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Bill Murray 70 anni

Bill Murray compie 70 anni: ecco perché il mondo intero continua ad amarlo
L'attore ha trasceso il suo ruolo diventando un icona della cultura pop imprevedibile e apprezzata da tutti


Bill Murray festeggia oggi i suoi 70 anni. Non sappiamo come abbia deciso di farlo, se organizzando il più esagerato party della storia di Hollywood o auto-invitandosi a una festa di compleanno di un adolescente da McDonald. L’esuberanza e la creatività dell’attore in scena e nella vita di tutti i giorni hanno creato delle aspettative troppo elevate perché qualsiasi celebrazione possa essere abbastanza. La nostra immaginazione è libera di pensare a mille modi in cui l’Acchiappa Fantasmi si diverte, l’unica cosa che ci aspettiamo è che sia qualcosa di epico. Perché Murray ha superato lo status di attore, ha trasceso persino quello di star: è una leggenda, un’icona della cultura pop apprezzata da almeno tre generazioni. Perché?

Bill Murray: una carriera iconica

Il curriculum hollywoodiano di Bill Murray è impressionante. Nel 1977 esordisce al Saturday Night Live, programma di sketch comedy dal vivo che domina ancora oggi il panorama della comicità americana. Un luogo perfetto per farsi notare per chi come lui ha l’improvvisazione nel sangue, dopo averla allenata per qualche anno nella palestra teatrale di Second City a Chicago.

Il cinema arriva nel 1979 con Polpette, diretto da Ivan Reitman, che incontra di nuovo nel 1984 per StripesPalla da Golf (Caddyshack) lo trasforma in uno dei comici più amati dagli amanti del genere ma è un’altra collaborazione con Reitman che lo rende famoso in ogni angolo del mondo: Ghostbusters (avete visto il nuovo videogame Lego sul film?). Improvvisa ogni scena, sgancia ogni battuta come una bomba atomica di sarcasmo, si dimostra l’uomo che tutta l’industria del cinema vuole. Quindi lui decide di prendere una pausa di quattro anni.

Ghostbusters

Torna per Scrooged, uno dei film di Natale più amati negli Stati Uniti che rivisita il Canto di Natale di Dickens. Cattura qualche altro fantasma nel sequel di Ghostbusters e rivive lo stesso giorno di continuo in Ricomincio da capo. Gioca insieme a Bugs Bunny e Michael Jordan in Space Jam. Nel 1998 inizia a collaborare con Wes Anderson in Rushmore. Incontra il regista ancora in molti altri film, fra cui Le avventure acquatiche di Steve Zissou è l’unico da protagonista. Il 2005 è l’anno del trionfo con la critica: viene candidato a un Oscar e vince un Golden Globe per Lost in Translation. Nel frattempo accetta piccole parti e cameo in ogni film che susciti il suo interesse, a volte diventandone la parte migliore come in Zombieland.

Attore per tutti

Una filmografia lunga e piena di successi. Ma non più di molti suoi contemporanei. Bill Murray non ha né la stanza piena di trofei di De Niro o Meryl Streep né i record di incassi di Samuel L. Jackson. Eppure è venerato: ci sono tazze e addirittura candele votive con il volto di Bill Murray. Non di un suo personaggio: dell’attore.

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In parte si può spiegare questo successo con la “trasversalità dell’appeal”, per rubare dei termini al marketing. In pochi sono apprezzati in ogni demografica. Quelli che amano la comicità grossolana si sbellicano con Caddyshack Stripes, quelli che adorano il sarcasmo guardano Ricomincio da capo. Gli hipster adorano Wes Anderson e Wes Anderson è innamorato dell’espressività passiva di Murray. Chi è cresciuto negli anni ’90 non può dimenticare Space Jam. Ma ciò che impressiona è l’amore di chi è nato in questo millennio, iniziato quando Murray aveva già mezzo secolo. Perché Murray è la star perfetta per i social media, senza aver mai aperto un account.

