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Tecnologia a scuola: il concorso “Cronisti in classe” e il punto della situazione
Stefano Parcaroli racconta l’iniziativa promossa dal Resto del Carlino. Benefici e rischi nel rapporto tra tecnologia e studenti


Tecnologia a scuola: Stefano Parcaroli, ad di Med Computer Srl, racconta perché ha sostenuto con convinzione “Cronisti in classe”, iniziativa promossa dal Resto del Carlino e rivolta agli studenti delle scuole primarie di terza, quarta e quinta e delle secondarie di primo grado. Grazie a questo concorso, i ragazzi avranno la possibilità di scrivere articoli che saranno poi pubblicati sul quotidiano.

Tecnologia a scuola: cos’è “Cronisti in classe”

Parte domani, giovedì 28 gennaio, “Cronisti in classe”, quello che il Resto del Carlino chiama affettuosamente campionato di giornalismo. L’iniziativa è dedicata agli studenti di tredici scuole della provincia di Bologna.

Sono previste trentatré uscite sul quotidiano, da domani  al prossimo 1 giugno, ossia trentatré pagine che conterranno gli articoli scritti dagli studenti. Si conoscono già le prime tre tracce che verranno assegnate ai ragazzi: un tema libero, una considerazione sugli effetti del lockdown di questi mesi, e una storia che riguardi la loro città.

Lo scopo dell’iniziativa, a conclusione della quale saranno premiate tre scuole, è duplice: aiutare agli studenti a osservare in modo critico la realtà, e far conoscere più da vicino un lavoro affascinante e importante, che per qualcuno di loro potrebbe in futuro diventare una professione.

C’è poi l’aspetto della tecnologia nelle scuole, per il quale Med Computer è intervenuto nel progetto.

Tecnologia e studenti: il sostegno di Med Computer

Med Computer è il nome del gruppo che gestisce la catena di negozi Apple Premium Reseller Med Store e altri negozi diretti e affiliati. In forte crescita, lo scorso anno ha fatturato 105 milioni di euro all’interno di Med Group, che con altre società di ricerca e sviluppo software ha un fatturato cumulativo di 157 milioni di euro.

Stefano Parcaroli, amministratore delegato di Med Computer, racconta perché ha accettato con entusiasmo di collaborare al progetto “Cronisti in classe”.

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Med Group, spiega Parcaroli, porta “nelle scuole la tecnologia che aiuta a rendere la didattica accessibile a tutti, risolvendo così anche alcuni problemi come, per esempio, il deficit di attenzione e altre difficoltà cognitive e di apprendimento, ma coltivando nel contempo la creatività degli studenti affinché possano esprimere le proprie idee attraverso il disegno, la fotografia, la musica e i video”.

L’ad sottolinea poi l’importanza dei tablet per i giovani: sono dispositivi agilissimi da trasportare, che mettono gli studenti in relazione col mondo. E offrono loro la possibilità di rielaborare le informazioni e trasformarle autonomamente in contenuti creativi.

Il sostegno di Med Computer a “Cronisti in classe” è dunque una spinta per gli studenti e anche per una professione, quella giornalistica, sempre più legata a filo doppio alla tecnologia.

Tecnologia a scuola: pro e contro

In un altro passaggio, parlando dell’uso dei nuovi device da parte dei giovani, Stefano Parcaroli sfiora un tema importantissimo. “È bene”, – dice l’ad – che ci sia la supervisione di un adulto perché la famiglia è sempre il primo insegnante, in modo che questi mezzi possano essere controllati, gestiti, visionati e anche limitati nell’uso, se necessario”.

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Un tema ampio e articolato

L’argomento della digitalizzazione nelle scuole, e più in generale del rapporto tra tecnologia e giovani in età scolare, è tanto vasto quanto sfaccettato. Citiamo almeno i risvolti principali di una tematica destinata a diventare sempre più urgente in un futuro prossimo.

C’è intanto il problema della democraticità: perché la tecnologia nelle scuole non si riveli uno strumento di ulteriore differenziazione sociale, occorrerebbe che tutti gli studenti avessero accesso agli stessi dispositivi, sia a casa che in mobilità. E che tutte le scuole fossero dotate delle medesime infrastrutture. Inutile aggiungere quanto questa condizione ideale sia ancora lontana.

Ci sono poi gli attori coinvolti: naturalmente sono gli studenti i più ricettivi nei confronti delle nuove tecnologie. Ma ormai che ci stiamo avviando verso generazioni composte solo di nativi digitali, anche genitori e personale scolastico dovrebbero raggiungere un’adeguata confidenza – tecnica e psicologica – con il digitale.

C’è poi la questione dei contenuti: in quali ambiti di insegnamento le nuove tecnologie possono davvero fornire un aiuto indispensabile, e dove invece rischiano di sostituirsi alla creatività dello studente?

E infine, il problema etico, anch’esso sfaccettato. Sino a che punto è lecito l’uso dei dispositivi in classe, e quando iniziano a diventare fonte di distrazione? Un insegnante può sequestrare uno smartphone o un tablet a uno studente? E dopo quante ore di utilizzo sarebbe bene imporre lo stop ai ragazzi?

Di certo, anche il modo di insegnare e quello di apprendere verranno modificati dall’ingresso sempre più massiccio della tecnologia a scuola. L’importante è che nessuno si faccia trovare impreparato, in modo che la digitalizzazione possa essere sfruttata in tutto il suo enorme potenziale, e contenuta nelle sue (altrettanto enormi) possibili ricadute negative.


Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti, prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale https://claudiobagnasco.com