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Milan Games Week 2018 – La nostra selezione delle novità indie

Direttamente dallo stand di AESVI, ecco un assaggio della produzione indipendente videoludica tutta italiana

4. Another Sight

Un punto di vista diverso sulla vita e sul modo di concepire la creazione stessa di un videogioco. Questo è quanto viene esposto da Andrea Basilio, membro di Lunar Great Wall Studio, con il loro titolo ormai completato, Another Sight. Un team che arriva da lavori precedenti di tutt’altro genere, ognuno di loro ha cercato di fare la differenza creando un gioco dove ognuno potesse dare risalto alla propria creatività e autorialità.

Così nasce la storia di una ragazzina che diventa man mano adulta, affetta da cecità, una rielaborazione videoludica coadiuvata dall’Istituto dei Ciechi di Milano, che da anni porta avanti il progetto del Dialogo nel buio. Un’esperienza grazie alla quale si può comprendere sulla propria pelle le sensazioni provate e le situazioni vissute da ogni persona portatrice di questa disabilità. Attraverso i suoni dunque, queste persone riescono a rielaborare l’ambiente circostante, ed è così che il team ha inserito un elemento di eco-localizzazione basata sull’arte.

Non sono però mancati elementi di svago, in modo da proporre questo tema in modo più solare e creando un collegamento creativo tra il mondo reale e quello immaginato dai non vedenti. Sono stati inseriti molti artisti realmente esistiti, scienziati e personaggi famosi del passato, da Monet a Debussy, passando per Edison, Tesla e molti altri, che hanno a loro volta rivisto il mondo con occhi diversi. Ambientato in una Londra sotterranea in epoca vittoriana e ispirata al libro Underworld, il team vuole offrire una rappresentazione artistica senza però impostare una precisa linea interpretativa, affinché ognuno possa liberamente trarre un proprio, personalissimo insegnamento.

Con due personaggi giocabili e interscambiabili in ogni momento, in questo platform a scorrimento 2.5D guideremo sia la ragazzina che il suo gatto, un animale che ci offre una visione tutta impostata come se stessimo davvero guidando un felino, percependo il mondo con sensazioni e capacità affatto aderenti agli esseri umani da una parte e agli animali dall’altra. Perchè non un cane, solitamente accompagnatore di persone non vedenti? A detta del team, il gatto è tradizionalmente legato al mistero, oltre ad avere una relazione molto particolare con la ragazzina, in un titolo, dalle premesse che incuriosiscono davvero molto e dalla potenzialità educativa e culturale non indifferente.

Uscito il 6 settembre 2018 su Steam, nei primi mesi del 2019 sarà su Playstation 4, Xbox One e Switch e sta  già registrando un buon interesse di pubblico. Seguite il titolo su Steam, a breve ci saranno importanti aggiornamenti e sorprese che non potete perdere!

5. Antura and the Letters

Ci sono milioni di bambini che faticano a imparare le basi di lettura e scrittura, nel momento in cui si trovano a vivere in zone colpite da guerre e conflitti. Il governo norvegese decide così di emanare un bando in modo da trovare degli sviluppatori per dare vita a un progetto non troppo ambizioso, quanto fondamentale. Così nasce Antura and the Letters, sviluppato da Videogame Without Borders, in collaborazione con una università tedesca. Da marzo 2016 sono cominciati i lavori, terminati con il rilascio gratuito a marzo 2018 di questa applicazione per iOS e Android, seguita da Linus e Windows, che ha da subito ottenuto riscontri molto positivi e ha sollevato l’interesse di diversi governi nel mondo.

La creatività alla base del percorso pedagogico e formativo è stata senza limiti, favorendo così il lavoro del team che ha “solo” dovuto rispettare alcuni standard culturali della popolazione a cui si sta rivolgendo, nel caso specifico si tratta di popoli siriani e arabi. Propone contenuti apolitici, aconfessionali e totalmente neutrali, non solo nei contenuti e nelle parole, ma anche nella rappresentazione grafica dei vari personaggi; ad esempio, i disegni non devono essere rappresentati con colori o caratteristiche che rischiano di essere fastidiose per la popolazione di riferimento. La cultura target di questo progetto è così importante che il nome stesso, Antura, deriva da un eroe della mitologia siriana, mentre il voice over nel gioco è stato doppiato da un attore famoso, sempre siriano.

Con più di 70.000 download, il mondo della gamification si è accorto di questo progetto dall’evidente importanza sociale, valutandone la potenzialità come percorso di apprendimento graduale: con sei mondi, si comincia con le lettere, passando alle parole sempre più complesse, da disegnare sullo schermo man mano che i simboli compaiono. Ogni minigioco, per un totale di 27 meccaniche diverse, presenta diverse attività, tutte rivolte a un target focus di bambini tra 5 e 10 anni, ma proponendo un linguaggio standard arabo. L’interesse si estende in automatico a tutti coloro che desiderano mantenere attivo l’apprendimento di questo idioma. Il team si sta già attivando per alcune versioni internazionali con adattamenti a lingue e culture diverse, come l’Uruguay, la Turchia e l’Iran, espandendo sempre di più questo progetto fondamentale e portatore di cultura e istruzione.

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Francesca Sirtori

Indielover, scrivo da anni della passione di una vita. A dispetto di tutti. Non fatevi ingannare dal faccino.
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