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Missioni spaziali nel prossimo futuro

Il futuro dell’esplorazione spaziale, nel 2020 e oltre
Quest'anno è il primo di un decennio pieno di missioni spaziali che ci porteranno sulla Luna, e più vicini a Marte


“Spazio: ultima frontiera”. E non è solo l’Enterprise a voler “arrivare coraggiosamente là dove nessun uomo è mai giunto prima”: negli ultimi anni stiamo assistendo ad un rinnovato interesse per le missioni spaziali. Governi ed aziende private hanno aumentato gli sforzi per esplorare il nostro sistema solare. Nel prossimo decennio l’umanità tornerà a mettere piede sulla Luna dopo oltre cinquant’anni e preparerà la strada per arrivare su Marte.

Una nuova “corsa allo spazio”

Era dalla fine degli anni ’60 che non venivano programmate tante missioni spaziali come in questi ultimi anni. All’epoca la Guerra Fredda aveva prodotto una competizione forsennata fra URSS e USA, portando le superpotenze a investire enormi somme di denaro in quella che è stata definita “la corsa allo spazio“.

Oggi le nazioni che lanciano missioni spaziali sono aumentate. Se è vero che la NASA è ancora il punto di riferimento per l’esplorazione del nostro sistema solare (e lo sarà per il prossimo futuro), oggi la realtà è molto più complicata.

La ESA, la Agenzia Spaziale Europea, partecipa da sempre alle missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ed è pronta a portare il rover Rosalind Franklin su Marte nel 2022. Ad inizio 2019 la Cina ha fatto atterrare il rover Chang’e 4 sul lato oscuro della Luna, e punta a portare degli astronauti sul nostro satellite nei prossimi anni. L’agenzia indiana ISRO ha due missioni attive sulla superficie lunare e un satellite orbitante Marte. E anche Giappone, Israele, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita hanno intenzione di lanciare missioni in orbita.

La Russia produce le navicelle spaziali Soyuz, che hanno portato alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) tutti gli astronauti dal ritiro dello Space Shuttle nel 2011. Almeno fino a pochi giorni fa, quando i razzi Falcon 9 di SpaceX hanno portato gli astronauti in orbita nel modulo Crew Dragon.

Missioni spaziali spaceX crew dragon
Doug Hurley e Bob Benhken su Crew Dragon

Tutti i passaggi della ISS sull’Italia

Passa sopra di noi a 28800 chilometri all’ora, compiendo quasi 16 giri attorno alla Terra ogni giorno (circa uno ogni 90 minuti). E tutte le sere, dopo le 10 di sera, è visibilissima ad occhio nudo. Calata la notte, alzate gli occhi al cielo: la ISS sembra un grosso aereo dalle luci fisse. Appare a nord e scompare a sud in circa dieci minuti. Vederla è un’esperienza imperdibile ed è per questo che vi elenchiamo gli orari esatti dei suoi passaggi nel cielo d’estate:

Giugno:

  • 28 giugno 2020 alle 4.53 e 21 secondi
  • 29 giugno 2020 alle 4.06 e 34 secondi
  • 30 giugno 2020 alle 4.53 e 18 secondi

Luglio:

La ISS sarà  visibile moltissime volte (qui l’elenco completo), ma quelle prima della mezzanotte sono:

