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Hyundai Bayon, la nostra prima prova: il SUV compatto che non si fa sedurre dalle spine, ed è perfetto per la città

Hyundai Bayon, la prima prova: a benzina e GPL, offre spazio e tecnologia

Ormai, il mondo richiede i SUV su ogni segmento. Grandi, piccoli, medi, sportivi, avventurosi, cittadini: l’importante è che abbia le ruote alte e una posizione di guida rialzata. E questa nuova e inedita Hyundai Bayon va a rispondere proprio a questa fame di SUV: si tratta di un crossover a ruote alte leggermente più piccolo di Kona, rispetto alla quale offre un’esperienza più tradizionale e meno avventurosa, perfetta per la vita di tutti i giorni. Ma cosa nasconde dietro la sua estetica particolare Hyundai Bayon? Scopriamolo insieme nel nostro primo test drive della versione 1.0 T-GDI da 100 CV con cambio manuale iMT.

Ma che cos’è Hyundai Bayon? Le differenze con Kona e le sue acerrime rivali

So cosa state pensando cominciando a leggere questa prima presa di contatto: ma cos’è Hyundai Bayon? Come si posiziona all’interno del mercato? E soprattutto, come si pronuncia? Partiamo subito dal nome, che si legge Beyon, all’inglese. Le altre domande invece sono assolutamente pertinenti, poiché sulla carta la sovrapposizione con Kona può sembrare inevitabile. Le dimensioni in effetti sono parecchio simili: nonostante Kona e Bayon poggino su due piattaforme diverse, la prima è lunga 4,20 metri, mentre Bayon si ferma qualche centimetro prima, a 4 metri e 18. I due centimetri di differenza quindi sono davvero pochi: cambiano però quasi totalmente le proporzioni, ma soprattutto è l’indole dell’auto e la sua clientela d’adozione che sono completamente differenti.

Hyundai Kona 2021 frontale

Kona è un B-SUV con un’estetica molto personale, sportiva e avventurosa, disponibile anche in versione sportiva N Line o nell’estrema versione N da 280 CV. Inoltre, all’interno è più curata e raffinata, mentre dal punto di vista meccanico abbiamo tutte le motorizzazioni più avanzate di Hyundai, dal turbo benzina al mild hybrid sia benzina che diesel fino all’ibrido e alla versione elettrica, che abbiamo provato qualche settimana fa. Infine, Kona oltre all’estetica più matura e dura offre anche la possibilità della trazione integrale, una rarità nel segmento.

Hyundai Bayon apertura

Se Kona è quindi un SUV più capace fuori strada, più sportivo e poliedrico, la nuova Hyundai Bayon attacca un altro segmento, quello dei Crossover da città. Non si tratta quindi di un B-SUV dotato di motori potenti, di motorizzazioni full hybrid, trazione integrale e soluzioni tecnologiche super innovative. Bayon è un SUV cittadino, votato all’utilizzo tra le vie del centro ma che non disdegna affatto uscire fuori dai centri abitati per scampagnate o viaggi.

Hyundai Bayon i20

La base meccanica è infatti la stessa di i20, della quale riprende il passo e la larghezza, e non ha motori più potenti di 100 CV né la possibilità della trazione integrale. Bayon punta su un’ottima abitabilità, soprattutto a livello di bagagliaio e spazio per i passeggeri posteriori. Il nuovo SUV coreano non è disponibile neanche a richiesta con la trazione integrale, e l’altezza da terra è buona, adatta per qualche strada bianca, non di certo all’off-road più serio. Inoltre, Bayon parte da un motore molto semplice, il 1.2 benzina da 84 CV, che presto sarà disponibile anche con il GPL, una rarità in questo segmento.

Hyundai Bayon i20 Active

Bayon quindi non è una rivale di Kona, ma sono complementari: Kona offre più sportività, la trazione integrale a richiesta e uno stile molto più personale e riconoscibile. Bayon, invece, punta su convenienza e spazio, strizzando l’occhio alle compatte di segmento B. La nuova B-SUV di Hyundai è quindi la sostituta della i20 Active, la versione “SUVvizzata” della precedente i20. Le sue rivali? Le B-SUV che puntano a convenienza e spazio più che a sportività e off-road, come Ford Ecosport, SEAT Arona, VW T-Cross, Citroen C3 Aircross e la “sorellastra” KIA Stonic, che come target e contenuti si avvicina proprio a Bayon.

