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YouTube contro le fake news, bloccati tutti i contenuti no vax

Va nella stessa direzione la sospensione della tv russa RT

YouTube mette al bando i no vax.

Questa è in estrema sintesi la clamorosa mossa della popolarissima piattaforma di condivisione di contenuti multimediali, acquistata nel 2006 da Google.

Techprincess è sempre attenta a segnalare notizie distorte o palesemente false che mirano a disinformare sul Coronavirus e a gettare discredito sulla campagna vaccinale.

Inoltre, riportiamo puntualmente l’atteggiamento dei più importanti social nei confronti dei no vax e delle loro affermazioni molto spesso prive di validità scientifica. È in fondo il Web, e più nello specifico il mondo dei social media, lo spazio in cui l’informazione si veicola più rapidamente, ed è lì che si corrono i maggiori rischi della diffusione e proliferazione di notizie del tutto infondate.

In un recente articolo abbiano fornito una breve cronistoria dell’atteggiamento di Facebook nei confronti delle fake news. Che in questi ultimi mesi si è dimostrato oscillante.

Era quasi scontato che prima o poi anche YouTube avrebbe preso una posizione sulla questione no vax. La sua stessa natura di piattaforma che ospita video (girati anche in modo amatoriale), espone il social con sede in California al rischio di diventare un avamposto dei produttori e diffusori di fake news.

Ma adesso sembra che YouTube abbia bruscamente chiuso le porte ai no vax. Vediamo in che modo.

no vax

YouTube mette al bando i no vax

La decisione, oltre che fresca, è drastica.

Con una nota apparsa mercoledì 29 settembre sul blog del sito ufficiale, YouTube ha messo alla porta i no vax.

Più precisamente, l’articolo punta il dito sulle informazioni infondate che riguardano la campagna vaccinale. E afferma che in un anno sono già stati rimossi più di 130.000 video.

Sono stati e saranno eliminati, spiega la nota, non solo video che gettavano discredito sui vaccini ufficiali. Ma anche quelli che caldeggiano cure alternative, di dubbia efficacia e – anzi – potenzialmente dannose.

Nella nota si legge che “oggi stiamo ampliando le nostre norme sulla disinformazione medica su YouTube con nuove linee guida sui vaccini attualmente somministrati che sono stati approvati e confermati come sicuri ed efficaci dalle autorità sanitarie locali e dall’OMS.”

I contenuti bannati e quelli consentiti

YouTube spiega che la comunità scientifica sta sviluppando sempre nuovi studi. E la piattaforma sarà lieta di accogliere questa pluralità di ricerche. “Continueremo a consentire contenuti su politiche sui vaccini, nuovi studi sui vaccini e successi o insuccessi storici dei vaccini su YouTube. Saranno consentite anche testimonianze personali relative ai vaccini, a condizione che il video non violi altre norme della community o che il canale non induca in qualche modo a non vaccinarsi.”

Viceversa, “verranno rimossi i contenuti che affermano falsamente che i vaccini approvati sono pericolosi e causano effetti cronici sulla salute, affermano che i vaccini non riducono la trasmissione o la contrazione della malattia o contengono informazioni errate sulle sostanze contenute nei vaccini. Ciò includerebbe contenuti che affermano falsamente che i vaccini approvati causano autismo, cancro o infertilità o che le sostanze contenute nei vaccini possono rintracciare coloro che li ricevono. Le nostre politiche non riguardano solo vaccinazioni di routine specifiche come per il morbillo o l’epatite B, ma si applicano anche alle dichiarazioni generali sui vaccini.”

Chiusi svariati account

Le nuove normative di YouTube hanno avuto un effetto immediato non solo su un gran numero di contenuti, ma anche sugli account di diversi attivisti no vax che godono di una certa popolarità. Tra loro segnaliamo almeno Joseph Mercola e Robert F. Kennedy Jr, nipote di John Fitzgerald.

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Sospesa la TV russa RT

L’altra mossa a effetto di YouTube contro i no vax e la disinformazione è stata la sospensione di due account in lingua tedesca di RT. Si tratta di una rete satellitare finanziata dalla Russia, presente (e popolare) anche sul Web.

RT è stata a più riprese accusata di fare disinformazione su una serie di argomenti: dalle scie chimiche all’11 settembre. Sempre più apertamente filo-Putin, è arrivata a supporre l’omosessualità di Macron per favorire Le Pen alle presidenziali francesi del 2017.

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Un portavoce della piattaforma ha dichiarato: “YouTube ha sempre avuto norme per la community chiare, che delineano ciò che è consentito sulla piattaforma. RT DE ha ricevuto un avvertimento per il caricamento di contenuti che violavano la nostra politica di disinformazione relativa al Covid e ciò ha comportato la sospensione del loro diritto di pubblicazione. Durante questa sospensione, hanno cercato di eludere l’esecuzione utilizzando un altro canale e, di conseguenza, entrambi i canali sono stati chiusi per violazione dei termini di servizio di YouTube”.

Pronta la replica di Margarita Simonyan, direttrice di RT. Che ha detto: “Questa è una vera e propria guerra mediatica dichiarata dalla Germania contro la Russia”.

Su posizioni simili il ministro degli esteri russo, che ha parlato di “un’aggressione all’informazione senza precedenti”.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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