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La Cina nega le accuse di hacking su Microsoft

Secondo la Cina le accuse sono opera degli Stati Uniti e degli alleati

La Cina è stata accusata dagli Stati Uniti di aver condotto un attacco informatico contro il gigante tecnologico Microsoft. Tuttavia il Paese ha negato le accuse, rivelando che sono state opera degli Stati Uniti e dei Paesi alleati. Ecco tutti i dettagli.

La Cina e l’attacco informatico a Microsoft: di chi è la colpa?

Gli Stati Uniti e altri paesi occidentali, pochi giorni fa, hanno accusato la Cina di aver violato Microsoft Exchange. Si tratta di una popolare piattaforma di posta elettronica utilizzata dalle aziende di tutto il mondo. I Paesi hanno rivelato l’attacco faceva parte di un modello più ampio di comportamento “sconsiderato” che minacciava la sicurezza globale.

La Cina dice che si oppone a tutte le forme di crimine informatico e ha etichettato le affermazioni come “fabbricate”. Il portavoce del Ministero degli Esteri Zhao Lijian ha rivelato: “Gli Stati Uniti hanno radunato i loro alleati per portare avanti critiche irragionevoli contro la Cina sulla questione della sicurezza informatica”.

Il Regno Unito, l’UE, la Nuova Zelanda e l’Australia sono coloro che, insieme agli Stati Uniti, hanno accusato la Cina di aver hackerato i sistemi di Microsoft.

Il sistema Exchange di Microsoft alimenta la posta elettronica di grandi aziende, piccole imprese ed enti pubblici in tutto il mondo. L’hack ha colpito almeno 30.000 organizzazioni. Microsoft ha accusato un gruppo cinese di spionaggio informatico per aver sfruttato una vulnerabilità in Microsoft Exchange. Questa falla nel sistema ha permesso agli hacker di accedere in remoto alle caselle di posta elettronica.

Altri dettagli sull’attacco informatico

Il gruppo, noto come Hafnium, è stato trovato dal Threat Intelligence Centre di Microsoft, sponsorizzato dallo stato e operante in Cina. Fonti di sicurezza occidentali ritengono che qualcuno abbia informato Hafnium della vulnerabilità. In seguito l’ha condivisa con altri gruppi con sede in Cina per sfruttarla finché hanno potuto.

Le fonti rivelano che l’hack sembra segnalare un passaggio da una campagna di spionaggio mirata a un raid “smash-and-grab”. Questo fa pensare che il comportamento informatico cinese si stia intensificando. Il Ministero degli Esteri britannico ha detto che il governo cinese ha “ignorato i ripetuti inviti a porre fine alla sua campagna sconsiderata”.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha detto che il governo cinese potrebbe non aver effettuato gli attacchi. Tuttavia Biden ritiene che la Cina stava “proteggendo coloro che lo stanno facendo. E forse li sta aiutando”.

Inoltre il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato accuse penali contro quattro hacker legati al Ministero della Sicurezza di Stato cinese. Ha detto che erano collegati a una campagna a lungo termine che ha preso di mira i governi stranieri e le entità in settori chiave in almeno una dozzina di paesi.

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Source
BBC

Veronica Ronnie Lorenzini

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