  • 13 luglio 2020 alle 22.30 e 42 secondi
  • 14 luglio 2020 alle 23.18 e 11 secondi
  • 15 luglio 2020 alle 22.30 e 6 secondi
  • 16 luglio 2020 alle 21.42 e 13 secondi e alle 23.18 e 37 secondi
  • 17 luglio 2020 alle 22.30 e 15 secondi
  • 18 luglio 2020 alle 21.41 e 59 secondi e alle 23.19 e 17 secondi
  • 19 luglio 2020 alle 22.30 e 46 secondi
  • 20 luglio 2020 alle 21.42 e 18 secondi e alle 23.19 e 55 secondi
  • 21 luglio 2020 alle 22.31 e 25 secondi
  • 22 luglio 2020 alle 21.42 e 52 secondi e alle 23.20 e 20 secondi
  • 23 luglio 2020 alle 22.31 e 55 secondi
  • 24 luglio 2020 alle 21.43 e 26 secondi e alle 23.20 e 30 secondi
  • 25 luglio 2020 alle 22.32 e 9 secondi
  • 26 luglio 2020 alle 21.43 e 46 secondi e alle 23.20 e 31 secondi
  • 27 luglio 2020 alle 22.32 e 12 secondi
  • 28 luglio 2020 alle 21.43 e 51 secondi e alle 23.20 e 35 secondi
  • 29 luglio 2020 alle 22.32 e 10 secondi
  • 30 luglio 2020 alle 21.43 e 47 secondi e alle 23.21 e 1 secondo
  • 31 luglio 2020 alle 22.32 e 18 secondi

Agosto:

  • 1 agosto 2020 alle 21.43 e 45 secondi
  • 2 agosto 2020 alle 22.33 e 10 secondi
  • 3 agosto 2020 alle 21.44 e 3 secondi
  • 25 agosto 2020 alle 5.32 e 39 secondi
  • 27 agosto 2020 alle 4.44 e 56 secondi
  • 28 agosto 2020 alle 3.58 e 16 secondi
  • 29 agosto 2020 alle 3.58 e 16 secondi e alle 5.31 e 9 secondi
  • 30 agosto 2020 alle 4.44 e 26 secondi
  • 31 agosto 2020 alle 3.57 e 40 secondi e alle 5.30 e 33 secondi

Se sete interessati, c’è anche un’app per non perdersi uno dei passaggi della ISS quest’estate:

Stazione Spaziale ISS Detector
Stazione Spaziale ISS Detector
Developer: RunaR
Price: Free+

Le missioni spaziali diventano private

La più grande differenza rispetto alla Guerra Fredda, tuttavia, è che nel nuovo millennio ci sono state e ci saranno missioni spaziali private. Da qualche hanno a questa parte aziende private come Axiom hanno progettato e  costruito moduli per la ISS. Altre aziende, come le americane BoeingSpaceX, stanno costruendo razzi e veicoli spaziali per portare gli astronauti fuori dalla nostra atmosfera. Anche perché l’inaugurazione di Space Launch System (SLS), con cui la NASA vuole sostituire lo Space Shuttle, è stata rimandata all’anno prossimo. Ma anche quando il nuovo sistema sarà in funzione, si pensa che aprire al mercato privato possa portare ad un abbassamento dei costi ed un incremento del numero di lanci.

L’apertura del mercato spaziale ai privati non è pensata solo in supporto ai lanci scientifici. Alcune aziende stanno pensando a come guadagnare in orbita con il turismo spaziale o con ambiziosi progetti su altri pianeti. In questa “corsa allo spazio per miliardari” (come la definisce Wikipedia) gli attori principali sono: SpaceX, Blue Origins e Virgin Galactic.

E la NASA fa quadrare i conti

Tagliati i finanziamenti illimitati del governo USA da Obama, perché in effetti ingiustificati per troppi anni, la NASA ha rischiato di sparire. Solo grazie all’interesse di privati nell’esplorazione spaziale, la NASA è riuscita non solo a far quadrare i conti ma a tornare una grande protagonista del nostro futuro, nell’insolita figura di consulente. Space X e le altre non sarebbero in grado di prendere il volo senza il know how della NASA, pagato profumatamente.

SpaceX

SpaceX, la compagnia di Elon Musk, realizzerà 15 lanci commerciali entro la fine dell’anno. La meta è spesso la ISS, soprattutto per trasporto merci. Ogni lancio della società costa in media 80 milioni di dollari. Anche se secondo Forbes il valore in borsa della società è spinto dal progetto Starlink, che prevede di mettere in orbita 12 mila satelliti per portare internet in ogni angolo del pianeta. L’obiettivo più ambizioso di SpaceX è “di rendere l’umanità multiplanetaria” colonizzando Marte. La compagnia prevede di toccare il pianeta rosso nel 2022, e di far partire la prima missione umana per il 2024 o 2026 (anche se la stessa società definisce questo obiettivo “ispirazionale”). Secondo Musk, l’umanità potrebbe vivere nella prima città marziana entro il 2050.

