interni ricordavano nelle forme e nell’ergonomia il cockpit di un caccia. Particolarissima era poi la funzione Night Panel, che come nei caccia spegneva tutti i comandi superflui lasciando acceso solo il tachimetro.

storia case automobilistiche Saab 9-5 turbo

Fare automobili particolari ed eccentriche però costa, tanto. Per questo, la Saab AB venne acquisita nel 1990 da un fondo di investimenti, Investor, che mantenne la divisione aeronautica ma cedette il 51% delle quote della divisione auto alla General Motors, acquisita poi totalmente nel 2000. Da quel momento, l’estro di Saab si scontrò con la morigeratezza richiesta da GM, con automobili molto particolari derivate da prodotti Opel, come la 900, 9-3 e la 9-5. Nonostante il valore delle auto Saab, le vendite e soprattutto le entrate erano sempre più basse, portando la Casa svedese sull’orlo della bancarotta, sfortunatamente arrivata in seguito alla crisi del 2008. A nulla sono serviti i tentativi di acquisto da parte di Spyker e della cinese NEVS, con la chiusura del marchio nel 2016. Alla Casa automobilistica è però sopravvissuta la Saab Aerospace, che ancora oggi continua a produrre aerei, jet e caccia.

Toyota, dai telai industriali alle auto nel nome del figlio

Dopo la storia dell’unica delle Case automobilistiche di oggi non più in attività, scopriamo la genesi del più grande costruttore mondiale, Toyota. Diverse Case giapponesi sono nate da aziende che producevano tutt’altro prima dell’arrivo dell’automobile, come Suzuki, che realizzava telai per l’industria tessile, o Mazda e Mitsubishi, che vedremo tra poco. Anche Toyota, quindi, ha in comune questa genesi particolare, con la azienda originale, la Toyoda Automatic Loom Works.

storia case automobilistiche toyoda loom

Il fondatore e padre dell’industrializzazione in Giappone, Sakichi Toyoda, fu l’inventore di telai in legno per la produzione di tessuti, ritenuti i migliori al mondo. Dal successo dell’azienda di famiglia, il figlio di Sakichi, Kiichiro, decise di differenziare la produzione dell’azienda di famiglia, fondando nel 1933 la Toyoda Automobilies. Nata come una branca della società di famiglia, le automobili Toyoda cominciarono ad avere grande successo in Sol Levante. Il fratellastro di Kiichiro, Rizaburo Toyoda, primo presidente della Toyoda Motor Corporation, decise però di staccarsi definitivamente dalla società paterna. Come? Cambiando il nome da Toyoda all’attuale Toyota.

storia case automobilistiche toyota GR Yaris

Le motivazioni sono molteplici. Innanzitutto, Toyota si scrive con 8 colpi di pennello, un numero fortunato in Giappone. In più, Toyoda significa letteralmente “fertile campo di riso”: un nome molto agricolo, da cui la Casa voleva separarsi. In più, il nuovo nome era foneticamente più piacevole, e segnalava un distacco importante da quello paterno. Dal 1939, quindi, la neonata Toyota cominciò la sua storia industriale. Nonostante la famiglia si sia incentrata soprattutto sulla produzione automobilistica, Toyota produce ancora oggi telai tessili e macchine da cucire.

storia case automobilistiche toyota city

Nonostante questo, oggi la Toyota Motor Corporation si basa soprattutto sulla produzione automobilistica, iniziata nel 1936 con la Model AA. Presente in tutto il mondo, Toyota ha avuto un tale successo da fondare una sua città nella Prefettura di Aichi, Toyota City, e da diversi anni è il primo costruttore al mondo per numero di auto vendute. Ne hanno fatta di strada, vero?

