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Google Pixel 4 XL recensione: la simbiosi perfetta

Google Pixel 4 e 4 XL saranno in vendita a partire da giovedì 24 ottobre. Ma vale la pena acquistare i due nuovi smartphone di Big G? Per scoprire cos’hanno da offrire li abbiamo messi alla prova. Ecco quindi la nostra recensione.

Schede tecniche a confronto

Partiamo da una dovuta premessa: i due device sono assolutamente identici. Nell’aspetto, nelle caratteristiche tecniche, nel software e persino nella fotocamera. A differenziare Pixel 4 e Pixel 4 XL ci pensano unicamente le dimensioni – e di conseguenza la grandezza del display -, le colorazioni – sulla variante più compatto abbiamo anche quella Oh So Orange, e la capienza della batteria.

Google Pixel 4 Google Pixel 4 XL
Dimensioni 68.8 x 147.1 x 8.2 mm 75.1 x 160.4 x 8.2 mm
Peso 162 g 193 g
Display OLED 5,7″ (Smooth Display) da 90 Hz OLED 6,3″ (Smooth Display) da 90 Hz
CPU Qualcomm Snapdragon 855 Qualcomm Snapdragon 855
GPU Adreno 640 Adreno 640
RAM 6 GB 6 GB
Spazio d’archiviazione 64 GB – 128 GB 64 GB – 128 GB
Connettività 4G LTE, Wi-Fi 802.11ac, Bluetooth 5.0, NFC, GPS 4G LTE, Wi-Fi 802.11ac, Bluetooth 5.0, NFC, GPS
Batteria 2.800 mAh 3.700 mAh
Fotocamera anteriore 8 MP 8 MP
Fotocamera posteriore 12 + 16 MP 12 + 16 MP
Video 4K @30 fps 4K @30 fps
Sistema operativo Android 10 Android 10
Colorazioni Just Black, Clearly White e Oh So Orange Just Black, Clearly White

Cosa cambia da Pixel 3 e 3 XL?

Pixel 4 e 4 XL sono praticamente gemelli, ma le differenze con la generazione precedente invece ci sono e sono piuttosto evidenti. Sulla parte posteriore non troviamo più la doppia finitura, lucida nella parte superiore e opaca in quella inferiore, ma un finish univoco che però lascia spazio alle impronte. Insomma, occhio al vetro della back cover perché dovrete pulirlo più frequentemente del previsto.

Ad essere evidente è anche il nuovo modulo quadrato dedicato alla doppia fotocamera: Google quindi ha deciso di aprirsi all’utilizzo di più sensori – cosa che sembrava aver categoricamente escluso l’anno scorso – adottando però una soluzione che lo fa somigliare molto all’iPhone 11. Un problema? in realtà no. Abituarsi sarà questione di minuti e il modulo è così sottile che lo smartphone risulta stabile anche quando lo utilizzate su un piano.

Un evidente cambiamento lo troviamo anche sulla parte frontale: il notch visto sul Pixel 3 XL, che aveva tanto indispettito gli utenti, ora è completamente scomparso.

Piuttosto invariate invece le dimensioni: sulla carte ci sono differenze infinitesimali che spariscono completamente nell’utilizzo quotidiano.

I 90 Hz di Pixel 4

Torniamo a parlare di schermo perché i due display – OLED da 5,7 e 6,3 pollici – portano con sé due gustose novità. La prima si chiama Smooth Display e porta su Pixel 4 i 90 Hz, ma la frequenza d’aggiornamento non è costante. No, non è un errore o una mancanza, ma una scelta: è infatti il cervello dello smartphone a decidere quando avete bisogno di più fluidità, e quindi dei 90 hz, e quando invece possono bastarvi i 60 Hz. Tutto questo garantisce un’esperienza di utilizzo assolutamente soddisfacente senza incidere eccessivamente sull’autonomia. La seconda novità si chiama Ambient EQ, una tecnologia derivata da Nest Hub Max e capace di aggiustare la temperatura colore in base all’ambiente circostante, così da offrire un’esperienza visiva più naturale.

