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Apple, scoperto malware che ha già infettato 30mila Mac con chip M1

Silver Sparrow è stato trovato su quasi 30 mila dispositivi, un malware le cui dinamiche di funzionamento sono ancora sconosciute

La società di sicurezza Red Canary ha individuato un nuovo malware per i sistemi Mac con Apple M1, denominato Silver Sparrow, che ha già infettato 30mila dispositivi, un malware le cui dinamiche di funzionamento sono ancora sconosciute. Si tratta del secondo malware nativo per SoC M1 individuato nel giro di pochi giorni; il primo è stato identificato dal ricercatore di sicurezza Patrick Wardle, che ha scoperto e reso noto il primo malware che colpisce Apple M1, che appartiene a una famiglia adware e che si nasconde in un’estensione di Safari. L’esperto di sicurezza ed ex ricercatore dell’NSA, ha dimostrato come gli hacker cerchino attivamente nuove soluzioni per penetrare i dispositivi con MacOS di ultima generazione basati su Apple Silicon.  

Partendo dal presupposto che Apple non è mai stata esente da attacchi informatici, pur avendo a lungo beneficiato di una diffusa credenza secondo la quale i suoi prodotti non siano soggetti all’attacco di virus e malware, la casa di Cupertino ha però sempre veicolato un’idea di sé molto precisa, ovvero quella di un dispositivo protetto e garantito da un sistema operativo chiuso.

Apple, scoperto malware che ha già infettato 30mila Mac con chip M1

Apple malware

Questo ci porta a capire quanto sia rilevante che Silver Sparrow, il malware che ha infettato quasi 30.000 Mac in tutto il mondo, secondo i ricercatori della società di sicurezza Red Canary, nonostante l’attenzione della casa di Cupertino verso la sicurezza dei propri dispositivi, sia riuscito a violare quasi 30 mila Mac in 153 paesi, con concentrazioni più elevate segnalate negli Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Francia e Germania (secondo i dati di Malwarebytes). Un numero non da poco che ci indica sia quanto sia cresciuto l’interesse dei cybercriminali verso macOS sia che è possibile che ci siano dispositivi infetti ancora non identificati dai ricercatori.

Il malware, secondo Tony Lambert, analista di intelligence di Red Canary, non “mostra i comportamenti che ci aspettiamo dal solito adware che così spesso prende di mira i sistemi macOS”. Come si può dedurre dall’analisi compilata dai ricercatori di Red Canary, “l’obiettivo finale di questo malware è un mistero. Non abbiamo modo di sapere con certezza quale payload sarà distribuito dal malware, se un payload è già stato consegnato e rimosso, o se l’entità malevola ha una tempistica futura per la distribuzione“.

Sebbene non sia chiaro quale sia l’intento del malware, e pur non avendo eseguito alcuna operazione dannosa, Red Canary ha deciso di segnalare i risultati perché la sua compatibilità con i chip M1, la portata globale, il tasso di infezione e la maturità operativa suggeriscono che Silver Sparrow è una minaccia ragionevolmente seria: “Alla luce di questi motivi di preoccupazione, in uno spirito di trasparenza, vogliamo condividere tutto ciò che sappiamo il prima possibile.

Silver Sparrow è stato trovato su quasi 30 mila dispositivi, un malware le cui dinamiche di funzionamento sono ancora sconosciute

I ricercatori ritengono che Silver Sparrow sia emerso e abbia iniziato a infettare i dispositivi l’anno scorso. Silver Sparrow ha dentro di sé un meccanismo di rimozione, una funzionalità che di norma viene sfruttata nelle operazioni di alto livello quando è necessario non lasciare tracce, che sembra non essere stato utilizzata, secondo quanto affermato dai ricercatori, e che non è chiaro cosa innescherebbe quella funzione. Sono anche incerti su come il malware sia arrivato sui computer infetti, sebbene ritengano che possa essere stato causato da risultati di ricerca dannosi, applicazioni piratate o che fosse nascosto all’interno di annunci dannosi.
La mancanza di un payload finale suggerisce che il malware potrebbe entrare in azione una volta soddisfatta una condizione sconosciuta. Secondo i risultati degli esperti di Red Canary, i Mac infettati da Silver Sparrow si collegherebbero una volta ogni ora a un server di controllo per vedere se ci sono nuovi comandi che il malware dovrebbe eseguire; sino ad ora non è stata registrata alcuna consegna di payload su macchine infette e il malware sembra essere innocuo.

Mac M1 e malware, come effettuare le verifiche sul proprio dispositivo

“L’obiettivo finale di questo malware è un mistero”, ha scritto Red Canary sul blog. Per coloro che vogliono verificare se il loro Mac è stato infettato, Red Canary ha fornito delle istruzioni alla fine del suo rapporto per effettuare le verifiche sul proprio Mac. In particolare, l’azienda invita a verificare l’esecuzione sul proprio Mac di questi processi:
  • Il processo apparentemente in esecuzione PlistBuddy, insieme a una riga di comando che contiene quanto segue: LaunchAgents, RunAtLoad, true.
  • Il processo apparentemente in esecuzione sqlite3, insieme a una riga di comando che contiene LSQuarantine.
  • Il processo apparentemente in esecuzione curl, insieme a una riga di comando che contiene s3.amazonaws.com.
Occorre poi fare attenzione alla presenza sul Mac di questi file:

Versioni 1 e 2 del malware:

  • ~/Library/._insu
  • /tmp/agent.sh
  • /tmp/version.json
  • /tmp/version.plist

Versione 1 del malware:

  • File updater.pkg con MD5: 30c9bc7d40454e501c358f77449071aa
  • File updater con MD5: c668003c9c5b1689ba47a431512b03cc
  • mobiletraits.s3.amazonaws[.]com
  • ~/Library/Application Support/agent_updater/agent.sh
  • ~/Library/Launchagents/agent.plist
  • ~/Library/Launchagents/init_agent.plist
  • Developer ID Saotia Seay (5834W6MYX3

Versione 2 del malware:

  • File update.pkg con MD5: fdd6fb2b1dfe07b0e57d4cbfef9c8149
  • tasker.app/Contents/MacOS/tasker con MD5:b370191228fef82635e39a137be470af
  • specialattributes.s3.amazonaws[.]com
  • ~/Library/Application Support/verx_updater/verx.sh
  • /tmp/verx
  • ~/Library/Launchagents/verx.plist
  • ~/Library/Launchagents/init_verx.plist
  • Developer ID Julie Willey (MSZ3ZH74RK)

Infine, costituisce un segnale di allarme la presenza di queste strutture e di questi contenuti di un pacchetto (le parti evidenziate dall’asterisco contengono codice eseguibile:

Versione 1 del malware

Malware M1

Versione 2 del malware

Inoltre in questi giorni Apple, dopo la scoperta del malware, ha dichiarato di aver revocato i certificati degli account sviluppatore utilizzati per firmare i pacchetti, il che impedirà di installare o incappare in future infezioni.

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