Da fuori, è personale e originale: Hyundai Bayon si fa riconoscere

Ma ora basta parlare dell’idea dietro alla nascita di Bayon, e vediamo cosa offre questa nuova SUV compatta di Casa Hyundai, partendo da uno dei punti di discussione più importanti dal suo lancio: l’estetica. Dalle foto, Hyundai Bayon ha diviso molto le opinioni degli appassionati. C’è chi l’ha ritenuta subito molto originale e riuscita, e altri a cui proprio non è andata giù. Dopo aver avuto io stesso qualche dubbio dalle prime foto divulgate, Hyundai Bayon si è rivelata la classica auto poco fotogenica, con una marcia in più dal vivo.

Hyundai Bayon frontale

L’estetica è originale e subito riconoscibile, seguendo il nuovo linguaggio stilistico “Sensous Sportiness” di Hyundai che, partito dalla sorellina i20, si sta facendo strada su tutta la gamma della Casa coreana. Il frontale è la parte più riuscita: la grande presa d’aria anteriore è capovolta rispetto al solito, con una parte alta più stretta e un andamento ad allargarsi verso il basso. Questa grande bocca regala un’aspetto più largo e massiccio all’auto, e ben si sposa con i fari su due altezze di Bayon. La parte alta dei fari accoglie le luci diurne e le frecce, entrambe a LED di serie. Queste due DRL sono poi “unite” da una presa d’aria sottile e orizzontale, che ricorda un po’ gli ultimi prodotti Audi. La parte centrale del proiettore, invece, è alogena sulla versione base XLine e full LED sulla top di gamma XClass.

Hyundai Bayon frontale muso

L’anteriore è poi “incattivito” dal paracolpi argentato che le da un look più da SUV, e ricorda anche la precedente i20 Active. Il cofano è poi piuttosto corto ma slanciato, a suggellare le proporzioni che strizzano l’occhio ad una compatta più che ad un SUV duro e puro. Di lato si nota come Bayon abbia una buona altezza da terra, mentre l’altezza del corpo vettura non sia eccessivo. Bayon si ferma infatti a 1,50 m d’altezza, esattamente a metà tra i20 (5 cm più bassa) e Kona (5 cm più alta). Le proporzioni però sono da vera crossover, con la linea di cintura alta e gli immancabili passaruota in plastica grezza. La fiancata è poi movimentata da due scalfiture in corrispondenza dei passaruota, ripresi dalle ultime Hyundai, mentre a richiesta si può scegliere il tetto a contrasto.

Hyundai Bayon laterale

I cerchi di serie sono in lega da 16″, gli stessi di i20, mentre sull’allestimento XClass si può optare per dei 17 dal disegno inedito. Le maggiori discussioni su Bayon sono poi arrivate per la coda, a dir poco originale. La coda è infatti caratterizzata da una finitura in plastica scura del paraurti posteriore, impreziosito come all’anteriore da un paracolpi argentato. In più, spicca su tutto il posteriore il portellone in parte in nero lucido, di serie su tutte le versioni. L’impatto estetico è piuttosto forte, ma dal vivo rende il posteriore originale e più slanciato di quanto sarebbe se fosse tutto in tinta carrozzeria. I fari poi hanno una firma luminosa a freccia molto particolare, e sono caratterizzati da una struttura tridimensionale a sbalzo. In più, sono collegati da una striscia riflettente, unico rimando in tutto l’esterno alla sorellina i20.

Hyundai Bayon posteriore

Nonostante sia Kona la SUV originale del brand, anche Bayon non è banale, anzi. Il piccolo SUV coreano sfoggia delle linee originali e diverse dal solito, che lo fanno spiccare rispetto alle solite SUV di questo segmento. Di certo però non è un design che può piacere a tutti. Voi cosa ne pensate? Vi piace? Fatecelo sapere nei commenti!

