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Sarà un’estate di voli in ritardo o cancellati? Ecco i motivi

Dal 5G al Covid, dall’emergenza climatica agli scioperi

Con l’estate tornano le vacanze, e con le vacanze riaffiorano una serie di spauracchi. Tra cui, ad esempio, quello delle mail truffa, di cui ci siamo occupati in un altro articolo.

Oppure quello di perdere il volo. Tranquilli: ciò non sarà praticamente possibile, perché sembra che quest’estate tutti i voli saranno in ritardo o cancellati.

Ecco, forse con questa affermazione abbiamo esagerato, ma solo un po’. Perché se diamo un’occhiata a diversi articoli usciti nelle ultime ore, c’è un concetto comune, sia che si tratti dell’Italia, dell’Europa o addirittura degli Stati Uniti. E cioè che sarà un’estate di voli in ritardo. O, nella peggiore delle ipotesi, che non partiranno proprio. E il bello è che ogni testata adduce motivi differenti. A noi dunque il compito di riassumere, e di capire perché, per chi volerà, è proprio il caso di dire che si prospettano mesi caldi.

Airplane in the sky at sunset

Un’estate di voli in ritardo: il caso dell’Italia

Per questa mesta panoramica, abbiamo deciso di partire dal nostro Paese per poi passare a uno sguardo europeo, e vedere infine cosa potrebbe accadere negli Usa.

I voli in ritardo nei maggiori aeroporti italiani sono già molti nel mese di giugno, che apre ufficialmente la stagione estiva.

I nostri scali risentono di problemi su scala globale. Nel mese di giugno, ad esempio, a Roma Fiumicino si contano più di 800 movimenti aerei, e quasi 700 a Milano Malpensa. Ebbene: i ritardi degli ultimi giorni in entrambi gli scali sono stati, mediamente, circa 300 al giorno. Una percentuale vicina alla metà per quanto riguarda Malpensa.

È vero: i dati non ci parlano dell’entità del ritardo (5 minuti sono sopportabili, 5 ore già meno). Ma la quota di voli coinvolti è davvero notevole.

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Ita Airwais

La compagnia italiana nel maggio 2022 era la quarta in Europa per voli in orario, ovvero con ritardo inferiore ai 14 minuti. Gli atterraggi puntuali erano stati l’87,14%. Nel maggio di quest’anno, invece, con meno del 73% dei voli in orario la compagnia è uscita dalla top ten.

I voli in ritardo in Europa: le cause

Ma dicevamo che quello dei voli in ritardo è un problema comunitario.

Secondo Eurocontrol, nella settimana dal 15 al 21 giugno i voli puntuali in Europa sono stati appena il 57,4%. Nel nostro Paese la media del 54,1% è inferiore a quella europea. Quali i motivi dei molti voli in ritardo, in Italia e in Europa?

Le cause sono diverse. Un problema è dato da una sorta di “intasamento” causato dalla chiusura dello spazio aereo Ucraino.

Negli ultimi giorni ha inciso anche una massiccia esercitazione della Nato sopra la Germania, durata dal 12 al 23 giugno. Poi gli scioperi, di diverse figure professionali: controllori di volo, piloti, personale di volo eccetera.

Inoltre c’è stato un ritardo nella consegna dei nuovi aerei. Aggiungiamo il maltempo, da cui la necessità di prolungare il volo accumulando ritardo. Non dimenticando che l’aumento delle turbolenze è uno dei segnali dell’emergenza climatica.

Gli Stati Uniti, il caos dei voli e il 5G

La situazione si fa ancora più complicata se guardiamo agli Stati Uniti.

Dove il problema dei voli e in ritardo o cancellati si infittirà a partire dal mese di luglio.

Qui la causa principale è un tormentone negli ultimi tempi passato sotto silenzio. Una nuova tecnologia a cui troppo frettolosamente si sono attribuiti fantomatici poteri nefasti: il 5G. Che ha dato vita a un numero così alto di teorie del complotto da… meritarsi un nostro articolo ad hoc.

Tuttavia, sembra che il 5G interferisca davvero con i sistemi di atterraggio automatico dei voli, e questo è il motivo per cui il traffico aereo negli States potrebbe essere vicino al tilt.

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Il 5G e i voli

Le due agenzie americane coinvolte sono la FCC (che si occupa di telecomunicazioni) e la FAA (che gestisce l’aviazione).

La FCC ha assegnato le frequenze 5G dai 3.7 ai 4 GHz alle compagnie telefoniche. Si tratta della cosiddetta banda C.

Va detto che già da tempo la FAA (Federal Aviation Administration) aveva segnalato possibilità di interferenze con gli strumenti di volo. La diatriba è iniziata nel 2015, e noi ve ne avevamo dato conto in un articolo dello scorso anno.

E adesso sembra appurato che quelle specifiche frequenze 5G creino un’azione di disturbo verso l’altimetro a bordo di molti aerei. Più precisamente, un altimetro di precisione che calcola l’altezza dell’aereo dal suolo, strumento indispensabile in caso di atterraggio automatico d’emergenza. Come, ad esempio, in situazioni di scarsa visibilità.

Si era scesi a un compromesso: la banda C non sarebbe stata utilizzata nei pressi degli aeroporti finché altimetri meno sensibili al 5G avrebbero sostituito quelli vecchi. Ma l’accordo scadrà il primo luglio, e attualmente il 20% degli aerei usati per i voli nazionali e il 35% per le tratte internazionali non hanno ancora sostituito le apparecchiature.

Saranno inevitabili, dunque, voli in ritardo o cancellati.

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Autore

  • Claudio Bagnasco

    Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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