Mazda, quanto sei cambiata in 100 anni: dai tappi di sughero alla MX-5

Rimaniamo nel Sol Levante per analizzare la storia di una delle Case automobilistiche più amate, Mazda. Celebre tra gli appassionati di auto sportive grazie alla mitica MX-5 e alle sue vetture differenti e originali. Ma Mazda non è sempre stata la Casa del Jimba Ittai e del Kodo Design. La storia della Casa giapponese nacque ben 101 anni fa, nel 1920.

storia case automobilistiche mazda-go

L’azienda giapponese nacque nel 1920 nella città di Hiroshima come Toyo Cork Kogyo Co., Ltd, produttrice di sughero e utensili da lavoro. Diventata solo Toyo Kogyo Co., dopo un periodo di crisi l’azienda si lanciò nella produzione di veicoli, con la nascita del Mazda-go, un triciclo da lavoro lanciato nel 1931. Il nome Mazda nacque proprio con questo modello, e la leggenda narra che derivi dal nome del fondatore, Jujiro Matsuda. Venduto grazie ad un accordo commerciale da Mitsubishi, il Mazda-go ebbe un discreto successo, fermato solo dalla Seconda Guerra Mondiale.

storia case automobilistiche mazda r360

Durante il conflitto, Mazda produsse fucili, armi e munizioni per l’Esercito Giapponese fino al 1945. Come tutti sappiamo, il 6 agosto del 1945 Hiroshima fu teatro dell’attacco nucleare statunitense, che rase al suolo la città e uccise 70.000 persone sul colpo. La fabbrica Mazda, posta nella periferia di Hiroshima, fu “protetta” da una catena montuosa, e fu il centro nevralgico per i soccorsi alla città. Dopo questo tragico avvenimento, però, Mazda fu più decisa che mai a intraprendere una nuova storia. Abbandonato il sughero, nel 1960 lanciò la sua prima auto, la R360. Piccolissima, economica e leggera, aveva solo 16 CV ed era perfetta per le sempre più grandi città giapponesi.

Alla R360 poi seguirono anche delle sportive, come la Cosmo, la prima auto di serie dopo la NSU Ro80 dotata di motore rotativo, e vetture più grandi e lussuose. La Casa giapponese ha continuato a crescere anno dopo anno, con il 1989 come anno di svolta con la nascita della celebre MX-5. Oggi, Mazda è una Casa quasi totalmente indipendente, con solo il 5% posseduto da Toyota, che crea automobili originali, personali e apprezzate in tutto il mondo. Da un inizio difficile, oggi Mazda incarna una vera storia di successo.

Jaguar, la storia tra Sidecar e un nome a dir poco infelice

Dal successo di Mazda ad una storia di una delle Case automobilistiche più eclettiche e particolari del globo, Jaguar. Il fondatore della celebre Casa britannica fu Sir William Lions. Nel 1921, il futuro baronetto era un giovane ingegnere di Blackpool, voglioso di intraprendere una carriera nel mondo dei motori. Quell’anno, Lions conobbe William Walmsey, pilota motociclistico e esperto costruttore di Sidecar.

Storia case automobilistiche SS Company

Convinto da Walmsey a fondare una società con lui, nel 1922 i due fondarono la Swallow Sidecar Company, nota anche come SS. Fin dagli albori, i sidecar della SS furono davvero apprezzati in patria e anche in Europa, tanto da consentire a Lions di sognare di ampliare la sua fortuna. Nel 1927, infatti, nacque la Swallow Sidecar Company Coachbuilding, o SSCC. Questa era l’equivalente di un carrozziere italiano, creando scocche e carrozzerie originali sulla base della popolare Austin Seven. Nel 1928, visto il successo delle Seven Swallow, la SSCC si trasferì a Coventry, dove ancora oggi ha sede la Casa.

swallow sidecars company logo compromettente
Vedendo il logo, forse hanno fatto bene a evitare di usarlo nuovamente dopo la Guerra…

