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Intelligenza artificiale nei concorsi per la pubblica amministrazione

L’idea è di Renato Brunetta, ministro della pubblica istruzione. I dettagli del progetto e i dubbi sulla privacy

L’intelligenza artificiale entrerà nei concorsi per la pubblica amministrazione.

Questo è solo uno dei punti del più ampio e ambizioso progetto di Renato Brunetta, ministro per la pubblica amministrazione. Che mira a digitalizzare e snellire le procedure concorsuali. Scopriamo come.

Intelligenza artificiale e pubblica amministrazione: il progetto Brunetta

Per il suo denso intervento Renato Brunetta ha scelto il Workshop Ambrosetti, meeting annuale di finanza.

Secondo il ministro, entro metà aprile dovrebbe essere approvato il decreto per la riforma del reclutamento dei dipendenti pubblici. Il pacchetto di proposte mira a velocizzare e semplificare le modalità di selezione dei candidati.

Le proposte nel dettaglio

Anzitutto verranno modificati i meccanismi di selezione dei candidati. Saranno reclutati ingegneri, analisti ed esperti di progettazione e pianificazione. Insomma: profili nuovi e dinamici.

“È nostra intenzione dotare la pubblica amministrazione delle migliori competenze e favorire un rapido ricambio generazionale, che la porti in linea con le esperienze più avanzate realizzate nei Paesi nostri concorrenti”. Queste le parole di Brunetta.

Ricordiamo che a oggi l’età media dei dipendenti della PA è di 50,7 anni, il 16,9% del totale ha più di 60 anni e solo il 2,9% meno di 30.

Si abbandoneranno i concorsi centralizzati e le graduatorie a scorrimento con efficacia pluriennale. Sarà inoltre ridotta la durata dei test: dalle sei ore previste attualmente si passerà a prove che dureranno meno di un’ora.

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Il ruolo dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale nei concorsi per la pubblica amministrazione avrà l’importante compito di renderli più semplici e rapidi. Basti pensare che a oggi un concorso in Italia dura in media quattro anni.

Nel futuro prossimo i concorsi consisteranno in un’unica prova digitale a crocette, con la formula del test a risposta multipla. Per la selezione dei curricula dei candidati e per le prove a crocette, il ministro ha annunciato l’impiego dell’intelligenza artificiale.

Si svolgeranno localmente, abbandonando la pratica del modello centralizzato, individuata come una delle cause della lentezza dell’iter concorsuale.

“I concorsi carta e penna non si fanno più da nessuna parte in Europa”, ha dichiarato Brunetta. “Io propongo di eliminare la carta e la penna e anche di eliminare i concorsi che durano 5-10 anni. Non sono possibili i concorsi in cui arrivano 170.000-200.000 richieste e i candidati vengono riuniti negli stadi. In nessuna parte del mondo il reclutamento si fa così”. Il ministro aggiunge che è arrivata l’ora di “voltare pagina”. E cioè di utilizzare  “le nuove tecnologie, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale”.

Il primo test del nuovo corso

Il primo test del modello Brunetta sarà quello per 2.800 assunzioni al Sud. Brunetta ha detto che con questo concorso “in cento giorni assumeremo 2.800 professionisti high skill per le amministrazioni del Sud”.

Cinque i profili tecnici richiesti: ingegneri, esperti gestionali, project manager del territorio, amministrativi giuridici e project data analyst. Sono state rese note le procedure per la selezione rapida (modalità fast track): prima selezione sui titoli, unica prova digitale in più sedi decentrate, pubblicazione delle graduatorie, assunzioni veloci.

Il bando sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a inizio aprile. Sarà possibile presentare le candidature entro 15 giorni.

Una prima graduatoria di 8.400 candidati idonei per titoli sarà pronta a maggio, mentre la prova scritta in modalità telematica si svolgerà a giugno. Le procedure dovranno concludersi entro 100 giorni dal bando: entro il mese di luglio avverranno la pubblicazione delle graduatorie di vincitori e idonei e le assunzioni del personale.

Renato Brunetta

Verso la cittadinanza digitale

Il progetto Brunetta non solo conferma la crescente attenzione dell’Italia verso l’intelligenza artificiale. Ma rientra anche nell’obiettivo di realizzare la piena cittadinanza digitale entro il 2026, come dichiarato dal ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao.

L’idea di Colao è quella di fornire un’identità digitale per i principali servizi al cittadino, assicurando elevati standard di sicurezza a tutela di dati e informazioni.

I dubbi sul modello Brunetta

Proprio la sicurezza dei dati personali è al centro dell’interrogazione parlamentare promossa da Alessandro Fusacchia. Fusacchia è coordinatore dell’integruppo parlamentare sull’intelligenza artificiale, costituito nel 2019.

Nel testo dell’interrogazione Fusacchia chiede al ministro Brunetta “in cosa consista esattamente il ricorso all’intelligenza artificiale” rispetto alle procedure di selezione. Domanda inoltre quali tutele verranno garantite ai candidati “attraverso una combinazione tra software applicativi e competenze umane”.

Un altro dubbio di Fusacchia riguarda le modalità di valutazione delle “competenze sia trasversali e manageriali sia verticali, legate alle nuove sfide che il Paese deve affrontare, a partire dalla transizione ecologica e dalla transizione digitale”.

Va ricordato che il GDPR stabilisce il diritto dei candidati a non essere valutati solo attraverso procedure automatizzate ma anche rispetto alla selezione delle competenze.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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