Dentro, la parentela con la i20 è chiarissima: tecnologia e tanti gadget, ma i materiali…

Se fuori Hyundai Bayon si è distinta parecchio dalla sorella “rasoterra” i20, all’interno la parentela con la compatta è davvero evidente. La plancia e gran parte della tecnologia è infatti ripresa completamente da i20, partendo dalle linee della plancia e della consolle centrale. Hyundai Bayon infatti sfoggia lo stesso dashboard originale e diverso dal solito, con la trama a righe orizzontali della bocchetta dell’aria che viene ripresa a tutta larghezza. Spicca lo schermo dell’infotainment a sbalzo, e i comandi del clima separati e fisici.

Hyundai Bayon interni

Il volante, la console centrale e il quadro strumenti digitale sono identici ad i20. Questo significa che l’ergonomia e la qualità degli assemblaggi è molto buona, ma la plastica usata per la plancia non è delle più morbide. Anche dal punto di vista estetico la plancia risulta un po’ dimessa, ed è un vero peccato perchè il resto degli interni è davvero ben riuscito e pensato. Tutto è ben disposto, comodo ed ergonomico, e tutti i tasti più importanti sono fisici per il massimo della praticità in marcia. La situazione estetica poi migliora molto scegliendo il climatizzatore automatico, che con una finitura lucida e un look moderno rende l’interno più piacevole rispetto alle versioni con le classiche rotellone del climatizzatore manuale.

Hyundai Bayon quadro strumenti

Il focus di Hyundai Bayon all’interno è però sulla disponibilità tecnologica. La piccola SUV coreana non ha infatti ereditato da i20 solo gli interni e la meccanica, ma anche l’eccellente dotazione tech, che a noi piace tanto. Su tutte le versioni è infatti di serie il quadro strumenti digitale da 10,25 pollici, bello da vedere e molto chiaro nelle informazioni. Dalle impostazioni è anche possibile modificare il layout degli strumenti, con i classici strumenti analogici sostituiti da degli originalissimi (ma non super intuitivi) quadrettoni per giri del motore e velocità. In più, al suo fianco Bayon offre due schermi dell’infotainment. Il primo è da 8 pollici, ha una risoluzione adeguata ma è anche l’unico nella gamma ad offrire Apple CarPlay e Android Auto wireless, senza cavo.

Hyundai Bayon interni1

Per passare alla versione da 10,25 pollici, dotata anche di connessione BlueLink e di un pannello di qualità superiore, bisogna però rinunciare alla connessione ad Android Auto e Apple CarPlay senza cavo. Una peculiarità molto singolare: per avere l’ultima tecnologia in fatto di connettività bisogna scegliere… lo schermo base. Su tutte le versioni, comunque, non manca il pad per la ricarica wireless dei dispositivi abilitati. Molto bene.

Abitabilità, bagagliaio e ADAS al massimo della categoria

Nonostante quindi Hyundai Bayon sia l’auto d’accesso per il mondo SUV di Hyundai, dal punto di vista di contenuti tecnologici non si direbbe essere la “più piccola” della classe. E questa sensazione di piccola non così piccola continua vedendo l’abitabilità, lo spazio nel bagagliaio e soprattutto la dotazione di sicurezza.

Partiamo dall’abitabilità, che è pressochè molto simile davanti a quella, ottima, di i20. La posizione di guida è rialzata ma non troppo, per dare quella sensazione da SUV ma senza perdere in abitabilità e piacere di guida. Lo spazio anche per i più alti è infatti ottimo, con tanto spazio per gambe, spalle e testa. Dietro, rispetto ad i20 l’aria a disposizione dei passeggeri è migliore, con una ottima disponibilità di spazio per la testa. A livello di gambe e ginocchia non sembrerà di stare su una Santa Fe, ma a livello di abitabilità posteriore Bayon non costringe a nessuna rinuncia.

Hyundai Bayon bagagliaio

Bene anche il bagagliaio, che si attesta ad un ottimo valore di 411 litri, quasi al top della categoria. Peccato però che questa capacità sia propria solo della 1.2 da 84 CV. La versione 1.0 T-GDI mild hybrid della nostra prova, infatti, ospita sotto il pianale di carico la batteria del sistema ibrido. Questo fa scendere la capacità da 411 a 321 litri, perdendo i 90 litri del doppiofondo. Nonostante questo, però, il vano è squadrato e molto regolare, e caricare tutti i nostri bagagli è facilissimo.

