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Recensione Rage 2: vale la pena dargli una chance?

Rage 2 non è un gioco per stomaci deboli. Lo sparattutto di Id Software e Avalache Studios celebra la violenza e il caos in un mondo post-apocalittico davvero convincente ed adrenalinico ma purtroppo non privo di difetti. L’esperienza di gioco però rimane sorprendentemente soddisfacente, a patto però che non abbiate bisogno di un consistente stimolo narrativo per continuare a giocare.

Una storia breve

Più che una vera e propria trama quella di Rage 2 è un pretesto narrativo, un input che vi aiuta ad esplorare e scoprire il mondo di gioco senza perdervi nei meandri del non eccessivamente vasto open world.

Il vostro compito – almeno per le prime ore di gioco – sarà quello di annientare l’Autorità, tornata in forze e pronta a conquistare la Zona Devastata sotto il comando dell’estremamente robotizzato Generale Cross. Il primo scontro purtroppo vi vedrà sconfitti ma pronti per rinascere: acquisirete un nuovo titolo – quello di Ranger -, nuovi poteri, tante armi ed un veicolo robusto e ben equipaggiato. Tutto l’occorrente per affrontare le lande desolate che circondano la vostra città natale ed iniziare a rintracciare tre preziosi alleati: John Marshall, Loosum Hagar e il dottor Anton Kvasir. Queste vecchie glorie della Zona Devastata vi aiuteranno a dare nuova vita al Progetto Daga, nato per schiacciare definitivamente l’Autorità.

La storia di Rage 2, come avrete capito, non brilla per originalità. Tutto è fastidiosamente lineare e sicuramente ben lontano da quella finezza narrativa che ha caratterizzato l’immenso e amatissimo Wolfenstein.

Il comparto narrativo potrebbe essere salvato da tutto ciò che compone ed esalta la cultura post-apocalittica, a partire dal mito che circonda i Ranger. Per scoprire cosa Rage 2 ha in serbo per voi però dovrete essere disposti a leggere i numerosi Datapad sparsi per l’open world, un’attività che richiederà un po’ di pazienza e diversi minuti del vostro tempo.

Nano… che?

La vera forza di questo FPS è indubbiamente rappresentata dal gunplay: variegato, tachicardico e arricchito sia dalla quantità di armi disponibili sia dalle abilità nanotritiche che potrete sbloccare ed utilizzare. Ebbene sì, Walker – il/la protagonista di Rage 2 (a voi la scelta del genere) – può contare su 11 skill particolari che si basano sull’inieizione di un non meglio specificato materiale. A disposizione ne avete 4 dedicate all’attacco e 7 invece di supporto, ognuna delle quali può essere poi potenziata usando la feltrite, l’elemento principale della Zona Devastata. Esistono inoltre dei bonus che potete sbloccare grazie ai potenziamenti nanotritici che troverete nelle Casse Arcaiche, box speciali riservati unicamente ai Ranger e nascosti per il mondo di gioco.

Il divertimento però non finisce qui. A dare un po’ di varietà al gameplay ci pensa anche il vostro arsenale, composto da bocche di fuoco di vario genere. Quest’ultime possono essere recuperate all’interno delle Arche – le stesse strutture dove troverete anche le abilità nanotritiche – e potenziate grazie ad una serie di utili Mod.

Da non dimenticare poi i progetti, divisi per 4 gruppi associati ad altrettanti personaggi: la vostra amica Lily e i già citati John Marshall, Loosum Hagar e Anton Kvasir. Ognuno di essi migliorerà le vostre skill e vi darà nuovi strumenti con cui distruggere gli avversari.

Per gli amanti degli sparatutto Rage 2 è un vero e proprio parcogiochi, ma solo ad una condizione: scegliete la difficoltà più alta. Per lo meno se siete utenti esperti. Il livello di sfida offerto dal gioco infatti è clamorosamente tarato verso il basso, cosa che vi porterà tra l’altro a terminare la storia in pochissime ore.

La solitudine della Zona Devastata

Delude un po’ il mondo di gioco. L’open world di Avalanche Studios e Id Software è piuttosto desolato nel suo essere comunque ricco di attività ripetitive, attività che smetterete di compiere non appena il/la protagonista avrà potenziato le sue armi e le sua abilità.

Raggiungere l’obiettivo, tra l’altro, non sarà troppo complesso: le basi dei Bulli sono tutto sommato semplici da devastare e mai troppo impegnative, le ricerche dei Ranger defunti risultano spesso noiose e le gare a bordo dei pochi veicoli presenti nel gioco non sono mai troppo stimolanti, né all’interno del circuito né fuori. Stupisce poi la mancanza di veri e propri scontri armati mentre vi trascinate da una parte all’altra della comunque non ampissima mappa: le auto che incontrerete non sono molte, raramente bellicose, così come i nugoli di avversari. L’unico vero stimolo, sia durante la campagna che al termine della stessa, è probabilmente la Mutant Bash TV, un’arena dove il vostro compito è sterminare i mutanti nel modo più fantasioso e brutale possibile, dando sfogo ai vostri poteri e liberando il carnefice che c’è in voi.

Sappiate poi che tutte queste attività che, ripeto, finiscono con l’essere poco stimolanti e spesso uguali a sé stesse, non sono un vezzo, qualcosa da fare perché siete di passaggio, ma una necessità: il grinding infatti è parte integrante della campagna, campagna che senza questi tempi lenti (morti, talvolta) risulterebbe quindi ancora più breve.

A tutto Apex Engine

Per dare vita a tutto questo gli sviluppatori hanno utilizzato l’Apex Engine, il motore grafico che Avalanche ha usato anche per Just Cause 4 e che la software house ha progettato per la gestione degli open world. Un buon segno? In realtà non proprio. Rage 2 infatti sacrifica il dettaglio in più occasioni, ripropone spesso e volentieri gli stessi identici NPC, è superficiale quando si parla di animazioni e non entusiasma nemmeno per gli effetti aggiuntivi e migliorati, introdotti dallo studio di sviluppo proprio per rendere il titolo più esplosivo e chiassoso.

Non tutto però è da bocciare: il colpo d’occhio infatti sarà pienamente appagato da scenari post-apocalittici ben delineati, da città decrepite ma convincenti e da un mix assolutamente unico di sabbia, ruggine e colori fluorescenti.

Rage 2: acquistarlo oppure no?

Si poteva fare di meglio? Questo è certo: la componente narrativa è scialba, quella tecnica non è certamente allo stato dell’arte e l’end-game per ora è deludente. E quindi? Cosa rimane? Beh, in realtà rimane un gunplay divertissimo, variegato e adrenalico, un FPS che vi permetterà di sfogarvi e scaricare lo stress senza mettervi troppo alla prova. Perfetto per chi non cerca la sfida ma, appunto, solo una buona scusa per sterminare ed uccidere tutto ciò che trova sulla sua strada.

Rage 2

  • Gunplay divertente
  • Tante abilità
  • Un bel mondo post apocalittico...
  • ... ma un po' vuoto e ripetitivo
  • Storia troppo scontata
  • Tecnicamente migliorabile
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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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