fbpx
AttualitàCulturaNews

Digitalizzazione in Italia: dati in crescita rispetto al 2020

Secondo l’indagine condotta da FPA, società del gruppo Digital360, cresce la digitalizzazione in Italia con ben 49 comuni capoluogo che sono digitalmente maturi. Ecco gli esempi più virtuosi e dove, invece, si può migliorare.

Il Nord guida la digitalizzazione in Italia

La pandemia, si sa, ha creato una forte spinta verso la creazione di servizi digitali da parte di comuni e istituzioni. Restano tuttavia dei divari da colmare, soprattutto per quanto riguarda l’integrazione con determinate piattaforme. Alcuni servizi abilitanti come SPID e PagoPA, per esempio, non sono ancora perfettamente integrati. Le città digitalmente più mature risultano essere quelle del Nordest e del Nordovest, con maggiore densità di popolazione. Tuttavia non mancano casi virtuosi fra i piccoli comuni e nel Mezzogiorno. A fare il punto della situazione in merito alla digitalizzazione in Italia è stata l’Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo. Questa è stata realizzata fra aprile e maggio 2021 da FPA e presentata oggi a FORUM PA 2021 nel corso del convegno “Italia digitale: il ruolo dei Comuni per una PA al servizio di cittadini e imprese”

L’indagine ha riguardato tutti i capoluoghi italiani

L’indagine analizza il grado di maturità digitale dei 110 capoluoghi italiani sulla base di tre dimensioni: Digital public services, il livello di disponibilità online di 20 tra i principali servizi al cittadino e alle imprese; Digital PA, l’integrazione dei Comuni con le principali piattaforme abilitanti individuate dal Piano triennale per l’informatica pubblica (SPID, CIE, PagoPA, ANPR); Digital Openness, la numerosità e l’interoperabilità degli open data e la comunicazione con i cittadini attraverso i canali social. È basata sul modello Ca.Re. (Cambiamento Realizzato) di Dedagroup Public Services. Sono 49 le città italiane che nel 2021 hanno raggiunto un livello elevato di maturità digitale (14 in più rispetto al 2020). Di queste 38 si attestano nella fascia intermedia (+1) e solo 23 si collocano nella fascia più bassa evidenziando così il generale trend positivo.

Digitalizzazione in Italia: le città più efficienti

Nella fascia alta, 39 comuni mostrano performance almeno sufficienti in tutte le tre dimensioni ed elevate in almeno una di queste: Aosta, Arezzo, Bari, Bergamo, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Cremona, Cuneo, Ferrara, Forlì, Genova, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Lucca, Matera, Monza, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Siena,  Torino, Trento, Treviso, Venezia, Vercelli, Verona, Vicenza. Completano l’elenco 7 comuni che ottengono il punteggio più elevato in tutti e tre gli ambiti analizzati (Bologna, Firenze, Milano, Roma, Modena, Pisa e Cesena) e 3 città che si fermano al livello più basso in una dimensione ma registrano quello più alto nelle altre due (Asti, Caltanissetta e Piacenza).

Nonostante la predominanza di città settentrionali, va evidenziato che fra i 49 comuni più digitali figurano anche 9 città del Sud. Queste sono: Bari, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Lecce, Matera, Napoli, Palermo). Tre in più rispetto al 2020, e 8 città di piccole dimensioni, contro le tre registrate nella precedente edizione.

“Fondamentale una maggiore diffusione del cloud”

La ricerca dimostra come i comuni italiani abbiano reagito bene agli stimoli portati dall’emergenza sanitaria, accelerando il proprio processo di maturazione digitale e slittando verso livelli di maturità intermedio e elevato – afferma Gianni Dominici, Direttore generale di FPA -. Le amministrazioni comunali saranno ora chiamate a consolidare il loro posizionamento. Ma dovranno anche accelerare rispetto alle variabili su cui ancora oggi si registrano i principali ritardi, come gli open data. Per raggiungere questo obiettivo sarà fondamentale promuovere una maggiore diffusione del cloud, per poter generare ed erogare meglio i servizi digitali, completare il processo di integrazione con le principali piattaforme abilitanti, per ridurre tempi e costi di realizzazione dei servizi, e diffondere una vera cultura del dato, per garantire maggiori livelli di trasparenza“.

I servizi digitali offerti

L’offerta di servizi pubblici digitali è l’ambito in cui sono stati fatti i maggiori progressi. Infatti 47 dei 110 comuni analizzati hanno raggiunto un elevato livello di disponibilità dei servizi digitali (contro i 30 del 2020). Ben 42 si sono posizionati in fascia intermedia (-3) e 21 in fascia bassa (erano 34 l’anno scorso). Tutte le grandi città (oltre i 240mila abitanti) si collocano in fascia alta, insieme a 11 comuni medio-grandi (su un totale di 22) e 16 medi (su 41). Raggiungono il livello più elevato solo 8 realtà piccole su 35. Lo stesso divario si registra a livello geografico, con solo 12 comuni del Mezzogiorno (su 40) e 8 del Centro (su 22) che entrano in fascia alta. Di contro troviamo ben 27 città del Nord (su 48).

I servizi maggiormente offerti dai comuni in modalità digitale sono quelli legati allo Sportello unico delle attività produttive (SUAP), disponibili in 109 comuni. Diffusa anche la prenotazione digitale di appuntamenti per il rinnovo della carta d’identità, online in 107 città. Seguono l’iscrizione alla mensa scolastica (96), la presentazione di pratiche di edilizia privata (84) e la visualizzazione e il pagamento di contravvenzioni (81). I servizi meno accessibili sono la richiesta del contrassegno auto per disabili (16) e la domanda di assegno per le famiglie numerose (12).

Digitalizzazione in Italia: da migliorare PagoPA e SPID

L’integrazione con le grandi piattaforme nazionali (SPID, PagoPA, ANPR, CIE etc) rappresenta un passaggio fondamentale nel processo di digitalizzazione della PA. Questo indicatore, però, appare meno dinamico rispetto a quello dedicato ai servizi pubblici digitali. I servizi digitali maggiormente integrati con i sistemi di autenticazione SPID, CIE e CNS, sono il rinnovo della carta d’identità (102 con SPID, 99 con CIE e 4 con CNS) . Seguono le pratiche edilizie (64 SPID, 42 CIE e 53 CNS), i certificati anagrafici (62 SPID, 44 con CIE e CNS). Tutti i comuni capoluogo risultano attivi sulla piattaforma PagoPA, con almeno una transazione registrata. Tuttavia solo 15 comuni hanno registrato mille transazioni o più ogni mille abitanti, inoltre per ben 30 città ne risultano meno di 50. Sono invece 89 i comuni capoluogo che espongono almeno un servizio sull’app IO. Fra questi spiccano Rimini (20 servizi online accessibili), Modena (14) e Vibo Valentia (12).

La digital openess i dati più critici

La Digital Openness si conferma la dimensione in cui i Comuni faticano maggiormente a progredire. Nonostante una leggera crescita, sono appena 18 le città digitalmente mature da questo punto di vista (+2 sul 2020), 50 si collocano in fascia intermedia e 42 in fascia bassa. Un risultato dovuto allo scarso punteggio ottenuto negli indicatori relativi agli open data, che hanno vanificato le buone performance registrate nella comunicazione con i cittadini attraverso i canali social. Fra le 18 città mature, ci sono 7 grandi comuni e nessuna piccola realtà, 12 sono nel Nord, 3 nel Centro e 3 nel Sud (Lecce, Matera e Palermo)

Tutti i comuni possono autovalutare il proprio livello di digitalizzazione compilando questo questionario semplificato.

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button