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Audi: 6 nuovi modelli RS pronti al lancio prima della fine dell’anno!

Audi continua ad ampliare la sua storica scuderia di sportive di razza: pronte 6 nuove sportive a marchio RS, di cui tre SUV!

mAudi è un marchio che tutti conoscono. Auto ben fatte, di ottima qualità, con interni curatissimi e tecnologia ai vertici.
Molti, però, accusano le Audi di essere “noiose“, un po’ troppo normali e prevedibili.
Audi, invece, da 20 anni a questa parte sforna un numero impressionante di modelli sportivi marchiati Audi S e, per i più temerari, Audi RS. E solo entro la fine di quest’anno ne arriveranno ben altri sei!
Vediamo insieme quali, e ripercorriamo la storia di Audi Sport, divisione della Casa tedesca a cui fanno capo le Audi più sportive.

“Non esistono Audi sportive, sono tutte noiose!”… Ah si? Ne sei sicuro? 

Questa è una convinzione comune. Convinzione decisamente sbagliata, a dirla tutta. Infatti, una delle migliori auto sportive e da rally di sempre è proprio un’Audi, la Quattro, il primo prodotto della neonata Audi Sport.

Questa iconica coupè con le forme squadrate tipiche degli anni ’80 introdusse due caratteristiche tecniche innovative per la Casa tedesca e per la storia dell’automobilismo: la trazione integrale e il motore 5 cilindri turbo. Queste  furono le sue migliori armi, che le permisero di vincere 4 Campionati del Mondo rally, due Piloti e due Costruttori.

In onore delle vittorie nei rally, dopo la Quattro la tecnologia di trazione integrale di Audi venne ribattezzata proprio quattro, e divenne firma di tutti i migliori modelli de.

Il debutto della trazione integrale su un modello di grande serie che non fosse un fuoristrada era una grandissima novità. Solo la inglese Jensen, con la sua Incerceptor FF provò nel 1968 questa strada.

Fu un buco nell’acqua, però quella splendida Frankestein con motore americano Chrysler da 6.9 litri e trazione integrale inglese Ferguson mise le basi per delle sportive con trazione integrale.

Non sappiamo se Audi prese spunto da quella shooting brake a cui fu dedicata persino una puntata di Top Gear.

Quello che sappiamo, però, è che la trazione integrale su sportive, berline e coupè venne sdoganata.
Infatti, dopo la Quattro, tutte le sportive Audi furono a trazione esclusivamente integrale.

La nascita dei marchi S ed RS

Dopo la Quattro da Rally, Audi Sport attaccò prima la Pikes Peak, sempre con la Quattro, dove vinse 4 volte, poi si lanciò in un terreno praticamente inesplorato: il Campionato Superturismo.
Per la prima volta Audi affrontava le gare in pista, e lo fece, per la prima volta nella storia del Superturismo, con un’auto, ovviamente, a trazione integrale: l’Audi 80 quattro.

La Audi 80 Quattro Superturismo, venne portata alla vittoria del campionato del 1993 da Emanuele Pirro, pilota italiano poi 5 volte vincitore della 24 Ore di Le Mans sempre con Audi!

Vinse per due volte il campionato, forte di una stabilità ottima e di una pressochè totale imbattibilità sul bagnato, entrambe frutto della trazione Quattro.

Dopo queste vittorie, Audi decise di sfruttare la crescente popolarità che queste portavano, e così nacque la prima Audi Sport stradale: la S2.
Basata sulla popolarissima Audi 80 B4, l’ultima serie prima della denominazione A4, era disponibile sia in versione berlina che Avant (Station Wagon) che Coupè. Era spinta da un 5 cilindri (disposizione ormai classica per Audi) 20 valvole turbo da 220CV, cambio manuale a 5 marce e trazione, ovviamente, integrale.

Le vendite andarono bene, ma Audi non era soddisfatta del risultato. Voleva ancora qualcosa in più.
Così nel 1993 Audi si rivolse nientemeno che a Porsche, che in quegli anni cercava disperatamente un modo per guadagnare soldi e uscire da una crisi che ne stava minando la sopravvivenza.

La Casa degli Anelli, d’altro canto, non era ancora in grado di progettare da sola un’auto ad alte prestazioni, così chiese alla Casa di Zuffenhausen di rivedere la sua S2 Avant, per crearne una versione RS.
La sigla RS sta per Renn Sport (Sport da Corsa, letteralmente), e da quel momento questa sigla andrà a ornare ogni singolo modello ad altissime prestazioni di Audi.

La RS2: una Audi-Porsche che inizia la dinastia delle “Fast Audi”

Così nacque la RS2, la prima RS di sempre, disponibile solamente in versione Avant. E possiamo dire “buona la prima”, perchè Audi e Porsche avevano creato qualcosa di mai visto prima.

Il badge cementifica l’unione tra Porsche e Audi in modo inequivocabile 
 
    La produzione della scocca e degli interni avveniva a Ingolstadt, negli stabilimenti Audi. La meccanica e la carrozzeria e l’assemblaggio, però, veniva fatto a Zuffenhausen, nella stessa linea di montaggio Porsche che era stata costruita ad hoc per assemblare un’altra pazza berlina degli anni ’90: la Mercedes 500E.
    Questa, però, è un’altra storia.

    Il motore 5 cilindri della S2 venne rivisto da Porsche, con la dicitura “powered by Porsche” sulla testata che non permette equivoci.
    315CV a 6500 giri. 0-100 in 4.8 secondi, più veloce persino delle Porsche 993 del tempo. 262 km/h di velocità massima, l’Audi stradale più veloce di sempre.
    Dalla 993 riprende anche l’impianto frenante, i cerchi (con coprimozzo con marchio Porsche, qualcosa di assurdo oggi!), gli specchietti e persino le frecce anteriori.

