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auto volante skydrive

Tra quando è pronta la mia auto volante?
Sognata da Henry Ford all'inizio dello scorso secolo, le auto a decollo verticale sono quasi pronte a volare


L’auto volante è un classico della fantascienza: da Ritorno al Futuro Blade Runner, questo mezzo di locomozione è stato immaginato da generazioni di scrittori e registi. Ora però la macchina a decollo verticale esce da libri e film per arrivare nelle nostre strade nei nostri cieli: la start up giapponese SkyDrive ha fatto volare un prototipo a batteria e prospetta di avviare il primo servizio taxi volante entro il 2023. Il futuro della mobilità urbana potrebbe essere nei cieli, anche se ci sono alcune difficoltà tecniche che potrebbero allungare le tempistiche e creare problemi.

L’auto volante, sogno di Henry Ford

Nel 1926 Henry Ford, uno dei padri dell’automobile, mostrò un prototipo chiamato Sky Flivver di quella che definì la “Model T dei cieli”. Non era un auto volante ma un piccolo aeroplano monoposto che il magnate americano sperava diventasse di uso commerciale, un prodotto alla portata di ogni consumatore. Il progetto non prese piede per la tragica morte di un pilota durante un test. Tuttavia suscitò abbastanza entusiasmo da stuzzicare l’opinione pubblica e l’immaginazione degli autori di fantascienza. Lo stesso Ford, nel 1940 predisse“Segnate le mie parole: una combinazione di aeroplano e auto a motore sta arrivando. Potete sorridere ma sta arrivando”.

Henry Ford non realizzò quel sogno. Molt Taylor ci provò al posto suo e fino a qualche settimana fa era quello che ci era arrivato più vicino. L’Aerocar volò con successo nel 1949, catturando l’attenzione del pubblico. Tanto che Chuck Berry cantò di quel concetto in “You Can’t Catch Me”. Nel 1956 l’Autorità per l’Aviazione Civile approvò il disegno per la produzione di massa. Sebbene siano stati prodotti sei diversi modelli di Aerocar, nessuno arrivò fino alle concessionarie.

auto volante aerocar

Nel 1957 l’Esercito americano voleva dotarsi di jeep volanti: Chrysler, Curtiss-Wright e Piasecki svilupparono tutte dei prototipi per accontentare i generali. VZ-8 di Piasecki fu il modello di maggior successo, anche se l’Esercito decise che “il concetto di jeep volante non si adatta al moderno campo di battaglia”. Rinunciarono all’appalto, l’azienda evitò anche di continuare lo sviluppo di Sky Car, che sarebbe potuto diventare la versione civile di quel modello.

A metà degli anni ’80 Boeing iniziò a lavorare su un prototipo a decollo verticale chiamato Sky Commuter. Lungo solo 4,3 metri, ospitava anche due passeggeri. Il successo non arrivò, tanto che nel 2008 l’ultimo prototipo fu venduto su eBay.

sky commuter auto volante

Oltre 100 prototipi attualmente in sviluppo

Negli ultimi anni questo settore di ricerca ingegneristica ha ripreso slancio. Gli sviluppi nella guida autonoma (per esempio nei droni che consegnano la spesa) e nell’alimentazione elettrica stanno portando molte aziende a investire in questo settore. Oltre 100 prototipi di eVTOL, auto volante con decollo verticale e motore elettrico, sono attualmente in fase di sviluppo.

Aeromobil nel 2020 lancia la sua quinta versione di un ibrido fra automobile e velivolo. Larry Page, fondatore di Google, sta sostenendo economicamente la start up Kitty Hawk (ora fusa in Cora by Wisk, joint venture con Boeing) che sta lavorando a più prototipi. Airbus ha fatto volare un prototipo in Germania, EHang ha decollato in Cina. Dalla Turchia alla Francia fino alla Russia, sono molte le società che stanno cercando di decollare in automobile.

Le due aziende più vicine a risultati commercializzabili sono però la già citata giapponese SkyDrive e l’americana Uber. Entrambe intendono avviare un servizio di taxi volanti nel 2023. Uber Air, che collabora con Hyundai per lo sviluppo tecnologico, vola sopra Los Angeles, Dallas – Fort Worth e Melbourne. Tuttavia, ogni città ha dai cinque ai sette “skyport” da dove prendere il volo, usando l’infrastruttura di Signature.