Nel 1930, la SSCC smise di produrre sidecar e motociclette, concentrandosi sulla sola produzione automobilistica. La SSCC diventò quindi solo SS Cars, e nel 1931 venne lanciata la prima auto originale della Casa, la SS Jaguar, una sportiva filante e dalle ottime prestazioni. Fino alla Seconda Guerra Mondiale, la SS Cars ebbe grandi successi di vendite. I bombardamenti della Guerra non risparmiarono le fabbriche di Lions, che ebbero ingenti danni. Il vero problema nel secondo Dopoguerra fu però il nome.

storia case automobilistiche Jag e-type

SS ormai era associato da tutti alle Schutzstaffel tedesche, rendendo la SS una Casa a dir poco controversa. Così, Sir William Lions decise di abbandonare il classico Swallow Sidecars per abbracciare il nome di uno dei modelli più apprezzati, Jaguar. Così, il primo modello del dopoguerra fu la Jaguar Mark IV, la prima auto con il nome Jaguar sul cofano. Dopo di lei, la storia è ben nota. Dalle vittorie a Le Mans alle leggendarie MkII, XK120, E-Type e XJ, la Casa di Coventry è ancora oggi una delle più amate e ammirate Case mondiali.

La storia di Hyundai, Casa automobilistica e colosso industriale coreano

Da una Casa celebre in tutto il mondo ad un’altra che si sta affermando con sempre maggiore forza negli ultimi anni il passo è breve. Dall’Inghilterra arriviamo dritti in Corea del Sud, per analizzare la storia di una delle Case automobilistiche più dinamiche degli ultimi anni, Hyundai.

storia case automobilistiche hyundai hq

Anche a causa dell’instabilità del territorio coreano, prima della fine della Guerra di Corea del 1953 non ci fu un grande sviluppo industriale nella penisola coreana. Se al Nord, però, si instaurò un regime di stampo comunista e con un enorme culto della personalità, al Sud l’influenza americana fu davvero importante. In pochi anni, infatti, l’industria sudcoreana ebbe una grande spinta, con la nascita di colossi dalle decine di filiali, chiamati chaebol.

storia case automobilistiche hyundai heavy

LG e Samsung sono alcuni tra i più noti, ma tra questi c’è anche l’enorme colosso Hyundai. L’azienda nacque nel 1947 come impresa di costruzioni edili. Poco dopo, però, Hyundai si allargò anche nel settore navale, di cui ancora oggi è un colosso mondiale. Dalle navi cargo ai sistemi di sollevamento dei container, Hyundai è uno dei maggiori player nell’industria del trasporto navale. Hyundai è poi attiva anche nel settore dell’elettronica, della finanza, della grande distribuzione, nella costruzione ferroviaria e nella produzione di acciaio, di cui è uno dei maggiori produttori al mondo. Il gruppo Hyundai produce anche macchine agricole, diffuse anche in Europa, e solo nel 1967 nacque la Hyundai Motor Corporation.

storia case automobilistiche hyundai pony

Hyundai cominciò a produrre automobili nel 1968, precisamente delle Ford Cortina prodotte su licenza in Corea. Per la prima automobile originale di Hyundai bisogna aspettare il 1975 con la Hyundai Pony. Si tratta di una berlina disegnata da Giorgetto Giugiaro e dotata di meccanica di derivazione Mitsubishi. La Pony, oltre ad essere la prima Hyundai originale, è anche la prima automobile di progettazione coreana mai prodotta. In questi 46 anni, Hyundai ne ha fatti di progressi, diventando una delle Case più vivaci del panorama mondiale. Il suo ultimo prodotto, la Ioniq 5, riprende nell’estetica l’eredità della Pony, ricordando la giovane storia della Casa. Al fianco della divisione automobilistica, Hyundai non ha dimenticato le altre sue attività, rimanendo ancora oggi leader nel trasporto marino, nella produzione di acciaio e in quello di macchine agricole e industriali.