    In curva la potenza era tanta, e di conseguenza il sottosterzo era marcato, ma in linea retta era una “ammazza-supercar”, con cui portare anche i figli a scuola e la famiglia in vacanza.
    Fu un successo clamoroso. Audi e Porsche avevano in mente di produrne meno di 2000, ma la domanda fu tale che dal 1994 al 1996 ne furono prodotte ben 2891, numeri altissimi per un’auto costruita su richiesta!

    Le nuove RS

    Dopo l’incredibile successo della RS2, Audi continuò ad affinare la sua “scuderia” di stalloni a quattro ruote motrici, donandoci auto incredibili, come la RS4 B5, con il suo motore 2.7 V6 Biturbo da 381CV sviluppato da Cosworth o la esagerata RS6 C6 con un V10 Lamborghini biturbo da 580CV.

    Audi RS4 B5
    Il motore assurdo della RS4: 2.7 V6, biturbo, 381CV… Le consentiva uno 0-100 in 4.8 secondi… nel 2000!
    Prendi il V10 della Lamborghini Gallardo, attaccaci 2 turbo giganti, shakera e… Ecco la RS6! 580CV (ma potenzialità da oltre 7-800 CV…), un motore INCREDIBILE

      In questi 25 anni ha anche migliorato moltissimo il piacere di guida, ora non più basato sulle prestazioni pure e semplici, ma che passa anche per una connessione e un divertimento di guida impensabili fino a 10 anni fa per un’Audi.

      Oggi, inoltre, il marchio RS si è espanso anche ad altri tipi di carrozzeria oltre alle “classiche” Avant.
      Audi infatti ha in progetto di lanciare 6 nuovi modelli Audi RS prima della fine dell’anno. La Casa di Ingolstadt ha infatti rilasciato un teaser in cui si vedono 6 silhouette di altrettante nuove RS, e tre di queste sembrano essere dei SUV.

      Andando con ordine, una delle auto in foto sembra essere il restyling della RS4 Avant, che seguirebbe il facelift della normale A4. Non dovrebbero esserci stravolgimenti dal punto di vista meccanico: la presenza del 2.9 V6 biturbo da 450CV sembra assicurata, magari con un'”iniezione” di puledri…

      Oltre alla “piccola” Avant di casa Audi, abbiamo in dirittura di arrivo la attesissima RS6. Segue la amatissima RS6 di precedente generazione, la C7, arrivata ad avere un V8 biturbo da 605CV nella variante Plus. Insieme a lei, rigorosamente Avant, arriverà la “sorella” coupè, la RS7. Di queste due auto si sa ancora poco dal punto di vista meccanico, ma sicuramente condivideranno moltissime componenti, come vediamo nelle S6 e S7, e non mancherà la trazione integrale quattro, com’è ovvio.

      La precedente RS6, la “SuperCar Killer”

      Gli altri tre modelli sono sicuramente SUV. Il più grosso e imponente a destra è senza dubbio l’RSQ8, modello che segue l’appena lanciato SQ8 TDI.
      Questa nuova versione del SUV-Coupè tedesco segue il nuovo trend degli Anelli che vede le “S” più grandi adottare un motore diesel, in questo caso un 4.0 V8 da 435CV e 900Nm di coppia.

      Ancora ignoto è il propulsore che potrà adottare questo Super-SUV, ma è molto probabile che si adotti un motore a benzina, derivato da quello di RS6 e RS7. Non è scontata la assenza di una parte ibrida, staremo a vedere!

      Per ultimi, ma non per importanza, i “piccoli” SUV di casa Audi, Q3 e Q3 Sportback.
      Per il C-SUV dei Quattro Anelli, di cui la versione Sportback (coupè con tetto discendente “Q8-Style”) è ancora totalmente inedita, non è la prima volta di una versione RS.
      Nel 2013, infatti, la Casa di Ingolstadt per prima creò un C-SUV sportivo, aggiungendo al piccolo Q3 il glorioso 5 cilindri 2.5 litri preso direttamente dalla RS3 ma con potenza “ridotta” a 310 CV per creare il primo RSQ3.

      Il primo RSQ3: 2.5 da 310CV, cambio S-Tronic e trazione quattro… Sound da paura, un bel peperino!

      In Italia, nonostante la validità del progetto, se ne sono visti pochi, ma nel resto d’Europa ha avuto un buon successo di vendite.
      La Casa ha infatti confermato che anche nei nuovi RSQ3 sarà presente il 5 cilindri: vista la enorme popolarità degli SUV e la bontà di quel motore, il successo potrebbe anche aumentare molto in questa nuova serie.

      Più modelli, meno esclusività?

      Audi spinge, è il caso di dirlo, il piede sull’acceleratore, cercando di ampliare il range di auto emozionali ed emozionanti nella sua gamma.

      Questo, però, mi fa pensare: rendendo le RS così tante e popolari, non viene meno quel concetto di esclusività e “esempio della perfezione” che è sempre stato alla base delle versioni RS? Si stanno trasformando in delle “S veloci” o sono ancora esclusive ed emozionanti?

      Voi cosa ne pensate? Siete dei fan delle Audi RS? Trovate che il badge RS si addica ai SUV? Vi piace che le RS siano sempre di più o vi accontentate delle S per tutti i giorni?

       

      Fonte
      autoblog.com
      Tags

      Giulio Verdiraimo

      Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!
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