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Recensione Xiaomi Redmi Note 5: un mostro d’autonomia

Display ampissimo, ottima autonomia e fotocamera soddisfacente: sono questi gli elementi chiave di Xiaomi Redmi Note 5, lo smartphone cinese che punta a conquistare la fascia media del mercato. Ma come si comporta nell’uso quotidiano? Per scoprirlo l’abbiamo maltrattato per due settimane.

Xiaomi Redmi Note 5: le caratteristiche tecniche

Recensione Xiaomi Redmi Note 5
La parte frontale di Xiaomi Redmi Note 5

Come sempre, prima di capire cosa offre l’ultimo arrivato della famiglia Note diamo un’occhiata alle sue caratteristiche tecniche.

Dimensioni: 158.6 x 75.4 x 8.1 mm
Peso: 181 g
Display: 5,99″ IPS LCD – 18:9 – 1080 x 2160 pixel
CPU: Qualcomm Snapdragon 636
GPU: Adreno 509
RAM: 3/4 GB
Memoria: 32/64 GB
Rete: 4G LTE – Dual SIM
Connettività: WiFi 802.11 a/b/g/n, Bluetooth 5.0, microUSB, GPS
Batteria: 4000 mAh
Fotocamera posteriore: 12 MP + 5 MP
Fotocamera anteriore: 13 MP
Video: Full HD @30fps
Sistema operativo: Android 8.0 Oreo + MIUI v9

Design anonimo ma ottima qualità costruttiva

Recensione Xiaomi Redmi Note 5
La parte posteriore di Xiaomi Redmi Note 5

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Attenzione però, questo non significa che Redmi Note 5 non sia un buon device. La back cover in metallo e i bordi in plastica si uniscono perfettamente, la qualità costruttiva risulta ottima e il grip è davvero eccellente. Da segnalare poi la scelta di posizionare il lettore d’impronte sulla parte posteriore del dispositivo, il che ha permesso a Xiaomi di massimizzare lo spazio dedicato al display.

Lo schermo, con rapporto d’aspetto di 18:9, raggiunge così i 5,99 pollici e vi permette di navigare su Internet e guardare video in tutta tranquillità, merito anche dall’altissima luminosità massima.

Una batteria da urlo

Recensione Xiaomi Redmi Note 5
La doppia fotocamera di Xiaomi Redmi Note 5

Ineccepibili le performance di questo Xiaomi Redmi Note 5. Lo smartphone cinese infatti si comporta egregiamente in qualsiasi situazione, merito sia dall’hardware (Snapdragon 636 con 3GB di RAM) sia del software. A bordo infatti abbiamo Android 8.0 Oreo, affiancato dalla MIUI v9 che risulta fluida e intuitiva. Certo, qualche perplessità c’è, ma riguarda esclusivamente la grafica dell’interfaccia di Xiaomi. Un difetto che però dipende dai miei gusti personali più che da una reale mancanza da parte del colosso asiatico. Anzi, la MIUI risulta particolarmente ricca dal punto di vista delle funzioni. Basta pensare alla possibilità di duplicare il sistema per avere uno spazio privato, alla modalità semplificata e alle immancabile gesture che vi consentono di rimuovere la barra di navigazione.

Il vero punto di forza di Redmi Note 5 è però la batteria. Questi 4.000 mAh non solo mi hanno permesso di arrivare a fine giornata, ma di coprire addirittura due interi giorni. Insomma, non dovrete sicuramente correre a cercare un caricabatterie a metà pomeriggio. Al contrario, sarete liberi di non caricare lo smartphone durante la notte per poi usarlo di nuovo la mattina successiva.

Una fotocamera nella media

Doppia fotocamera posteriore per questo Redmi Note 5, una da 12 megapixel e una da 5 megapixel. Non aspettatevi però scatti miracolosi: le foto ottenute infatti risultano più che discrete in buone condizioni di luminosità ma perdono rapidamente appeal al buio. Niente di sorprendente visto che questo difetto accumuna praticamente tutti i device di questa fascia. Lo stesso discorso vale anche per i selfie, con un sensore da 13 megapixel che vi aiuta ad ottenere scatti piuttosto buoni quando c’è luce e un po’ meno convincente al buio.

Passiamo infine ai video. Anche qui Xiaomi Redmi Note 5 risulta essere nella media, merito della stabilizzazione elettronica che svolge un eccellente lavoro di compensazione. Attenzione però: niente 4K questo smartphone.

Comprarlo o non comprarlo?

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Vi segnalo infine che il dispositivo è già in vendita sia presso il Mi Store di Arese sia nelle principali catene di negozi. Quattro i colori disponibili: Celeste, Rosa, Oro e Nero.

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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