Hyundai Bayon quadrati

Chiudiamo con la dotazione di dispositivi di sicurezza alla guida, davvero completa. Di serie, Bayon offre diversi ADAS. A partire dalla frenata automatica che riconosce anche ciclisti e pedoni, gli abbaglianti automatici, che riconoscono se il traffico si trova su un’altra carreggiata o un’altra corsia, il Lane Keeping Assist, l’avviso di stanchezza del conducente e il riconoscimento dei segnali stradali. Il più interessante è però lo Smart Cruise Control, che regola la velocità non solo tenendo conto dei limiti di velocità, ma comunica con il navigatore dell’auto e gestisce la velocità e l’erogazione di potenza in corrispondenza del tipo di strada incontrata. Infine, il sistema è in grado di arrivare fino a 0 km/h nelle versioni con cambio automatico, mentre sfrutta il Coasting nelle versione con il cambio manuale iMT.

Sotto la pelle, va controcorrente: non c’è la spina, ma c’è la trazione anteriore e il GPL

Abbiamo introdotto quindi la questione meccanica, che su Bayon è davvero molto semplice e tradizionale. Mentre infatti su Kona abbiamo la versione ibrida, quella sportiva N Line e la Hot SUV Kona N da 280 CV, senza dimenticare le motorizzazioni diesel e la Kona Electric (di cui trovate la nostra prova in fondo alla pagina), Bayon offre solo due motorizzazioni.

Hyundai Bayon 48V

Niente diesel, niente elettrico e niente ibrido puro. I due motori previsti su Bayon sono due motori ormai storici della gamma Hyundai, il 1.2 benzina e il 1.0 T-GDI turbobenzina mild hybrid. Il primo motore è il classico 4 cilindri 1.2 aspirato da 84 CV e 120 Nm di coppia, accoppiato solo al cambio manuale a 5 marce. Si tratta di un propulsore con più di 15 anni di storia, moderno, affidabile e fluido. In più, Hyundai sta preparando insieme al partner BRC un impianto a GPL proprio per questo motore, per abbattere i costi di gestione e utilizzo. Le prestazioni di questo 1.2 non sono eccezionali (0-100 km/h in 13,5 s, 165 km/h), ma da buon motore d’attacco è facile da guidare e sufficientemente vivace per la vita cittadina.

Hyundai Bayon motore 1.0

Al top dell’essenziale gamma abbiamo poi l’apprezzatissimo 1.0 tre cilindri turbobenzina da 100 CV e 175 Nm di coppia. Si tratta di un tre cilindri moderno ed efficiente, che ormai si accoppia alla perfezione con il modulo Mild Hybrid a 48 V di Hyundai. È lo stesso motore che abbiamo provato su i20 a fine 2020, e di cui trovate di nuovo la prova in fondo alla pagina. I cambi disponibili? Abbiamo il doppia frizione DCT a 7 rapporti, classico della gamma Hyundai, e il nuovo iMT, il “manuale intelligente” che ha debuttato proprio con i20.

Hyundai Bayon frizione

In breve, questo cambio manuale ha una frizione comandata elettronicamente e non con collegamenti meccanici. Questo accorgimento, inavvertibile alla guida, permette al sistema di “staccare” il motore dal cambio in rilascio del gas, e quindi di veleggiare al minimo dei giri. In più, con il sistema 48V, quando viene “staccato” il motore si spegne, facendo viaggiare l’auto nel completo silenzio e senza consumare una goccia di benzina.

Hyundai Bayon coasting

Un sistema tecnologico e piuttosto complesso, che però promette di dare grandi soddisfazioni su strada e dal benzinaio. La base telaistica è infine invariata da quella apprezzata su i20. Il telaio è lo stesso, e anche lo schema sospensivo (McPherson all’anteriore e ponte torcente al posteriore) è invariato. Le prestazioni della versione da noi provata, la 1.0 turbo con cambio iMT, poi, sono più che soddisfacenti. L’accelerazione da 0 a 100 km/h è coperta in 10,7 secondi, per una velocità massima di 183 km/h. Le premesse per un SUV compatto piacevole da guidare ci sono tutte. Come si comporterà Bayon su strada?