Mitsubishi, l’eclettica: dai condizionatori all’industria pesante fino alle auto

Chiudiamo questa carrellata di storie affascianti del mondo dell’auto con Mitsubishi, una delle aziende giapponesi più antiche e la holding più importante di tutto il Paese. Mitsubishi nacque nel 1870, e fu fondata da Yataro Iwasaki come azienda di costruzioni navali. In pochi anni, visto il successo delle sue barche Iwasaki decise di spaziare maggiormente i suoi interessi. Investì quindi nel settore bancario, minerario ed assicurativo, diventando nel 1911 il primo colosso industriale giapponese.

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Poco dopo il successo, la Mitsubishi si divise in quattro tronconi principali: cantieri navali, le banche, miniere ed assicurazioni. Nel 1921 nacque la Mitsubishi Electric, la branca che si occupa di apparecchi elettronici, nel 1920 debuttò la sezione aeronautica e nel 1922 quella di camion e bus. Qualche anno prima, nel 1917, la Casa produsse la prima auto giapponese in serie, ma senza grande successo.

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La Casa dei Tre Diamanti (che in realtà sono tre foglie di castagna d’acqua, che è anche la traduzione letterale del nome Mitsubishi) prima della guerra istituì la Mitsubishi Heavy Industries, che si occupa ancora oggi di industria e cantieri navali e di aeronautica. Durante la Seconda Guerra Mondiale l’azienda produsse carri armati e aerei da caccia per l’Esercito nipponico. Questo impegno fu fatale per la Casa, che venne danneggiata pesantemente dagli Alleati. Ci vollero diversi anni per Mitsubishi per rimettersi in piedi, e solo nel 1959 l’azienda potè proporre sul mercato la sua prima automobile. Da quell’anno, però, Mitsubishi fece molta strada. Nel 1970 il colosso creò la Mitsubishi Motor Corporation, la divisione automobilistica dell’azienda.

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Nonostante la sezione automobilistica sia la più famosa, Mitsubishi è ancora oggi presente in decine di ambiti differenti. Dall’industria petrolchimica a quella metallurgica, dalla chimica alla produzione del vetro, dalla cantieristica navale all’elettronica fino all’alimentari. Chiunque di noi ha visto almeno una volta un condizionatore o una stufa Mitsubishi Electric, o chi vive in città portuali avrà visto navi o container con il logo dei tre petali della Casa giapponese. La divisione automobilistica, d’altro canto, nonostante il successo della leggendaria Lancer Evolution tra gli anni ’90 e ’00, è stata paradossalmente una delle branche meno vincenti della Casa. Dopo un periodo di crisi, nel 2016 Mitsubishi è entrata a far parte del Gruppo Renault-Nissan, e si avvia verso un futuro più luminoso.

Quale storia di queste Case automobilistiche vi ha colpito di più?

Questa è l’ultima storia di Case automobilistiche che hanno fatto e fanno ancora cose molto diverse dal produrre automobili. Certo, di aziende “monolitiche” come Mercedes-Benz, inventrice dell’auto nel 1886 o Ford ce ne sono parecchie. Ma ci sono anche Case che non abbiamo citato che hanno fatto tutt’altro durante la propria storia. FIAT e Alfa Romeo, ad esempio, produssero cucine, forni e frigoriferi nei primi anni del Dopoguerra. Citroen nacque come produttore di ingranaggi, da cui deriva il logo del Double Chevron, che riprende un ingranaggio con dentatura a V inventato proprio da André Citroen. Potremo andare avanti all’infinito, ma questo ci fa capire come dietro un grande successo ci sono imprenditori e aziende che hanno voglia e fame di vittoria, di arrivare al loro obiettivo ad ogni costo.

E anche per oggi, la puntata di Auto for Dummies di questa settimana finisce qui. Qual è la storia più interessante che avete letto oggi? Abbiamo dimenticato la vostra preferita? Fatecelo sapere qui sotto nei commenti! Noi vi aspettiamo ogni venerdì, sempre qui ad Auto for Dummies. Dove? Ma è ovvio, su techprincess. Ciaoo!

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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