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Etsy rivede il proprio schema pubblicitario e i venditori si infuriano


I venditori di Etsy, il sito web dedicato all’e-commerce, non hanno reagito bene al cambio inerente le pubblicità del sito avvenuto in questi giorni. Quel che è peggio è che alcuni utenti non possono non accettare le condizioni imposte dal sito. Scopriamo cosa e successo.

Il modello pubblicitario di Etsy

I cambiamenti sul modello pubblicitario del sito sono stati annunciati in un post del Blog Ufficiale del sito. In primo luogo, il sito Web di e-commerce sta rimuovendo gli annunci di Etsy Ads da Google Shopping. Questo significa che i venditori che lo utilizzano avranno solo inserzioni pubblicizzate all’interno del sito. Le modifiche hanno effetto immediato, il che danneggerà quei venditori che avevano già avviato delle campagne pubblicitarie fuori da Etsy.

Tuttavia, Etsy non interromperà completamente la pubblicità su Google, il che ci porta al suo secondo, cambiamento molto più controverso: l’introduzione di Offsite Ads. In questo caso, il sito pubblicizzerà i prodotti dei venditori su Google, Facebook, Instagram, Pinterest e Bing. Dal Blog Ufficiale leggiamo: “Quando un acquirente fa clic su uno di quegli annunci online per i tuoi prodotti e acquisti dal tuo negozio entro 30 giorni, pagherai una tassa pubblicitaria. Paghi una commissione pubblicitaria solo quando viene effettuata una vendita, eliminando il rischio di pagare per annunci non tuoi.”

La situazione non sembra così terribile finché non si entra nei dettagli degli annunci. Con gli Etsy Ads, infatti, i venditori possono scegliere un determinato budget da investire nella pubblicità. Con gli Ads fuori dal sito, invece, Etsy riceve in automatico il 15% delle vendite fino ad un massimo di 100$ per ordine. Se lo stesso acquirente effettua acquisti differenti entro 30 giorni dal clic sul banner pubblicitario, tutti questi acquisti sono soggetti alla tariffa vista precedentemente.

La percentuale delle vendite derivanti dalla pubblicità va ad aggiungersi al 5% delle spese di spedizione e transizione che spettano al sito più un 3-4% per i pagamenti. Questo significa che la nuova politica prevede che i venditori potrebbero perdere fino al 24% del loro reddito per ogni vendita. Quel che è peggio è che il sito di e-commerce ha automaticamente registrato tutti i suoi venditori nel programma e gli utenti che guadagnano oltre 10 mila dollari in un anno, non potranno mai rinunciare a queste modalità anche se il loro reddito dovesse scendere al di sotto di tale cifra.

Si tratta di scelte molto controverse e poco flessibili che hanno fatto infuriare i venditori di tutto il mondo. Etsy correrà ai ripari?


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Daniele Cicarelli

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Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.
                   










 
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