Ma come va Hyundai Bayon su strada? Rilassante e facile, adatta a tutti

Salendo su Hyundai Bayon, fin dai primi metri si capisce come non ci si trovi di fronte ad un’auto che fa del piacere di guida la sua missione. I sedili sono contenitivi ma molto comodi, e fin dai primi metri la frizione leggera e il motore fluido e regolare mettono a proprio agio. Abbiamo provato Bayon per una sessantina di km nei dintorni di Lecco tra città strettissime, superstrada e un bel tratto lungolago. In tutte queste situazioni Bayon è sempre stata agile, scattante e facilissima da guidare.

Hyundai Bayon guida anteriore

Perde infatti quell’assetto sportiveggiante e intrigante di i20, puntando tutto su confort e relax. Le sospensioni non sono mai fastidiosamente cedevoli, ma si rivelano piacevolmente morbide in città e sulle buche. Lo sterzo è anch’esso preciso e piuttosto diretto, ma è molto leggero e da il meglio di sé quando non lo si stressa più di tanto. Lo sterzo si può “indurire” elettronicamente quando si vuole spingere, selezionando una delle tre modalità di guida: Eco, Normal e Sport. In Eco, il motore nelle ripartenze da fermo è leggermente troppo addormentato, mentre il Normal e Sport spinge e bene e col giusto vigore. Se il motore si “sveglia” in modalità Sport, lo sterzo rimane sempre piuttosto turistico a livello di peso.

Hyundai Bayon guida posteriore

Bayon non ha alcuna velleità sportiva, che vengono demandate alla cugina “dinamica” Kona o alla piccola i20. Si rivela però sempre piacevole da guidare, con un telaio preciso e composto, un’ottima tenuta di strada e un motore vispo e pronto. Il 1.0 T-GDI ha solo un piccolo “scalino” di coppia intorno ai 2500-3000 giri, quando il turbo entra in coppia, nelle modaità Eco e Confort. In Sport, la gestione del motore è ottima, e lo scalino si limita quasi del tutto. Inoltre, grazie alla piacevole idea della doppietta automatica in scalata in modalità Sport, anche tra le curve non delude. Il peso molto basso, di poco superiore ai 1100 kg col cambio manuale, aiuta tra le curve e in città a sentire un’auto leggera e agile tra le mani. Una sensazione che, con le grosse SUV e le elettriche a cui siamo abituati, sta andando un po’ perdendosi.

Hyundai Bayon Sport mode

Il peso ridotto aiuta poi non poco i consumi, davvero contenuti. Nel mio utilizzo ho totalizzato circa 18 km/l, un risultato davvero interessante contando la poca attenzione ai consumi tenuta. Merito è anche e soprattutto dell’intelligente cambio iMT. Sfruttando il veleggio, infatti, ho percorso parecchi km con il motore spento, ottenendo un consumo di 0 l/100 km e sfruttando la rigenerazione della batteria, utile poi in fase di ripartenza. Con questo motore, i 20 km con un litro non sono impossibili da raggiungere. Peccato per l’assenza della versione da 120 CV, non importata per evitare sovrapposizioni con Kona ma che avrebbe reso Bayon ancora più poliedrica.

Hyundai Bayon posteriore1

Difetti? In un quadro così votato al confort, stona un po’ qualche fruscio aerodinamico di troppo alle velocità più alte. Niente che rovini l’atmosfera, anzi. Ci sono però delle rivali che fanno meglio. Su Bayon, però, si può ovviare al problema con l’ottimo impianto Bose optional presente sulla nostra versione topo di gamma XClass. Inoltre, le sospensioni sono comode sul 90% delle asperità, ma sulle buche più grandi o i dossi più pronunciati le sospensioni “regalano” un tonfo sordo poco piacevole. Nulla che una messa a punto non possa risolvere. Peccato infine per la visibilità posteriore, un po’ limitata dall’estetica personale. Per fortuna però la retrocamera di cui era dotato il nostro esemplare ovviava al problema, ed era anche di qualità eccellente, migliore anche di auto ben più costose.

Per chi è pensata Hyundai Bayon?

