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Apple e Amazon: l’antitrust spagnola indaga sulle due multinazionali

Continuano gli scontri tra le grandi multinazionali del settore tech e le autorità dei singoli Paesi. Dopo le indagini condotte da USA e Italia, ora è l’antitrust spagnola ad indagare su Apple e Amazon. L’attenzione sarebbe focalizzata su un accordo che i due brand avrebbero stipulato nel 2018.

2018: l’accordo tra Apple e Amazon

Continuano le battaglie tra le aziende leader del settore tech e le authority di vari Paesi del mondo. Ad essere sotto la lente d’ingrandimento dell’antitrust spagnola, questa volta, sarebbe un accordo tra Apple e Amazon stipulato nel 2018. La partnership ha garantito a Cupertino una collaborazione con lo store Amazon. Questo ha consentito ai clienti di poter acquistare prodotti Apple, anche a prezzi scontati, direttamente da Amazon Marketplace. L’operazione era rivolta ai soli rivenditori ufficiali, scatenando l’ira di molti altri non ufficialmente riconosciuti. Questi, soprattutto quelli che trattano l’usato, ritengono che questa agevolazione renda poco competitivo il mercato. Il problema principale risulta essere quello dello status di rivenditori ufficiali, che è acquisibile solo con l’acquisto di grandi volumi di merci. Su questo accordo era già stata aperta un’indagine in Italia.

L’indagine dell’antitrust spagnola

Sulla scia dell’authority italiana, la Comisión Nacional De Los Mercados Y La Competencia (CNMC) ha manifestato preoccupazioni per l’accordo. La società di antitrust ha quindi avviato un procedimento d’indagine contro Apple e Amazon per possibili violazioni delle regole sulla concorrenza di mercato. Il dato che sembra preoccupare CNMC è il fatto che i due brand avrebbero potuto concordare restrizioni commerciali sul sito Amazon in Spagna. Il loro accordo avrebbe quindi comportato una compromissione della competitività da parte di rivenditori terzi. Inoltre la partnership avrebbe comportato un eccessivo rafforzamento di Amazon nel settore delle vendite online.

CNMC ha dichiarato di essere in possesso di prove che dimostrerebbero la violazione di almeno due leggi da parte delle due aziende. In particolar modo si parla dell’articolo 1 della Legge 15/2007, del 3 luglio, sulla Difesa della Concorrenza (LDC); e dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).

L’organismo di regolamentazione ha 18 mesi per completare la sua indagine.

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