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  • Per favore utilizzare misura guida in galleria immagini
  • Merce NASA con licenza ufficiale

Blue Origins

Blue Origins è l’azienda spaziale fondata da Jeff Bezos, proprietario di Amazon. Collabora con la NASA dal 2009, occupandosi principalmente di lanci sub-orbitali e della costruzioni di razzi riutilizzabili (come SpaceX). Una delle tecnologie sviluppate da Blue Origins che interessa alla NASA è il LAS, ossia una capsula d’emergenza che permette di salvare gli astronauti in caso di pericolo in fase di lancio. Nel maggio 2020 è stata selezionata insieme a SpaceX e Dynetics per la costruzione di un lander, ossia una navicella di atterraggio, per la missione Artemis, che riporterà l’uomo (e la prima donna) sulla Luna.

Virgin Galactic

Virgin Galactic, fondata da Richard Branson, ha come missione quella “di ridisegnare il rapporto dell’uomo con la Terra e il cosmo”. In pratica, vuole essere la prima compagnia commerciale per i voli spaziali sub-orbitali. Volare ad oltre 100 km dal terreno, restando fino a 6 minuti in assenza di gravità. Questa possibilità in realtà esiste già, e la offre la Roscosmos, l’equivalente russa della NASA, per 20 milioni a volo. Ma Branson vuole rendere il turismo spaziale più “abbordabile”, per così dire, caricando sulla sua SpaceShip Two 500 passeggeri ogni anno al costo di 200 mila dollari ciascuno.

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Tutte le missioni spaziali del prossimo decennio

Il prossimo decennio è veramente ricco di missioni spaziali importanti, sia per conoscere meglio l’universo che per esplorare il nostro sistema solare (qui trovate l’elenco completo).

2020

Con tante agenzie nazionali e sovranazionali, oltre al crescente mercato privato, il calendario delle missioni spaziali si è arricchito. Tanto che sarebbe troppo lungo riportare tutte i lanci che avverranno quest’anno (lascio un link per chi volesse approfondire).  Ma ci sono alcuni lanci che non possono davvero passare inosservati.

Il volo degli astronauti Doug Hurley e Bob Benhken di settimana scorsa (31 maggio 2020) è stato un momento storico: non solo gli Stati Uniti hanno lanciato in orbita delle persone dopo 9 anni in cui si sono affidati ai russi, ma è stato anche il primo lancio con equipaggio effettuato da un privato, SpaceX.

La Cina punta a portare un altro rover sulla Luna, Chang’e 5. La missione raccoglierà rocce lunari per poi tornare sulla Terra, dove saranno studiate. Non è stata comunicata una data precisa per il lancio ma sappiamo che avverrà entro la fine del 2020. Tianwen-1 sarà la prima missione cinese su Marte, con una stazione orbitante e un rover. Partirà a luglio 2020, per arrivare su Marte nel febbraio del 2021.

La Nasa lancerà invece il rover Perseverance su Marte, nel cratere Jazer. La finestra per il lancio è dal 17 luglio al 5 agosto 2020, e l’arrivo sul pianeta rosso è previsto per il 18 febbraio 2021. A differenza degli altri rover su Marte come Curiosity (cui il suo profilo Instagram), Perseverance avrà un trapano per scavare il terreno marziano. Quando tornerà sulla Terra i campioni di rocce raccolti potranno dirci se sul nostro vicino planetario ci sia mai stata acqua liquida e quindi la possibilità di organismi viventi.

Perseverance rover
Il rover Perseverance in laboratorio

La missione NASA OSIRIS-REx, una sonda lanciata nel 2016, quest’agosto preleverà rocce da un asteroide per poi portare il materiale sulla Terra nel 2023.

Anche gli Emirati Arabi Uniti metteranno un satellite nell’orbita di Marte (Hope Mars Mission),  con un razzo giapponese. Il lancio è previsto per il 14 luglio 2020.