Trovano spazio sulla parte frontale anche una marea di sensori, la fotocamera frontale da 8 megapixel e la capsula auricolare. Sul profilo destro invece abbiamo il tasto di accensione – colorato – e il bilanciere del volume, su quello inferiore lo speaker e l’ingresso USB-C e su quello sinistro lo slot per la SIM. Sì, purtroppo è solo Single SIM e no, non c’è il jack da 3,5 mm e nemmeno un adattatore o le cuffie USB-C come lo scorso anno.

Non ho menzionato il lettore d’impronte perché non c’è. Il colosso americano ha deciso di affidarsi unicamente allo sblocco con il volto tramite riconoscimento 3D. Una scelta che in realtà ho apprezzato moltissimo. Prima di tutto è molto sicuro e, in secondo luogo, è rapidissimo persino al buio. Attenzione però: è molto sensibile. Quindi basta pochissimo per sbloccare il device.

Google Pixel 4 XL recensione: la differenza la fa il software

L’hardware non mi ha sorpreso più di tanto: Snapdragon 855, 6 GB di RAM e GPU Adreno 640. Insomma, un vero top di gamma che vi permette di fare qualunque cosa.

Due i tagli di memoria: 64 o 128 GB. Come al solito potete caricare i vostri scatti su Google Foto contando sullo spazio illimitato che vi mette a disposizione l’azienda di Mountain View. Contrariamente a quanto succedeva lo scorso anno, non potremo caricare le fotografie in qualità originale: lo spazio è illimitato solo se optata per l’Alta qualità, come accade su tutti gli altri smartphone Android. In compenso Big G regala 3 mesi di prova di Google One, il servizio di storage online del colosso americano, ma non a tutti: l’azienda sembra decidere in modo arbitrario chi può approfittare o meno dell’offerta. Io, ad esempio, non ho potuto aderire.

Ma torniamo a parlare di performance e soprattutto di software perché, anche quest’anno, è lui a fare la differenza. Non sto parlando nello specifico di Android 10 ma di tutte quelle accortezze che consentono al sistema operativo di essere in perfetta simbiosi con lo smartphone. Un po’ come iOS su iPhone.

Non voglio però tediarvi con un elenco infinito di novità, chicche e ottimizzazioni quindi ho deciso di citare solo quelle più rilevanti ed interessanti.

Motion Sense

Tutti i sensori che troviamo sulla cornice superiore – quella che ha sconcertato gli amanti del full screen – vengono utilizzati da Motion Sense, una tecnologia che vi permette di interagire con il device senza toccarlo.

A cosa vi serve? Al momento non ci sono ancora moltissime integrazioni ma potete svolgere una serie di operazioni basilari semplicemente con il movimento di una mano. Tra queste la possibilità di cambiare canzone, di posticipare la sveglia e di silenziare le chiamate. Esiste persino uno sfondo animato con i Pokémon che sfrutta Motion Sense per farvi interagire con Pikachu e compagni. Alla lista potete infine aggiungere anche un gioco, Headed South, disponibile gratuitamente sul Play Store.

Il nuovo Google Assistant

Anche l’assistente virtuale di Google è stato aggiornato. Prima di tutto ora parte della tecnologia utilizzata è installata su Pixel 4 e 4 XL. Tutto questo per ridurre le chiamate al server e i tempi di attesa per una risposta, così Google Assistant diventa ancora più veloce.

Il colosso californiano ha inoltre lavorato per migliorare l’interazione con lo smartphone, così da svolgere buona parte delle azioni senza toccare il display.

I sottotitoli automatici

Premendo il bilanciere del volume potrete vedere un piccolo pulsante che vi permette di attivare i sottotitoli automatici.

A cosa servono? Semplice: automaticamente trascrivono i dialoghi dei contenuti multimediali come i video di YouTube o le Stories su Instagram. Il risultato non è per niente male, anzi, torna particolarmente utile quando volete guardare qualcosa ma non volete disturbare tutti gli altri.

L’unica pecca? Per ora funziona solo per la lingua inglese. Ci auguriamo però di vederla presta anche in italiano, cosa che la renderebbe adatta a tutti i non udenti.

