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Borderlands 3 recensione: scatenate il caos!

Borderlands 3 è esattamente come me lo aspettavo: caotico, irrispettosamente divertente e capace di mixare sapientemente il bisogno, mai davvero esaurito, di single-player con il caro vecchio co-op online. Insomma, Borderlands 3 eredita dal capitolo precedente tutto ciò che l’aveva reso appassionante ed imperdibile. L’approccio conservativo però porta con sé qualche piccola sbavatura, ma niente che possa davvero compromettere l’esperienza di gioco o, in qualche modo, deludere i fan.

Riserviamo però per la conclusione queste considerazioni e addentriamoci ora nella recensione, partendo da uno degli elementi che più ho apprezzato: la narrazione.

I gemelli che volevano diventare influencer

Borderlands 3 recensione Calypso

Borderlands 3 riparte da lì, da quel pianeta desolato, brutale e poco ospitale che è Pandora. Pochi minuti di gioco vi aiuteranno ad ambientarvi in quel territorio che per ben 4 titoli ha fatto da sfondo alle vincende raccontate da Gearbox Software. Ritroverete gli amici di un tempo – incluso il mio cabarettista preferito, Claptrap -, le solite orde di nemici pronte al macello, una serie di sgangherati (e scarsamente guidabili) veicoli ed una marea infinita di armi.

Quello che manca è lui, il protagonista indiscusso del secondo episodio: Jack il Bello. L’antagonista di Borderlands 2 viene qui sostituito da una coppia di apocalittiche webstar: i gemelli Calypso. I nuovi cattivoni, che sul lungo periodo si dimostrano nettamente inferiori ad Handsome Jack in quanto a personalità, sono gli influencer della loro epoca, con tanto di live streaming e followers pronti ad immolarsi – letteralmente – per la causa.

Lo scontro con questi due rivali però ci spingerà a fare qualcosa che ci era precluso nei capitoli precedenti: abbandonare Pandora. Ebbene sì, Borderlands 3 ci porterà ad esplorare posti profondamente diversi, uno più affascinante dell’altro.

Tutta l’esperienza è poi costellata dal famoso e politicamente scorretto humor della saga. Le risate sono dietro l’angolo, ma non sottovalutate l’opera del team texano: dietro a frecciatine e battute spicciole, si nascondono spesso riferimenti alla società odierna e a tematiche ben più elevate.

Borderlands 3 recensione: solide radici

Il gameplay di Borderlands 3 è un delicato equilibrio tra tradizione e innovazione, una tensione che ha permesso a Gearbox di portare su PC e console un titolo che non delude i fan ma, allo stesso, offre qualche graditissima novità.

Ed è proprio da queste ultime che voglio partire. La prima cosa che vi salterà all’occhio infatti è il nuovo sistema di movimento, ora più dinamico ed accattivante. Potete quindi scivolare durante le sparatorie per spostarvi rapidamente da un posto dall’altro, arrampicarvi ogni volta che ne avrete bisogno e lanciarvi da un’altura per poi colpire violentemente gli avversari sottostanti. Una varietà d’azione che coinvolge tutti i 4 personaggi disponibili, corrispondenti naturalmente ad altrettanti classi. Potrete quindi giocare nei panni della Sirena Amara, dell’Operativo Zane, di FL4K, il Beastmaster, o della piccola Moze con il suo possente mech da combattimento.

Borderlands 3 recensione Amara

A distinguere i quattro Crimson Raider troviamo i singoli skill tree. Ogni personaggio infatti sarà dotato di abilità differenti che dovremo coltivare e potenziare. Attenzione però alle scelte che farete: ogni albero delle abilità infatti prevede 3 rami differenti, quindi scegliete con cura quello più adatto a voi e al vostro stile di gioco.

Con altrettanto amore dovrete poi costruire il vostro preziosissimo arsenale. Il gioco infatti vi catapulterà da una sparatoria all’altra e scegliere le armi giuste, in base al vostro approccio e al tipo di nemici che vi attende, sarà vitale per non soccombere. Il repertorio di Borderlands 3 è davvero vastissimo: pistole, mitragliette, lanciarazzi e fucili di precisione si sposano con lo stupefacente catalogo di proiettili disponibili. Traccianti, elettrici, glaciali ed esplosivi, vi aiuteranno ad infliggere agli spostati di Pandora e di tutti gli altri pianeti ogni genere di pena.

Accanto a queste entusiasmanti novità però troviamo qualche fastidioso retaggio del passato. Direttamente dai capitoli precedenti infatti ritroviamo un ambiente che sì, è piuttosto distruttibile, ma manca di interattività. Non convince poi l’interfaccia del menù, spesso inutilmente legnosa.

Game over?

Borderlands 3 recensione Endgame

Dopo mille difficoltà, un buon numero di parolacce e l’aiuto di qualche prezioso amico completerete la campagna. Fine dei giochi? Non proprio. Ricordatevi prima di tutto che Borderlands 3 è il paradiso delle quest secondarie, missioni che vi aiuteranno a livellare quando necessario o a svagarvi una volta esaurito l’arco narrativo principale.

Per chi invece vuole mettere alla prova le proprie abilità ci sono due ulteriori modalità che vanno a comporre l’endgame del gioco: Circle of Slaughter e Terreni di Prova. La prima, a orde, potete affrontarla anche da soli, mentre la seconda, con arene create ad hoc per ospitare ondate di nemici ed un impegnativo boss finale, è perfetta per chi cerca qualcosa di estremamente impegnativo da affrontare con uno o più amici. Non c’è nessuno online? Niente panico, potete sempre ricorrere al matchmaking per trovare qualche valido alleato.

Come non amarlo?

Borderlands 3 è visivamente superbo. Colorato, esaltato da un curatissimo toon shading e impreziosito dall’introduzione dei nuovi pianeti e – di conseguenza – delle nuove ambientazioni, l’ultima opera di Gearbox Software supera quanto fatto con i titoli precedenti rendendo la vostra permanenza nelle terre di confine ancora più piacevole e assuefacente. Il colpo d’occhio è così stupefacente che perdonare al team texano le sporadiche sbavuture, come qualche calo di framerate (almeno su PlayStation 4), gli occasionali pop-in e i saltuari bug, risulta davvero facile.

Promossi a pieni voti anche il comporto sonoro, sia per la selezione di tracce che per l’ottima rumoristica, e il doppiaggio in italiano, con interpretazioni davvero superiori alla media.

Borderlands 3 recensione: acquistarlo oppure no?

La risposta qui è praticamente scontata. Borderlands 3 è un must have per ogni videogiocatore, in primis per i fan della serie che potranno apprezzare i riferimenti e la mole di personaggi ereditati dai capitoli precedenti. A questo aggiungete un comparto narrativo appassionante, un gunplay divertentissimo ed una quantità interminabile di cose da fare. Insomma, non fatevelo scappare.

Borderlands 3

  • Caoticamente divertente
  • Comparto narrativo convincente
  • Tantissime ore di gioco
  • Graficamente appagante
  • Perfetto per giocare con gli amici
  • Qualche sbavatura tecnica
  • Interfaccia migliorabile
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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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