 

2021

Nel marzo 2021 la NASA lancerà in orbita il James Webb Space Telescope (JWST), usando il razzo Ariane 5 della ESA. Sarà il più grande telescopio mai messo in orbita e registrerà immagini solo nello spettro medio-lungo degli infrarossi. Questo, insieme alle dimensioni sette volte maggiori di Hubble, permetterà di studiare la formazione delle galassie dopo il Big Bang e la loro evoluzione. Potremo studiare la nascita delle stelle e dei sistemi stellari, e valutare le proprietà chimiche dei corpi celesti, anche nel nostro sistema solare. Il JWST opererà a -230° C. Così sarà talmente freddo da emettere pochissimi infrarossi, in modo da non disturbare le rilevazioni (cosa che sarebbe impossibile sulla Terra).

james webb space Telescope missioni spaziali
Il James Webb Space Telescope

Nel 2021 l’agenzia spaziale russa e Space Adventures effettueranno il primo volo turistico verso la ISS, portando due persone paganti nel segmento russo della Stazione Spaziale Internazionale. Fra il 2021 e il 2022 l’India compirà le prime missioni spaziali con equipaggio della sua storia.

Alla fine del 2021 la NASA userà per la prima volta Space Launch System (SLS), erede dello Space Shuttle, facendo volare la navicella Orion. Questo è il primo test per il progetto Artemis con cui la NASA vuole riportare l’umanità sulla Luna entro il 2024. Piccola curiosità: la NASA ha scelto il nome Artemis perché nella mitologia era la gemella di Apollo.

missioni spaziali space launch system-min
Rendering dello Space Launch System (SLS)

2022

Fra due anni ci sarà molto traffico sulla strada verso Marte. SpaceX intende lanciare la sua prima missione verso il pianeta rosso con lo scopo di preparare il pianeta al primo viaggio umano nel 2024 (anche se questa data è piuttosto ottimistica). L’agenzia europea ESA concluderà la missione ExoMars mandando un rover con trapano sul pianeta rosso con lo scopo di capire se c’è stata in passato vita su Marte.

L’ESA farà decollare anche la JUpiter ICy moon Explorer (JUICE), che arriverà nel 2030 nell’orbita di Giove. Studierà il gigante gassoso e le sue lune ghiacciate Ganymede, Callisto e Europa. I satelliti del pianeta sono fra i corpi celesti in cui teoricamente sarebbe possibile la vita, e JUICE ci darà maggiori informazioni al riguardo.

missioni spaziali esa juice
Rendering del JUICE in orbita di Giove

La Cina ultimerà la costruzione della Stazione Spaziele Cinese (CSS), che intende usare come base per delle missioni umane sulla Luna entro la fine del decennio.

La NASA lancerà una sonda verso Psyche, uno dei più grande asteroidi del nostro sistema solare. L’arrivo è previsto per il 2026.

2023

SpaceX effettuerà il primo volo in orbita lunare con un passeggero, il miliardario Yusaku Maezawa, con la sua astronave Starship.

La NASA invece lancerà i primi due componenti del Lunar Gateway, una stazione orbitante la Luna. Questa missione spaziale sarà fondamentale per la missione Artemis e permetterà di scendere sul suolo del nostro satellite con maggiore facilità.

La ESA lancerà il progetto Hera, un metodo per identificare i meteoriti diretti verso la Terra con settimane di anticipo, costituendo il primo progetto di difesa planetaria. Nel 2023 si concluderà anche la missione OSIRIS-REx, che porterà sulla Terra rocce prelevate da un asteroide.

Hera ESA2024

Dopo 52 anni, l’umanità tornerà sulla Luna con la missione Artemis III. Questa missione NASA porterà un equipaggio (fra cui la prima donna su un altro corpo celeste) vicino al polo Sud lunare per verificare la possibilità di ottenere risorse e acqua. Inoltre, permetterà di testare tecnologie essenziali per la missione umana su Marte che la NASA punta a realizzare nel prossimo decennio. Viaggeranno nella capsula Orion, portata in orbita da SLS.

