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TikTok aggiorna il Centro Trasparenza: più privacy e sicurezza per gli utenti

Pubblicati i nuovi rapporti sulla trasparenza

Il rapporto tra i maggiori social e la tutela della privacy e della sicurezza degli utenti è una questione sempre più urgente.

Specie dopo la bufera dei Facebook Papers, i documenti che hanno mostrato impietose falle nella più grande piattaforma social del mondo. Problemi di filtraggio delle notizie, scarsa attenzione alle segnalazioni degli utenti. Quando non un vero e proprio ruolo attivo durante campagne elettorali di primaria importanza o in contesti politici delicati.

Se il gruppo Facebook è corso ai ripari, modificando la propria strategia e cambiando nome in Meta, gli altri social non sono stati a guardare.

Tra le questioni recentemente più dibattute c’è sicuramente il rapporto tra TikTok e la privacy. Dovuto sia alla bassissima età media degli utenti, sia a una serie di episodi accaduti negli ultimi mesi (anche per la facilità con cui si poteva aggirare il divieto di aprire un account per i minori di 13 anni).

Episodi che hanno avuto il loro momento più tragico nella morte di una bambina siciliana di dieci anni, che aveva partecipato a una challenge lo scorso gennaio.

Vediamo in che modo, di recente, TikTok è intervenuto a tutela della privacy e della sicurezza dei suoi utenti.

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TikTok, privacy e sicurezza: aggiornato il Centro Trasparenza

In una nota apparsa sul sito ufficiale giovedì 2 dicembre, TikTok fa sapere di aver aggiornato il suo Centro Trasparenza.

Si tratta di un luogo virtuale dove gli utenti possono leggere i modi in cui TikTok agisce a tutela della privacy e della sicurezza dei suoi utenti. Inoltre, viene spiegato come funzionano la moderazione e la raccomandazione dei contenuti.

Ma il Centro Trasparenza e Responsabilità, aperto già dal luglio del 2020 negli Usa, è anche un luogo fisico, la cui sede europea è a Dublino. I visitatori possono addirittura esaminare il codice sorgente e imparare come funziona l’algoritmo di TikTok.

Soprattutto, leggiamo nella nota, “la nuova versione della piattaforma ospiterà lo storico di tutti i nostri rapporti sulla trasparenza, oltre a ulteriori rapporti interattivi attualmente in elaborazione”.

Sempre nella giornata del 2 dicembre, è stato pubblicato il report sulla trasparenza che copre il primo semestre del 2021. Nel quale sono evidenziate le richieste di rimozione ricevute in quel periodo.

I report sulla trasparenza

Tiktok pubblica dal 2019 i report sulla trasparenza, arricchendoli di volta in volta “con la presentazione di nuovi dati sempre più approfonditi – spesso con un approccio pionieristico nel nostro settore – come, per esempio, il dato rispetto al numero di account rimossi perché potenzialmente appartenenti a minori di 13 anni, o il numero di inserzioni pubblicitarie respinte perché non rispettavano i nostri standard”.

I report, redatti in 26 lingue, sono quattro: il rapporto sull’applicazione delle linee guida della community, il rapporto sulle richieste di informazioni, il rapporto sulle richieste di rimozione da parte delle autorità e il rapporto sulle richieste di rimozione per violazione della proprietà intellettuale. Il primo è presentato ogni tre mesi, gli altri tre hanno periodicità semestrale.

Richieste di rimozione da parte dei governi

È uscito giovedì 2 dicembre l’ultimo rapporto sulle richieste di rimozione da parte delle autorità, a copertura del periodo che va dal 1 gennaio al 31 giugno del 2021.

Scopriamo così che in questo semestre i governi di tutto il mondo hanno effettuato 2.434 richieste di rimozione o moderazione dei contenuti, per violazione delle norme della community. Dieci di queste richieste sono state avanzate dalle autorità italiane.

Notevolissimo il balzo in avanti rispetto al semestre precedente. Nel periodo luglio-dicembre 2020 le richieste globali di rimozione da parte dei governi sono state solo 412.

Richieste di rimozione per violazione della proprietà intellettuale

Sempre il 2 dicembre è uscito anche il nuovo report sulle richieste di rimozione di contenuti per violazione della proprietà intellettuale.

Ecco che nell’ultimo semestre (gennaio-giugno 2021) le richieste sono state 78.140 nel semestre di riferimento. Quelle con esito positivo sono state 16.662, pari al 21,32% del totale.

TikTok spiega: “Accogliamo le richieste di rimozione valide motivate da violazioni della legge sul copyright e dei marchi registrati. Dopo aver ricevuto una notifica valida da parte di un titolare di diritti di proprietà intellettuale riguardo a una potenziale violazione, TikTok procederà alla rimozione tempestiva dei contenuti che determinano la presunta violazione. Qualsiasi attività che viola i diritti di proprietà intellettuale di altri può portare alla sospensione o alla rimozione dell’account”.

Richieste di informazioni da parte delle forze dell’ordine

Ultimo report aggiornato il 2 dicembre da TikTok, quello sulle richieste di informazioni sugli utenti da parte delle forze dell’ordine.

1175 le richieste legali e 715 le richieste di emergenza, contro – rispettivamente – le 765 e 409 del semestre precedente.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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