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GTA V sarà vietato?

È la proposta di un esponente democratico di Chicago, secondo cui il videogioco sarebbe la causa dell’aumento di furto d’auto in città

Il celebre videogame GTA V sarà vietato? La proposta del ban ai danni del videogioco proviene dal democratico Marcus Evans jr. Secondo Evans, l’ultimo capitolo della saga di Grand Theft Auto sarebbe la causa principale dell’aumento dei furti d’auto a Chicago, che nell’ultimo anno sono cresciuti del 135%.

GTA V sarà vietato? La proposta

Il primo promotore della bizzarra proposta di bandire il videogame GTA V è dunque un politico appartenente al Partito Democratico.

Secondo Marcus Evans Jr., GTA e altri videogiochi sarebbero i primi colpevoli del brusco aumento di episodi violenti e furti d’auto ai danni dei cittadini di Chicago. Evans ha chiesto l’emendamento di una legge già esistente, allo scopo di eliminare dal mercato i videogame contenenti scene violente nei confronti di guidatori d’auto o passeggeri.

Gli ha fatto eco il filantropo Early Walker, dichiarando che giochi come Grand Theft Auto hanno un’influenza negativa sulla mentalità dei giovani, che si sentirebbero spronati a commettere atti contro la legge. Vale la pena di ricordare che Walker è l’ideatore di Operation Safe Pump, un’iniziativa che prevede l’utilizzo di guardie armate nelle stazioni di servizio e nei centri commerciali per prevenire rapine e furti di veicoli.

L’allarme che coinvolge i videogiochi ha forse come motivazione il fatto che una percentuale dei furti d’auto a Chicago sono stati commessi da ragazzini tra i dodici e i quattordici anni.

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Il dettaglio dell’emendamento

In Illinois vige già una legge che tutela i minori dai videogame violenti. Categoria nella quale, se passasse l’emendamento proposto da Evans e Walker, rilenterebbero anche GTA V e altri giochi. Più precisamente, tutti quelli in cui gli utenti “controllano un personaggio che all’interno del videogioco è incoraggiato a perpetrare violenza, oppure uccide o altrimenti causa gravi danni fisici o psicologici a un altro essere umano o un animale”.

Cos’è GTA V

GTA V, noto in Italia anche come GTA 5, è a oggi l’ultimo capitolo della fortunatissima serie Grand Theft Auto, sviluppata a partire dal 1997. GTA V, pubblicato nel 2013, è ambientato nello Stato immaginario di San Andreas. La cui capitale, Los Santos, è facilmente identificabile con Los Angeles.

GTA V violento

Successo e critiche

Per dare un’idea dell’enorme successo della serie parlano i numeri. Grand Theft Auto ha venduto complessivamente più di 250 milioni di copie in tutto il mondo, e il dato è fermo alla fine del 2016! Il solo GTA V ha superato i 135 milioni di copie. Grand Theft Auto  risulta a oggi la quarta serie più venduta della storia dei videogame, alle spalle dei miti Super Mario, Pokémon e Tetris.

In effetti i vari capitoli della serie prestano il fianco alle critiche moralistiche: il giocatore è chiamato a muoversi nei panni di un criminale e, conseguenza quasi ovvia, a commettere azioni illegali.

Negli anni la saga si è dunque attratta in gran quantità note di biasimo, denunce e petizioni risentite. Ma, in attesa del sesto capitolo, occorre fare un ragionamento un poco più complesso.

 GTA V va vietato o capito?

Di certo, viste le tematiche trattate in modo esplicito, GTA V è destinato a un pubblico adulto. Tuttavia, come hanno specificato più volte gli autori, le scene di violenza all’interno del gioco hanno una prospettiva di deformazione espressionistica, con un intento parodistico o grottesco. In altre parole, proprio l’indulgere in maniera esasperata sulla violenza dovrebbe fungere – nei confronti di un adulto – da deterrente, da punto di vista critico nei riguardi della violenza stessa.

Vengono alla mente, tralasciando le opere letterarie, decine e decine di film che hanno adottato la medesima tecnica parossistica. E che puntualmente sono stati oggetto di censura e di critica piccata, da un pubblico più superficiale che sensibile. Citiamo almeno quattro celebri pellicole: Il cacciatore di Michael Cimino, Easy Rider di Martin Scorse, Arancia Meccanica di Stanley Kubrick e Le iene di Quentin Tarantino.

GTA V

Gli studi parlano chiaro

C’è di più. Esistono diversi studi che sconfessano il rapporto diretto tra i videogiochi cosiddetti violenti e i reali episodi di violenza. Nell’ottobre del 2019, ad esempio, l’American Psychological Association ha pubblicato un esaustivo report che minimizza il legame tra utenti dei videogame e atti violenti. Concentrarsi su questa causalità, si legge tra l’altro nello studio, distoglie da fattori assai più determinanti, come i problemi sociali e familiari.

Ad analoghe conclusioni è giunto uno studio decennale pubblicato dalla rivista Cyberpsychology, Behaviour and Social Networking.

Ridicendolo con parole nostre: per chi cresce in un ambiente violento, probabilmente l’uso acritico dei videogame sarà uno degli effetti della sua condizione sociale precaria, così come un’eventuale commissione di atti violenti. Che è cosa profondamente diversa dal dire che il videogioco è la causa e l’atto violento è l’effetto.

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Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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