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La scenografia si fa virtuale in Accademia

Abbiamo visitato il Virtual Set installato in NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, per scoprire questa nuova tecnologia

Il mondo del cinema è in continua evoluzione e la tecnologia è sempre profondamente intrecciata con esso. Nel corso degli anni, questo medium si è evoluto continuamente grazie allo sviluppo degli strumenti, potendo raggiungere traguardi sempre più ambiziosi. Una delle strade più affascinanti aperte oggi è quella della Virtual Production, che gli studenti in NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, hanno potuto toccare con mano negli ultimi giorni. C’eravamo anche noi e ora siamo pronti a raccontarvi la nostra esperienza nel futuro del cinema.

Virtual Production, da Tatooine a NABA, Nuova Accademia di Belle Arti

Di cosa parliamo quando parliamo di Virtual Production? Si tratta di un’innovativa tecnica che sfrutta avanzati strumenti tecnologici per creare le ambientazioni di progetti cinematografici. Potete immaginarla come un passo ulteriore rispetto al tradizionale green screen. Al posto di uno sfondo verde uniforme e anonimo, che solo dopo le riprese sarà sostituito con le scenografie che vedremo a schermo, sul set sono presenti delle grandi pareti di led.

Su questi schermi viene trasmessa in tempo reale l’ambientazione. Questa si genera in prospettiva sfruttando motori grafici come Unreal Engine, che gli appassionati di videogiochi conosceranno molto bene. Si tratta di un passo avanti eccezionale. La troupe, il regista e soprattutto gli attori non devono più immaginarsi l’ambiente intorno a sé, ma possono viverlo già in scena. Quando Pedro Pascal cammina per i deserti di Tatooine nella prima stagione di The Mandalorian non si trova circondato da pareti verdi, ma dalle dune del pianeta. Un’immersione eccezionale che supporta la performance senza però richiedere l’impegno (e i costi) di trasferte in esterna.

Davanti alle possibilità eccezionali offerte dalla Virtual Production, i docenti di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, non sono rimasti con le mani in mano. Il Course Leader del Triennio in Creative Technologies Emanuele Lomello e il docente Giovanni Visai si sono anzi attivati e hanno ottenuto ottimi risultati nella challenge internazionale Virtual Production for Storytellers. Poche settimane dopo l’istituto lancia il proprio Virtual Set, proprio negli spazi milanesi.

Si tratta di una delle primissime strutture di questo tipo nel nostro Paese e il primo in Europa in un’Accademia di Belle Arti. 40 metri quadrati di ledwall, che forniranno la base per due cortometraggi realizzati. A fornire il proprio contributo dodici docenti e oltre 70 studenti, a cui si aggiungono diversi alumni e tecnici. Un progetto che l’Accademia può realizzare grazie alla presenza di corsi di studio in VFX, 3D Design e Game Development, fondamentali per queste tecnologie.

Lo sguardo al futuro delle riprese

Come spiegavamo in apertura, abbiamo avuto la possibilità di esplorare in prima persona gli ambienti di Virtual Production di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. Emanuele Lomello ci ha fatto da guida, permettendoci di scoprire tutti i dettagli dell’ambizioso progetto. E vi assicuriamo che la resa lascia assolutamente a bocca aperta.

In uno spazio ridotto (che altro non è l’aula magna dell’istituto, riadattata per l’occasione) è possibile ritrovarsi immersi in una foresta. Un mix di virtuale e reale, grazie al contributo del Triennio in Scenografia, che restituisce l’ambientazione al meglio. Questo facilita enormemente il lavoro degli attori e di tutta la troupe, dando in diretta l’idea precisa di quello che si vedrà nel prodotto finale. Il risultato è decisamente stupefacente. Soprattutto è fantastico che gruppi di studenti possano ‘sporcarsi le mani’ testando in prima persona questa tecnologia destinata a cambiare ancora una volta il modo in cui facciamo cinema.

L’obiettivo del progetto (che oltre ai due cortometraggi produrrà anche un documentario sull’esperienza) è proprio quello di indagare questo aspetto. Si tratta di un lavoro di ricerca, per comprendere meglio non solo i funzionamenti tecnici della tecnologia, ma anche come questa potrà modificare il linguaggio della settima arte. Il tutto in un’ottica di proporre un’offerta sempre più ampia agli studenti, ma anche ad altre realtà che vorranno collaborare.

Al di là dell’aspetto tecnologico che, seppure in un contesto più contenuto rispetto alle grandi produzioni internazionali, resta sorprendente, quello che ci ha colpito è proprio lo spirito innovativo dei partecipanti al progetto. Il desiderio (quasi la necessità) di voler esplorare nuove vie, di mettersi alla prova e di comprenderne le potenzialità sono fortissimi. Un approccio che deve essere centrale negli ambienti della cultura e che è davvero piacevole ritrovare.

Virtual Production, una nuova via per la settima arte in NABA, Nuova Accademia di Belle Arti

virtual production naba visita
Oltre al cortometraggio ambientato nella foresta, ne troviamo un secondo che ci porta in una metropolitana molto cyberpunk… Ph. Stefania Carbonara

Questo è proprio quanto emerso dalla nostra chiacchierata con Lomello, che ci ha guidato in ogni aspetto del progetto. In particolare ha tenuto a sottolineare quanto queste esperienze siano fondamentali in un mondo del lavoro che richiede sempre di più un’ibridazione delle competenze:

In un paese come l’Italia in cui il creativo non è il tecnico, in cui il progettista non è il realizzatore, il Creative Technologist è colui che cerca di decostruire tali dicotomie per realizzare un nuovo percorso di ricerca ed esplorazione con l’obiettivo di ridisegnare gli orizzonti dell’innovazione.

Il mondo del lavoro richiede sempre più figure professionali che siano in grado di connettere competenze e campi d’interesse eterogenei, richiede cioè di progettare il futuro reinterpretando usi e funzionalità degli strumenti e dei metodi di oggi. Uno dei nostri obiettivi, come Faculty del Triennio in Creative Technologies, è quello di inserire i nostri studenti all’interno di progetti di ricerca per aiutare loro a comprendere come poter creare connessioni tra campi del sapere diversi tra loro. La Virtual Production è un campo di sviluppo e di indagine che ben si sposa con tale fine e che ci permette di indagare, in qualità di creative technologist, nuove possibilità linguistiche, tecnologiche, artistiche…“.

Per maggiori informazioni su NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, e le possibilità che offre, vi rimandiamo al loro sito ufficiale.

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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