SkyDrive invece ha intenzione di volare sopra il mare di Osaka e poi allargarsi a Tokyo, evitando aree densamente popolate ma attraversando specchi d’acqua per effettuare i primi test. Entro il 2028 vuole iniziare a vendere i primi modelli di auto volante privata. Il prezzo però non è da utilitaria.

Prezzi esorbitanti, almeno all’inizio

In un’intervista per The Japan Times, il CEO di SkyDrive Tomoshiro Fukuzawa ha dichiarato che dopo il lancio del servizio taxi, la sua azienda è pronta a vendere i primi modelli di auto volante a partire dal 2028. Guida totalmente autonoma e decollo verticale elettrico, dispositivi dalla tecnologia avanzatissima. Che costano “diversi milioni di yen” secondo il CEO. Un milione di yen al cambio odierno vale poco meno di 8.000 euro ma è impossibile capire quando quei “diversi milioni” equivalgono in cifre.

Il consenso generale è che sia impossibile far volare le nostre auto per meno di 250 mila euro, almeno all’inizio (le stime più diffuse si aggirano intorno al mezzo milione di euro). Questo significa ci primi modelli costeranno quanto un auto davvero di lusso (ma non volante). Il prezzo però è destinato a scendere: i primi velivoli devono ripagare anni di progettazione e sviluppo. Con il tempo questa “tassa sull’innovazione” dovrebbe diminuire.

SkyDrive punta a vendere 100 unità il primo anno dal lancio, sfruttando l’interesse di ricchi early adopter. Se altre aziende rispetteranno tassi di crescita sostenuti si potrebbe aprire un mercato interessante, che potrebbe diventare rilevante fra una ventina d’anni.

Il futuro dell’auto volante

Stando a uno studio della banca d’investimenti Morgan Stanley, i taxi volanti diventano comuni a partire dagli anni ’40 di questo secolo. Secondo i loro calcoli, il mercato globale proiettato per questi velivoli potrebbe valere fra 1,4 trilioni e 2,9 trilioni di dollari all’anno per quella data.

La vista di macchine che sfrecciano nel cielo cittadino potrebbe non essere poi così lontana. Tuttavia, ci sono alcune questioni che creano problemi, prima fra tutte la sicurezza. Per risolvere la questione, la professoressa Derya Aksaray dell’Università del Minnesota ha spiegato al New York Times che l’unica strada percorribile è quella dell’automazione“Non possono aspettare che ci sia un pilota o un operatore che dica ‘fai questo, poi fai quello’. Non possiamo contare su quel tipo di microgrestione del veicolo”.

Oltre a una guida autonoma molto sicura, la sfida da vincere è sul design. Un auto volante deve essere in grado di sostenere il giusto peso senza essere grande e pesante: devono essere più silenziosi e maneggevoli degli elicotteri. In altre parole, devono essere in grado di prendere il volo senza assordare l’intero vicinato.

Infine una questione fondamentale è l’efficienza energetica. Se i prototipi sono splendidi da osservare in volo, un auto volante commerciale deve consumare un quantitativo ragionevole di carburante o energia elettrica. Gli esperti sono d’accordo nel dire che può avere senso in una città molto trafficata o in zone in cui le strade sono impraticabili o lunghe (in alta montagna, negli arcipelaghi, ecc). Andare a fare la spesa con l’auto volante in fondo al quartiere non è esattamente “smart mobility”. Piuttosto puntate su una bici elettrica.

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Pronti al decollo

Gli oltre 100 prototipi di auto volante nel mondo fanno ben sperare sul futuro di questo oggetto che non è più appannaggio esclusivo della fantascienza. Fra tre anni i primi taxi volanti sono pronti al decollo verticale ed entro la fine di questo decennio appena iniziato potrebbero arrivare dal concessionario le prime macchine eVTOL. Mancano ancora una ventina d’anni però perché i cieli si riempiano di velivoli personali, anche nella migliore delle ipotesi.

Il futuro del trasporto potrebbe essere nei cieli. Ma per adesso, a differenza di Doc in Ritorno al Futuro, a noi le strade servono ancora. 

auto volante ritorno al futuro


Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.
                   










 
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