Il registratore

Compare per la prima volta un’app di Google dedicata alla registrazione vocale ma non è questa la novità. Il software infatti non solo registra ma trascrive automaticamente tutto il contenuto del file audio. Una funzione per ora limitata alla sola lingua inglese cosa che al momento la rende utile solo se partecipate a conferenze internazionali o se, come noi, vi trovate spesso a condurre interviste in questa lingua.

Per tutti gli altri, beh, abbiate pazienza: una volta in italiano potrebbe essere una manna dal cielo in molte situazioni, a partire dalle lezioni universitarie.

E la batteria?

Parliamo ora di autonomia. Su Google Pixel 4 XL abbiamo una batteria da 3.700 mAh che sfrutta il machine learning per adattarsi al vostro utilizzo e capire come darvi il massimo senza intaccare le attività che svolgete più frequentemente. Tutto questo vi aiuta ad arrivare a fine giornata senza grossi problemi.

Un discorso differente invece vorrei farlo per Pixel 4 che sì, usa lo stesso sistema, ma con i suoi 2.800 mAh fa davvero fatica nei giorni più intensi.

Non tutto è perduto però: li stiamo infatti provando da meno di una settimana quindi, una volta apprese le nostre abitudini, qualcosa potrebbe cambiare.

Google Pixel 4 XL recensione: un vero cameraphone

Uno degli aspetti più interessanti dei nuovi smartphone di Google è sicuramente la fotocamera. Come accennavo poco sopra, questa volta abbiamo due sensori posteriori, uno da 12 e uno da 16 megapixel, accompagnati dalla stabilizzazione ottica, da quella elettronica e dalla tecnologia Super Res Zoom che garantisce foto di qualità anche utilizzando lo zoom.

La più grande novità è sicuramente la doppia esposizione, cosa che elimina un po’ il classico “punta e scatta” ma che, con qualche secondo di pazienza, vi aiuterà ad ottenere scatti ancora superiori rispetto al passato, bilanciando l’immagine anche in pieno controluce. Certo, c’è un po’ di rumore, ma il risultato è comunque sorprendente.

A bordo anche il Live HDR+, che si concentra principalmente sui colori per darvi tonalità ancora più vivide ed una resa cromatica decisamente interessante.

Le modalità invece sono abbastanza invariate: ritroviamo quella Notturna, ora ottimizzata per l’astrofotografia (ma ricordatevi di usare il cavalletto), il Ritratto, il Video (fino a 4K) e qualche sfiziosa funziona come Playground per giocare con la realtà aumentata.

    Vi basterà un’occhiata alle foto qui sopra per capire che Google Pixel 4 e 4 XL sono dei veri cameraphone. Gli scatti sono davvero belli in qualsiasi condizioni di luce e la fotocamera frontale è perfetta per i selfie. A disposizione poi avete la funzione Social Share per condividere al volo le vostre fotografie impostando le 3 app che usate maggiormente.

    Google Pixel 4 XL recensione: acquistarlo oppure no?

    Difficile trovare un vero difetto ai nuovi smartphone di Google. La qualità costruttiva è ottima, il display è davvero bello e come al solito hardware e software raggiungono la simbiosi perfetta, cosa che non troviamo su altri smartphone Android. A tutto questo aggiungiamo la fotocamera che si comporta in maniera egregia. Insomma, li abbiamo adorato. 

    I prezzi poi non sono poi così esorbitanti: Pixel 4 costa 759 euro nella versione da 64 GB e 859 euro in quella da 128 GB. Per la variante XL arriviamo a 899 e 999 euro, rimanendo così sotto il tetto dei 1000 euro.

    Vi ho convinti ma non sapete quale scegliere? Beh, semplice: se cercate un device compatto, puntate su Pixel 4. Se la priorità sono uno schermo abbondante e, soprattutto, un’autonomia più soddisfacente, allora è Pixel 4 XL a fare per voi.

    Google Pixel 4 XL

    • Ottima qualità costruttiva
    • Bel display
    • Simbiosi software/hardware
    • Fotocamera
    • E il grandangolo?
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    Erika Gherardi

    Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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