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Elon Musk promette di limitare l’inquinamento luminoso dei satelli Starlink
Avere una connessione internet satellitare non deve impedirci di vedere le stelle


I satelliti Starlink, con i quali Elon Musk vuole trasmettere internet dal cielo, non impediranno agli astronomi di studiare le stelle. O almeno così promette in un tweet il CEO di SpaceX, che ha assicurato che nei prossimi lanci ridurrà l’inquinamento luminoso della sua rete di ripetitori in orbita.

Cosa sono e cosa fanno i satelliti Starlink

Quello di settimana scorsa era il sesto lancio dei satelliti Starlink realizzato da SpaceX, l’agenzia aerospaziale privata di Elon Musk. L’obiettivo, è quello di mettere in orbita 12000 satelliti di piccole dimensioni, che possano portare internet in tutto il mondo. Al momento, infatti, la rete di telecomunicazione terrestre non permette di connettersi ovunque (“non c’è campo!”). Inoltre, i satelliti di Starlink dovrebbero garantire velocità fino a 40 volte maggiori.

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Fonte: Mark Handley/UCL; YouTube

Il problema dell’inquinamento luminoso, e come risolverlo

Uno dei problemi legati a questa tecnologia, è che i pannelli solari che mantengono in azione i satelliti riflettono molta luce. Tanta da essere osservabile anche con una (seppur ottima) fotocamera da terra. Questo crea non pochi problemi a chi osserva le stelle per professione. Astronomi e astrofisici hanno di solito rimediato al problema dell’inquinamento luminoso delle città posizionando i loro telescopi in luoghi isolati, magari controllando gli obiettivi da remoto con un robot. Se l’inquinamento viene dai satelliti, però, l’unico modo per evitarlo è posizionare il telescopio nello spazio, come Hubble, o magari sulla Luna. E non sono certo soluzioni economiche.

Per questo Musk dice di lavorare alacremente alla soluzione del problema, utilizzando dei pannelli con angolazione regolabile e con delle coperture a partire dal nono lancio dei satelliti Starlink.

A queste misure, si aggiunge lo studio annunciato a dicembre scorso di materiali che non riflettano la luce in maniera così evidente. Anche se non si capisce se l’azienda stia ancora lavorando su questa idea.

Al momento in orbita ci sono 420 satelliti Starlink, quindi molti di meno dei 12 mila prospettati (anche se si potrebbe arrivare ad averne molti di più). La situazione dell’inquinamento luminoso è quindi ancora risolvibile. Speriamo che SpaceX trovi presto una soluzione: per quanto non ci dispiacerebbe una connessione più veloce, vorremmo continuare a “rimirar le stelle“.

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Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.