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Episodes: la sfida di un adattamento – Perché guardarla?

Oggi parliamo di uno show che è rimasto in sordina, ma con grandi risultati

Abbiamo spesso parlato delle differenze profonde che ci sono tra la serialità americana e quella britannica. Due scuole molto diverse, nonostante abbiano regalato entrambe eccellenze al medium. Spesso poi si sono scambiati prodotti, con remake riusciti e altri meno validi. Proprio su questo tipo di contrasti si sviluppa Episodes, uno show a cavallo dell’Atlantico, sotto tanti punti diversi.

Episodes, il derby USA vs UK

Sean e Beverly Lincoln sono due dei più amati sceneggiatori britannici. Il loro show televisivo, influenzato dal lavoro di artisti incredibili come Alan Bennett, raccoglie premi su premi. Questo richiama l’attenzione di tante persone, fra cui un importante produttore americano, che decide di offrire loro la possibilità di curarne un remake oltreoceano. Fama, soldi, successo e l’opportunità di portare il proprio lavoro a un pubblico ancora più ampio. Sembra tutto perfetto, dove sta la fregatura? Forse l’avete già intuito…

Non appena arrivati sull’altro Oceano, sulla West Coast statunitense infatti, la situazione si complica. Quella che era una raffinata comedy dallo humour britannico, inizia a trasformarsi nelle mani della nuova produzione. A marcare il cambiamento è la scelta dell’attore protagonista. Non più uno stimatissimo interprete teatrale, ma un ex-stella delle sit-com: Matt Le Blanc, noto al grande pubblico come Joey Tribbiani di Friends.

Il viaggio in cui seguiamo Sean e Beverly è da certi punti di vista facile da prevedere, ma piano piano il gioco si fa più sfumato e non è così semplice distinguere tra buoni e cattivi. Non immaginatevi semplicemente uno scontro tra i grandi artisti e il corrotto e sporco mondo dello show business. Nella vita reale non è tutto così bianco e nero ed Episodes aiuta a riflettere su tutto questo.

Attraverso le vicende narrate nella serie, possiamo dare uno sguardo più trasversale al mondo dell’intrattenimento americano e di contrasto quello inglese. Proprio per questo motivo, al di là del suo alto livello qualitativo, Episodes è uno show che qualunque appassionato di televisione dovrebbe conoscere. Un modo per approfondire tutte quelle affascinanti differenze, andando oltre snobismi e pregiudizi da entrambe le parti.

Gettare i semi per ciò che verrà

© 2013 Jim Fiscus/Showtime

Pur non avendo ottenuto un successo travolgente, Episodes è stato amatissimo dal suo pubblico, raccogliendo un totale di cinque stagioni e oltre 40 episodi. Numeri che sono espressione proprio di quel mix di culture televisive (riflesse anche nella produzione che è appunto angloamericana) che lo show stesso va a rappresentare. Non solo, ma che va a colpire e lodare, evidenziandone le differenze e costruendo su di esse lezioni importanti per i personaggi e per gli spettatori.

Guardandolo è impossibile non ritrovare alcuni elementi di altri show molto amati. E sebbene visti adesso il senso di quei richiami appare invertito, è bene sottolineare come Episodes sia stato tra i primi a farlo. La premessa stessa di scoprire la vita di una star televisiva decadente, che vive sulle ricchezze di un successo passato cercando di reinventarsi farà illuminare una lampadina. Se le puntate si chiudessero con “Back in the Nineties I was in a very famous TV show…” non sarebbe assolutamente fuori luogo.

E se è difficile argomentare che effettivamente Bojack Horseman abbia davvero un debito con Episodes, sebbene temporalmente sia plausibile dato che il primo è del 2011 e il secondo del 2014, è indubbio che la serie con Matt LeBlanc dalla sua nicchia abbia anticipato tendenze del decennio. Il suo stesso sguardo un po’ disincantato, che scherza sui lati oscuri nello show business è molto meno colorato di un 30 Rock, con un tono più malinconico che in molti riproporranno negli anni a venire.

Se volete, potete paragonarlo al nostro Boris anche se l’accostamento regge fino a un certo punto. Episodes è decisamente meno acido delle vicende di René Ferretti, ma quello spirito distruttivo è comunque presente. Insieme a un pizzico di follia che non fa mai male.

Episodes, un manuale di studio

Se il pubblico non ha mai trasformato Episodes in uno show dominante, la critica l’ha sempre tenuto in grande considerazione. È proprio grazie a questa serie che LeBlanc ha ottenuto il suo primo Golden Globe, sfuggitogli tre volte ai tempi di Friends.

A prescindere da tutto comunque resta una serie che vale la pena di recuperare anche solo per il suo valore didattico. È uno strumento utilissimo per riuscire a comprendere, guardando da dietro le quinte, tutte le sfumature dei due mondi più importanti dell’ambito televisivo. Scoprendo molto di più di quanto si possa immaginare.

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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