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Rendering di astronauti sulla Luna per la missione Artemis III

La missione spaziale giapponese Martian Moons Exploration (MMX) partirà verso Phobos, una delle lune di Marte. La Cina punta a iniziare la missione ZhengHe per estrarre risorse da asteroidi e comete. La Russia effettuerà il primo volo con equipaggio di Orel, il razzo che sostituirà i Soyuz.

Questo è l’anno in cui SpaceX punta ad arrivare su Marte con un equipaggio, ma non è previsto ancora nessun lancio.

2025-2030

Nel 2025 U.S. Habitat verrà attaccato a Lunar Getaway. Questo modulo permetterà la presenza quattro astronauti in contemporanea, che potranno usare dei lander per scendere sulla superficie lunare. In quest’anno NASA intende mettere in orbita il Nancy Grace Roman Space Telescope, un telescopio ad infrarossi per studiare la materia oscura e gli esopianeti (pianeti fuori dal sistema solare). La sonda Parker Solar Probe avrà avvicinato il Sole, dandoci informazioni sulla nostra stella e sui venti solari.

Nel 2026 la NASA inizierà la missione DragonFly per esplorare Titano, una delle lune ghiacciate di Saturno. DragonFly sarà un modulo simile ad una libellula (“dragonfly” in inglese), che esplorerà per quasi tre anni il satellite. Titano è paragonabile alla Terra nelle sue prime fasi di formazione, e gli scienziati pensano che questa missione possa aiutarci a capire come la vita sia iniziata sul nostro pianeta.

dragonfly su titano
Rendering del drone Dragonfly sulla superficie di Titano

In questo quinquennio si moltiplicheranno le visite verso la Luna, altri Paesi metteranno in orbita stazioni spaziali (ad esempio il Giappone). Ci saranno missioni verso asteroidi vicini ed arriveranno al termine alcune delle missioni di inizio decennio (ad esempio JUICE arriverà nel 2029 in orbita di Giove). Tutti questi lanci avranno molteplici obiettivi scientifici e porteranno ad una maggior competenza tecnologica. Questo dovrebbe spianare la strada per l’obiettivo del prossimo decennio: arrivare su Marte.

Il futuro dell’esplorazione spaziale

Prevedere il futuro delle missioni spaziali con dieci anni di anticipo è complicato. Molte agenzie e aziende non forniscono date di lancio per evitare ritardi. Sappiamo però che l’obiettivo principale per gli anni ’30 del ventunesimo secolo è Marte. Sebbene SpaceX abbia annunciato il 2024 come hanno per l’inizio della “colonizzazione” del nostro vicino nel sistema solare, è probabile che prima del 2030 non parta una missione con equipaggio verso il pianeta rosso.

La missione Artemis sulla Luna potrà insegnare agli astronauti come utilizzare risorse su un altro corpo celeste, e il numero crescente di rover e sonde su Marte dovrebbe farci apprendere nuove informazioni sul pianeta. Questo dovrebbe rendere più sicuro un viaggio in terra marziana nel prossimo decennio.

Inoltre resteranno lune di altri pianeti da esplorare, satelliti da mettere in orbita, e magari anche viaggi fuori dal nostro sistema solare. Inoltre i telescopi che metteremo in orbita e che costruiremo sulla Terra ci potranno portare ad individuare nuovi esopianeti, alcuni magari simili al nostro. Studieremo la materia e l’energia oscura, i buchi neri . Ed ovviamente resta uno dei quesiti più importanti: come si è originata la vita?

Le missioni spaziali non sono solo “l’ultima frontiera” di Star Trek. Sono uno dei modi che abbiamo per rispondere alle domande sull’universo. E ci spingono a continuare a interrogarci e esplorare. Sono uno dei modi in cui la conoscenza umana progredisce, uno dei motivi per cui la tecnologia marcia sempre in avanti.

Lo spazio è nel futuro della nostra specie.

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Stefano Regazzi

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Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.
                   










 
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