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Sensori e circuiti cuciti sugli indumenti: il futuro dell’abbigliamento tech

I due progetti di Google e dei ricercatori del MIT

Negli anni ’80 il futuro veniva raffigurato con abbigliamenti e gadget estremamente tech, come le scarpe auto-allaccianti di Ritorno al futuro, spinti forse da un’eccessiva immaginazione. Al momento la grande distribuzione non presenta alcun indumento troppo tech e ogni giorno dobbiamo allacciarci le scarpe da soli. Ma esistono alcuni progetti e prodotti particolari che ci fanno avvicinare a quel mondo cyberpunk che un po’ tutti desideriamo. Ecco alcuni capi di abbigliamento smart molto particolari e allo stesso tempo utili.

Abbigliamento smart: Google e il suo Jacquard

Google ha pensato di unire il progresso tecnologico all’abbigliamento con il suo Jacquard. Non è altro che una serie di circuiti implementabili nei tessuti che permettono di abilitare funzioni specifiche.

La tecnologia è stata implementata nella Levi’s Trucker Jacket, l’iconica giacca Levi’s a cui sono stati aggiunti i circuiti di Jacquard di Google rendendola di fatto smart. Attraverso lo smartphone è possibile selezionare le diverse funzionalità da svolgere quando si compiono semplici movimenti della mano sul polsino.

Ad esempio il relatore Ivan Poupyrev al TED talk del 2019 indossava questa giacca di jeans che conteneva un circuito che permetteva di avanzare le slides della sua presentazione. Passando la mano su un punto specifico della giacca, poteva passare alla slide successiva. La tecnologia è stata anche integrata all’interno di un paio di solette Adidas che permetteva di giocare a FIFA semplicemente partecipando a tornei di calcio con gli amici.

Ma Jacquard permetterebbe di implementare davvero moltissime funzioni attraverso i circuiti, ad esempio premendo un determinato punto sulla manica di una felpa potrebbe avviarsi l’assistente vocale. Oppure si potrebbe avviare una chiamata automatica. Insomma, davvero di tutto. I nostri vestiti diventerebbero un vero e proprio dispositivo capace di svolgere tantissime funzioni diverse.

Al momento, come riporta LegaNerd, Google sta testando la tecnologia presso la struttura Champions Place ad Atlanta, dove persone diversamente abili possono controllare la musica o avviare chiamate d’emergenza sfiorando i propri vestiti.

Gli indumenti che monitorano la salute

Per sentirsi catapultati nel futuro non servono delle scarpe che si allacciano da sole oppure gli indumenti che cambiano colore o forma con la forza del pensiero, alla Arturo Brachetti. Basterebbe poter indossare degli indumenti che riescano a controllare i propri parametri vitali, ad esempio.

Sensore tech abbigliamento

Un gruppo di ricercatori del MIT, Massachusetts Institute of Technology, ha sviluppato un sensore smart da integrare all’interno dei capi d’abbigliamento comuni che permette di monitorare tutti i parametri vitali di un essere umano. Questo vale a dire temperatura corporea, frequenza cardiaca e respiratoria. Secondo la ricerca, il sensore comunicherebbe con lo smartphone dove sarebbe possibile leggere tutti i dati in tempo reale.

Il prototipo attualmente testato resiste ai lavaggi, oltre alla sudorazione e ai colpi a cui può essere sottoposto il corpo umano nella vita quotidiana o durante un allenamento. Durante lo studio i ricercatori hanno progettato una maglietta composta da 30 sensori di temperatura e un accelerometro. Quest’ultimo misura i movimenti e le due frequenze: cardiaca e respiratoria.

Questi capi d’abbigliamento smart, che integrano il sensore progettato dai ricercatori del MIT, sono adatti al mondo dello sport, per tenere sotto controllo i parametri vitali degli atleti sotto sforzo. Ma sono anche estremamente utili per poter monitorare da remoto le condizioni fisiche di un paziente fragile, senza la necessità che questo si rechi dal suo medico.

Source
LegaNerd

Sara Grigolin

Amo le serie tv, i libri, la musica e sono malata di tecnologia. Soprattutto se è dotata di led RGB.

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