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Friends, io ci sarò per te – Perché guardarla?

Oggi ci tuffiamo in una delle serie TV più influenti della storia

Ci sono opere che quando fanno il loro debutto segnano invariabilmente un prima e un dopo. Nel campo della televisione se ne possono citare diverse. Si pensi ad esempio a Twin Peaks, a Seinfeld, più recentemente a Lost, a Game of Thrones e (sebbene più per meriti tecnici che artistici) ad House of Cards. Tutte opere che hanno cambiato l’approccio successivo, influenzando il medium. Fra queste si conta necessariamente anche Friends, protagonista del nostro appuntamento di questa settimana con Perché guardarla.

Friends, di cosa parla questa serie TV?

Il concept dello show è tutto lì, nel titolo: Friends, “amici”. Al centro delle avventure raccontate troviamo semplicemente un gruppo di persone unite in diversi modi da legami di amicizia. Sei giovani (fattore importante come vedremo) ragazzi e ragazze di New York City, che cercano la propria strada tra lavoro, relazioni e bizzarri incontri ed equivoci in giro per la Grande Mela.

Ross, il paleontologo serio e sfortunato in amore, il sarcastico Chandler sempre con la battuta pronta, il latin lover Joey, attore di origini italiane, la rigida ma amorevole Monica, Rachel, appassionata di moda e alle prese con la vita reale per la prima volta, e infine la solare e allegra Phoebe, dalle abitudini curiose. Sei amici di quelli veri, con un rapporto solidissimo a unirli, che vi accoglieranno nelle vostre vite.

Quello che questa serie TV riesce a fare davvero bene è introdurre una orizzontalità nel suo sviluppo. Sebbene non sia mai davvero così forte come altri show di cui abbiamo parlato, è uno dei primi tentativi per le sit-com di avere questo tipo di elementi. Gli spettatori seguono lo show non solo per vedere cosa si inventeranno quei mattacchioni di Joey e Chandler oggi, ma anche per scoprire cosa è successo dopo il finale dell’ultimo episodio.

Non solo, ma Friends è stato anche uno dei primi progetti televisivi ad abbassare sensibilmente l’età media dei propri protagonisti. Come detto, questi ragazzi sono giovani, tutti inizialmente tra i venti e i trent’anni, alle prese con i primi lavori, le prime relazioni serie, il primo sguardo verso il futuro. Un cambiamento non indifferente in un’epoca in cui tradizionalmente le sit-com raccontavano di trentacinquenni o famiglie. Fu anche questa la chiave del suo successo: riuscire a conquistare i giovani, che rivedevano nei sei ragazzi del Central Perk sé stessi. E lo fanno tuttora, generazioni dopo la messa in onda, riscoprendo la serie sui servizi di streaming.

Un team eccezionale, dagli autori ai protagonisti alle guest star

friends perche guardarla

Ma non si può ridurre la forza di Friends alla sua capacità di ‘cogliere lo spirito di una generazione’. I punti di forza di questo show sono davvero molteplici e fra questi spicca il suo cast. I sei protagonisti hanno dimostrato più e più volte di avere un’abilità eccezionale nel rappresentare le differenti sfumature dei loro personaggi. Soprattutto, sono stati capaci di mettere all’opera tanti talenti diversi nella recitazione.

Friends infatti è una serie davvero molto variegata nei propri toni, anche se non può sembrare. Ai momenti più semplicemente divertenti, si affiancano altri davvero toccanti e il cast ha sempre saputo difendersi al meglio in ogni occasione. Non solo, ma anche nell’approccio alla risata c’era molta varietà: dalle scene basate su un umorismo più fisico a quelle che sfruttavano dialoghi arguti, fino al semplice impatto visivo. E i nostri sei hanno regalato momenti indimenticabili senza mai fallire.

Ovviamente questo è stato possibile anche grazie a un ottimo apporto degli autori. David Crane e Marta Kauffman (supportati da Kevin S. Bright) hanno sempre infuso un attento mix di risate argute e drama in questo show. Ci sono davvero momenti esilaranti, che continuerete a citare tra amici per lungo tempo, affiancati a sequenze intense che vi scioglieranno il cuore. Il tutto senza paura di toccare temi importanti e scottanti, dalla maternità surrogata ai matrimoni omosessuali.

Menzione speciale poi per le diverse guest star iconiche che hanno attraversato la serie. Attori di grande calibro come Bruce Willis, Julia Roberts e naturalmente Brad Pitt (in un episodio molto metacinematografico, considerata la sua relazione con Jennifer Aniston all’epoca) hanno preso parte alla serie. Dovendo scegliere il cameo più memorabile, forse il premio se lo portano a casa Robin Williams e Billy Crystal. Capirete quando li vedrete.

Friends è la comedy che ha ispirato le altre

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Per tutti questi motivi, lo show ha raccolto un successo davvero travolgente. Oggi è difficile incontrare un appassionato di serie TV che non l’abbia mai vista almeno una volta (e che non l’abbia apprezzata). E l’effetto di questa trasversalità è particolarmente evidente quando si va ad analizzare quello che è venuto dopo: perché Friends è una delle serie più influenti di sempre.

La sua formula, l’idea dei giovani protagonisti, gli stessi archetipi che essi incarnano e hanno popolarizzato, sono riscontrabili in tantissimi show successivi. Virtualmente qualsiasi sit-com ne ha ripreso gli schemi di base almeno in parte, da The Big Bang Theory a Scrubs, per non parlare poi di How I Met Your Mother che più di altri è identificabile come erede spirituale di Friends (a prescindere dai giudizi sulla serie in sé naturalmente).

E se anche non vi bastasse la sua centralità nella storia della televisione, vi basti sapere che questo show vi farà ridere come dei matti, regalarvi grandi colpi di scena e passare ore a domandarvi se davvero “è la sua aragosta”. Chiudete questo articolo e schiacciate play sul primo episodio. “You’re gonna love it“.

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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