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The Witcher 3: Wild Hunt Complete Edition recensione, troppa magia per Nintendo Switch

Geralt è sbarcato anche sulla piccola di casa Nintendo, ma la sua possenza è riuscita a far tentennare anche questa console

Può la magia di uno Strigo e l’amplissimo universo creato dai ragazzi di CD Projekt, nonché dalla mente di Andrzej Sapkowski, trovare sufficiente respiro ed espressione nella piccola console di casa Nintendo? Ce lo siamo chiesti sin dal momento in cui The Witcher 3: Wild Hunt Complete Edition, con le relative espansioni Hearts of Stone e Blood and Wine erano state annunciate per Nintendo Switch tempo addietro. Ora che abbiamo a disposizione questa versione da pochi giorni, abbiamo trovato anche le risposte che cercavamo.

Ci troviamo per le mani l’ennesima versione di un gioco che aveva già calcato il palcoscenico praticamente di ogni piattaforma, dove tutta la quest principale ruota attorno alla ricerca di Ciri e alla minaccia dettata dalla Caccia Selvaggia, concedendoci 30 buone ore di gioco prima di buttarci nell’enorme mondo che ci attende, anche grazie alle due espansioni contenute alias i DLC tra i più corposi e interessanti che il videoludico conosca. Si arriva così all’asticella delle cinquanta ore aggiuntive per un gioco già molto ampio, concedendoci il lusso di vivere tutta questa bellezza ovunque siamo. Se la prima espansione è poco meno complessa nella struttura, riciclando anche buona parte degli ambienti e spiccando più per la narrazione principale che per le attività accessorie, la seconda, Blood and Wine, è quasi uno standalone per durata e tipologia di contenuti.

The Witcher 3 su Switch: come Icaro con le ali sciolte al sole

Come ben saprà chi ha già vissuto questa avventura su console e PC, il gioco prevede anche una marea di quest secondarie, contratti da portare a termine e cacce al tesoro che ci apriranno le porte a mondi e atmosfere davvero evocative e letteralmente magiche. Lo storytelling alla base di questa costruzione attenta della personaità di ogni personaggio rimane alla base del lavoro svolto per The Witcher 3: Wild Hunt, anelando a un’eccellenza che però si scioglie come le ali di Icaro verso il sole, se passiamo invece al comparto grafico e tecnico di questa versione su Nintendo Switch. Vediamo meglio perché, senza dilungarci troppo sulla storia che quasi sicuramente conoscerete e riassumendo la nostra esperienza sulla portatile Nintendo.

Alla luce delle considerazioni che andremo a snocciolare, non ci raccapezziamo davvero circa le motivazioni per cui questo titolo sia ancora disponibile a prezzo pieno, considerando le complicazioni effettive che abbiamo riscontrato rispetto alle precedenti uscite su console e PC. Osserviamo in primis come questa versione mostri una risoluzione a circa 540p in modalità portatile, che arriva a 720p in dock, ma la versione in questione non è forse nata per essere giocata anche nel comfort del proprio letto, in treno o su una sdraio per i più fortunati vacanzieri al caldo? Questo è il punto.

The Witcher 3 su Switch: un errore tira l’altro

Non è però tale aspetto a inficiare davvero la piena godibilità di The Witcher 3 su Switch; quello che annoia davvero è che questi compromessi tecnici hanno ridotto la resa artistica e la bellezza dei panorami, a causa di un effetto di motion blur e difetti tecnici, oltre a una scarsa resa nei dettagli. Osserviamo infatti qualche glitch dove il movimento di elementi come le foglie al vento non è molto naturale. Vogliamo parlare dei bug per cui i personaggi passano letteralmente l’uno attraverso l’altro? Ci saremmo aspettati di meglio. Non potevano mancare dei fastidiosi effetti aliasing nel design dei capelli, una delle parti del corpo dei nostri eroi che è stata davvero penalizzata nella versione su Switch. Un peccato osservare la folta chioma di Yennefer così disegnata o i bianchi capelli dello Strigo che fluttuano nel vento “fratturandosi” qua e là.

Se confrontata in termini grafici con la versione PC, dettagli come luci, ombre e alcune texture sono visibilmente più ricchi su quest’ultima, nonostante fosse invece la versione su PS4 a garantire un FPS più stabile (un tema davvero caldo se confrontiamo le versioni diverse). Al netto di questo però, ci sono altre difficoltà tecniche in cui ci imbatteremo, a partire dalla traduzione dei sottotitoli: vi sono degli errori nella localizzazioni che erano già presenti nelle versioni precedenti e non sono stati corretti, oltre ad alcuni fastidiosi problemi di telecamera, troppo sensibile ai nostri comandi e senza alcuna possibilità di correggere il tiro.

L’effetto è davvero fastidioso su uno schermo così piccolo, dove non mancano nemmeno delle difficoltà evidenti e frequenti circa la fluidità nei filmati: durante questi ultimi, il gioco gira a un numero abbastanza basso di fotogrammi al secondo, fino a bloccarsi per qualche millisecondo, anche in alcuni momenti di dialogo con i NPC. Un errore che non possiamo perdonare a un gioco di questo calibro.

Un motore di gioco affaticato

Sempre confrontando le capacità tecniche su Switch, i controlli con il joystick risultano sicuramente un po’ più semplici e immediati da imparare, rispetto a quelli su PC, che richiedono del tempo per fare pratica ed essere memorizzati, soprattutto nelle prime fasi di gioco. Inoltre risulta comodo l’agganciamento automatico dei nemici in battaglia, oltre che aver notato una buona visibilità della strada per andare a cavallo in modalità console. Ciò non toglie che ci sia un certo ritardo nella risposta con alcuni dei tasti, soprattutto in modalità console; in linea generale, la risposta è lenta e i movimenti sono legnosi e a scatti, segno evidente che il motore giri a fatica e non riesca a supportare a dovere questo titolo, meritevole di un lavoro decisamente più attento e preciso.

Il compromesso che dobbiamo raggiungere è davvero estenuante, per poter digerire questa versione claudicante di un witcher che sognava di galoppare senza freni tra praterie fiorite e sotto le cime di monti dal candido mantello nevoso. Probabilmente il risultato raggiunto è il massimo a cui si potesse ambire, considerando il software della console in questione; resta però il retrogusto agrodolce dovuto alla non completa soddisfazione nell’avere tra le mani uno dei maggiori capolavori della recente produzione videoludica con un comparto grafico e tecnico davvero non al meglio della propria prestanza. Lo Strigo è pur sempre lo Strigo, ma lo avremmo preferito ancora più bello, ancora più scattante.

The Witcher 3: Wild Hunt Complete Edition

  • Presenza di entrambe le espansioni, oltre alla quest principale
  • Buon aggancio dei nemici con il mirino in battaglia
  • Motore non sufficientemente prestante e lento
  • Bug, glitch e aliasing eccessivi e non accettabili
  • Framerate basso, troppo
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Francesca Sirtori

Indielover, scrivo da anni della passione di una vita. A dispetto di tutti. Non fatevi ingannare dal faccino. Datemi un argomento e ne scriverò, come da un pezzo di plastilina si ottiene una creazione sempre perfezionabile. Sed non satiata.
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