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Multa da 3,3 miliardi di euro per Alibaba

L'antitrust cinese ha multato Alibaba per monopolio. La cifra è da capogiro

Alibaba multata dall’autorità antritrust cinese. L’accusa è quella di monopolio con una sanzione di 18,2 miliardi di yuan che equivalgono a circa 3,3 miliardi di euro. La multa è arrivata al termine di un’indagine durata bene 4 mesi ed è una delle più alte mai imposte dalla Cina.

Alibaba multata dalla Cina: che è successo?

La tempistica è quasi sospetta. L’indagine infatti è stata aperta a dicembre, dopo un discorso piuttosto critico del fondatore di Alibaba. Jack Ma infatti aveva apertamente accusato le banche cinesi di comportamento scorretto, sostenendo che il loro modo di agire avrebbe, insieme ad una serie di altri fattori, bloccato l’innovazione del Paese.

Questo però non sembra mettere in discussione l’operatore dell’antitrust cinese. Alibaba infatti è stata accusata di monopolio per aver forzato i venditori a firmare contratti esclusivi. Insomma, per sfruttare l’e-commerce più grande della Cina i diversi store hanno dovuto rinunciare ad usare qualsiasi altro canale.
Un comportamento che, stando a quanto dichiarato dall’Amministratore Statale Cinese per la Regolamentazione del Mercato (SAMR), uccide la concorrenza e permette al colosso cinese di ottenere vantaggi competitivi in maniera sleale.

alibaba multa jack ma

Il prezzo da pagare è quanto di più alto mai imposto dalla Cina: 18,2 miliardi di yuan (crca 3,3 miliardi di euro). Ma non è finita qui. Per tre anni Alibaba dovrà presentare al SAMR rapporti di autoesame.

Nessuna polemica da parte dell’azienda di Jack Ma. La società ha accettato la pena e dichiarato di aver già avviato una serie di verifiche per migliorare le proprie procedure interne.
La rapida resa dell’azienda è presto spiegata: difficilmente la multa inciderà sulle finanze di Alibaba. L’importo corrisponde a circa il 4% delle entrate annuali in Cina e in più non è stato richiesto alcun effettivo cambiamento strutturale.

Toccherà anche a Tencent?

Dopo Alibaba potrebbe arrivare anche un’indagine sul suo arcinemico: Tencent. Il colosso cinese ha sfruttato WeChat, la piattaforma di messaggistica che si è evoluta nel tempo per accogliere ormai un po’ di tutto: news, intrattenimento, pagamenti digitali e molto altro ancora. Tutto questo ha dato a Tencent una posizione unica, dato che ormai WeChat è considerata indispensabile per qualsiasi cittadino cinese.

Al momento però il governo non sembra intenzionato ad agire contro Tencent, anche perché deve tenere conto della sua popolarità, del supporto degli utenti e delle centinaia di persone a cui dà lavoro in Cina.

Source
New York Times

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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