Hyundai Bayon è quindi una SUV compatta con tanto spazio all’interno, un motore parco e pronto anche fuori città e una guida facile, agile e disinvolta. Ma a chi è diretta questa nuova Bayon? Dopo averla provata per qualche ora, sono d’accordo con la visione di Hyundai di questo modello. Nella gamma della Casa ci sono SUV spaziosi, comodi e adatti ai viaggi, mentre mancava un SUV d’attacco, pensato per la vita cittadina.

Hyundai Bayon guida anteriore1

La sola trazione anteriore e i motori con al massimo 100 CV fanno capire la dimensione prettamente urbana di questa Bayon. Una SUV che va a rispondere alle esigenze di una compatta del segmento B, offrendo però più spazio, tanto confort e un’estetica audace e originale. Più che una rivale per la Kona, quindi, è più una versione “sensibile e spaziosa” della piccola i20. Bayon è infatti perfettamente a suo agio in città, dove lo sterzo leggero, i motori parchi e pronti e la praticità la fanno svettare tra le rivali. In più, grazie al Cruise Control adattivo tarato benissimo e alla ottima dotazione tecnologica, si comporta molto bene anche fuori città e nei viaggi lunghi.

Hyundai Bayon chiusura

Se però viaggiate spesso per centinaia di km, è ancora meglio puntare su Kona, più adatta alle lunghe percorrenze. Se poi volete dalla vostra crossover sportività o motorizzazioni ibride o elettriche, Kona e Tucson sono ancora una spanna su. Come auto da tutti i giorni, però, Bayon è davvero a fuoco, una degna erede delle compatte di Segmento B che sempre più terreno cedono ai SUV.

Quanto costa? Con gli sconti, si scende sotto i 17.000 euro

L’ultimo grande asso Bayon se lo gioca nel listino. A parità di allestimento, infatti, Bayon fa risparmiare circa 2.800 euro rispetto a Kona, e si piazza con un prezzo molto aggressivo nel segmento. Gli ordini di Hyundai Bayon partono infatti da questo mese di luglio, con le prime consegne previste per settembre, e l’offerta finanziaria è molto aggressiva.

Hyundai con Bayon ha puntato sulla semplificazione. Ci sono solo due allestimenti: XLine, concreto e dotato di tutte le cose che servono (navigatore da 8 pollici, quadro strumenti digitale, ricarica wireless,…), e XClass, quello della nostra prova, più sfizioso e completo. Il prezzo per una versione 1.2 XLine è davvero interessante: si parte infatti sotto i 20 mila euro, a 19.800 euro. Per passare al motore 1.0 T-GDI servono 2000 euro in più, mentre per l’allestimento XLine si parte da 21.650 euro.

Anche gli optional sono raggruppati in pacchetti convenienti, per costruirsi la propria Bayon da zero. Il prezzo per una versione top di gamma come la nostra? Circa 26.500 euro, un prezzo giusto ma non stracciato per la nostra versione superaccessoriata. Ma Hyundai ha pronte diverse offerte, con uno sconto minimo di 2900 euro per tutte le motorizzazioni. Questo porta il prezzo d’attacco della versione XLine a scendere sotto i17.000 euro, a 16.900 euro. Per tutte le offerte e i finanziamenti e capire tutte le dotazioni, vi rimando alla piattaforma online di Hyundai, Cl!ck To Buy, dove potrete acquistare l’auto direttamente da casa.

Arrivato alla prova di Hyundai Bayon, non mi aspettavo di incontrare un’auto particolarmente sorprendente. Invece, dietro la sua corazza originale e discussa si nasconde un’auto con tanti contenuti e un prezzo davvero interessante. Non sarà la crossover più piacevole da guidare né la meglio rifinita, e penso non finirà mai prima al concorso di Villa D’Este. Hyundai Bayon ha però una qualità sempre più rara: è ottima in quello per cui è stata pensata. Questo crossover cittadino è agile e comodo in città, sa fare i lunghi viaggi e offre confort, tecnologia e bassi consumi. E non è tutto quello che cerchiamo da un’auto cittadina? Se non avete velleità sportive o pretese di interni lussuosi, questa piccola crossover coreana potrebbe fare al caso vostro.

Non perderti la prova su strada della sorella compatta di Bayon, i20, e della sua “sorellona” Kona!

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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