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The Father: com’è il film con Anthony Hopkins

The Father – Nulla è come sembra è un film del 2020 diretto da Florian Zeller, con Anthony Hopkins ed Olivia Colman. The Father, adattamento cinematografico della pièce teatrale dello stesso Zeller, Il padre, è stato insignito di ben due premi Oscar, per il miglior attore protagonista ad Anthony Hopkins e per la migliore sceneggiatura non originale a Florian Zeller e Christopher Hampton. 

Anthony (Anthony Hopkins), ha la demenza senile e tutto ciò che vuole è continuare a vivere nel suo appartamento, un grazioso e spazioso appartamento nell’elegante quartiere londinese di Kensington. Ma sua figlia, Anne (Olivia Colman), che si prende cura di lui, sta progettando un trasloco a Parigi e vorrebbe vedere suo padre sistemato in una casa di cura. La quotidianità di Anthony inizia a sgretolarsi quando non riesce più a determinare se si trova a casa di sua figlia Anne o a Londra, se la donna ha il volto di Olivia Colman o Olivia Williams, se è ancora sposata o se si è già separata, se ha lasciato il suo orologio da polso in un posto o nell’altro. 

The Father: Anthony Hopkins premiato agli Oscar 2021 come migliore attore protagonista

The Father

C’è una prospettiva incalzante, intima, prismatica circa la malattia, una postura visiva che discute e mostra quanto sia caotico, inimmaginabile e deflagrante vivere una condizione mentale che porta a scompaginare tempo e spazio. Non c’è linearità nella narrazione se non quella che vive il protagonista dentro di sé, perché la cronologia è dettata dalla regia della mente, una regia che sfugge dalla razionalità, e diventa ostinata, confusa, vigile, presuntuosa, sfuggente, alienante.

La storia vive del pieno punto di vista di Anthony e il pubblico con lui vive il suo disappunto, la sua preoccupazione, il suo disorientamento. Il punto della narrazione è portare la trama dentro la mente di un uomo che non sa come porsi con la sua vita, e con i suoi affetti, il cui punto di vista è inaffidabile, infondato, e ha pochissimi punti fermi con cui aprirsi, su cui reggere il suo tornado mnemonico.

Anthony rapidamente perde il controllo sulla realtà

E il pubblico si aggira con lui in una tempesta di visioni, di ricordi, di percezioni, di persone, conosciute e misconosciute che si susseguono, si sovrappongono, si contraddicono e non c’è modo di svellere il tessuto visivo del film, almeno inizialmente. Anthony rapidamente perde il controllo sulla realtà, perde la presa sulla realtà, e siamo così saldamente radicati nella sua prospettiva che la sua confusione e disperazione diventano le nostre. 

Passato e presente si mescolano, i volti scompaiono dalla sua memoria. Non rimangono che oggetti casuali e precisi: un orologio, una cena a base di pollo, una canzone, una conversazione. Questi oggetti diventano puzzle di un mosaico indecifrabile, pezzi di vita quotidiana che assumono un significato sempre più grande, sempre più vivido. The Father trasla l’intero film in un’unica realtà che è allo stesso tempo infallibile e inaffidabile mentre Anthony vive in un eterno e infinito qui e ora, in cui non può fidarsi di nessuno, in cui i parametri fisici del suo mondo cambiano in un istante.

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