Bill Murray è la star perfetta nell’era degli smartphone

La vita di un attore è fatta in buona parte di pubblicità. Una volta finito di girare un film, bisogna promuoverlo, farsi vedere con i fan ed essere attivi sui social. Bill Murray ha sostenuto molte interviste nei talk show, anche se quasi mai per promuovere un film. Al Late Show di David Letterman è apparso dopo avere nuotato in una piscina ricavata da un cassonetto per festeggiare il 20 anniversario del programma, mentre per la penultima puntata della carriera di Letterman è uscito da una torta e poi ha marciato per la 5th Avenue protestando il pensionamento del presentatore.

La stessa cosa vale per i social media, che hanno visto Murray protagonista ma mai per promuovere se stesso. Youtube è impazzito quando un gruppo di ragazzi a un addio al celibato ha caricato un video con il discorso di Murray al futuro sposo e ai suoi amici. Si sono trovati per caso in un ristorante, lui ha voluto dare qualche consiglio.

Un’altra volta un fotografo che stava scattando le foto di un coppia di sposi novelli ha notato che i soggetti stavano ridendo per davvero. Dall’altro lato della strada c’era Bill Murray che si prendeva a sberle sulla pancia senza nessuna ragione se non quella di suscitare un sorriso. Il fotografo ha chiesto di entrare nel campo della fotocamera e lui ha detto solo: “ok”.

Genuino e imprevedibile

Gli esempi delle interazioni con i fan di Murray potrebbero andare avanti paragrafi. Ha cantato con degli sconosciuti al karaoke, riprendendo una scena di Lost in Translation. Da amante del genere, ha recitato poesie ai lavoratori di un cantiere a New York. Quando ha scoperto che era il suo compleanno è andato sotto casa della nonna di un fan per cantarle “Tanti Auguri”. Ha invitato un fan dei Cubs in cerca di un posto a sedersi accanto lui perché aveva un biglietto in prima fila in più.

Un’altra celebrità lo farebbe solo se seguito da un team di social media manager pronti a fare diventare il momento virale. Lui invece non ha nemmeno un agente: ha un numero di telefono che controlla ogni tanto per vedere quanti film gli hanno offerto di fare. Tanto che ha accettato di dare la voce al gatto Garfield perché pensava che lo sceneggiatore del film Joel Cohen fosse uno dei leggendari fratelli Cohen. Un agente avrebbe potuto salvarlo da uno dei più brutti film in cui ha recitato e magari trovargli davvero una parte ne Il Grande Lebowski.

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L’uomo dietro l’icona pop

La genuinità con cui affronta la vita sembra essere un’ispirazione che tutti vogliono seguire, anche se nessuno ha davvero intenzione di farlo. L’imprevedibilità di Bill Murray è qualcosa che tutti ammiriamo ma su cui non vogliamo soffermarci troppo. Se lo facessi scopriremmo che questi episodi sembrano essere aumentati dopo il divorzio con la seconda moglie, una relazione finita con pesante accuse di abusi coniugali e alcolismo. Una considerazione che fa riguardare il discorso al futuro sposo ventenne con una punta di tristezza, che contraddistingue tutti i personaggi comici di Murray ma che la pop culture preferisce evitare di considerare per l’attore.

Avendo trasformato Bill Murray in una leggenda, ci dimentichiamo spesso che è un uomo. Una persona con uno stile di vita che da fuori sembra totalmente spensierato, come se non smettesse mai di vivere il momento. Sappiamo che non è vero: siamo della stessa specie di Bill Murray, dopotutto. Anche se nessuno su questo pianeta ha i suoi tempi comici.

La leggenda, l’icona pop è un fenomeno dal fascino misterioso ed esilarante. L’attore non ha mai sbagliato la delivery di una battuta e sa far ridere in qualsiasi contesto (e piangere quando serve). L’uomo è complesso, sconosciuto al pubblico, terribilmente umano. Questo mix unico compie 70 anni. Noi gli facciamo gli auguri e contiamo i giorni per l’uscita dell’attesissimo sequel di Ghostbuster. Ad altri 70 anni di successi e photobombing!

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Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.
                   










 
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