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Mondiali 2022: come i calciatori manifesteranno dal campo per i diritti umani

Ad un giorno esatto dall’inizio dei controversi Mondiali di calcio in Qatar, le polemiche non accennano a placarsi. Non è bastato neanche il ritmo reggaetoneggiante dell’inno ufficiale della manifestazione, Tukoh Taka, proprio no: in quest’edizione non si può far finta di niente. Dopo gli hashtag sui social, le inchieste giornalistiche e gli striscioni negli stadi europei, arrivano oggi le prese di posizione dei protagonisti dei Mondiali 2022: i calciatori, molti dei quali manifesteranno dal campo per chiedere un maggiore rispetto dei diritti umani in Qatar.

Qatar 2022: come i calciatori dei Mondiali manifesteranno per i diritti

È il caso di Manuel Neuer, Harry Kane e Gareth Bale, capitani rispettivamente delle nazionali di Germania, Inghilterra e Galles. I tre calciatori hanno annunciato che indosseranno una fascia di capitano arcobaleno per manifestare contro la politica di repressione da parte del Qatar nei confronti della comunità LGBTQ+. Una presa di posizione forte, che sicuramente porterà a delle conseguenze, probabilmente multe, da parte della FIFA.

“Non abbiamo paura delle conseguenze – ha dichiarato il portiere tedesco Manuel Neuer –  abbiamo il pieno sostegno dei vertici della nostra federazione”.

E la Fifa? Beh l’organo del calcio mondiale ha provato a rilanciare, proponendo alle singole nazionali una serie di fasce dedicate, con messaggi troppo generici per essere accettate. Da “Football unites the world” a “Save the planet”: messaggi sicuramente importanti, ma che non smuoveranno i calciatori che hanno deciso di manifestare in modo esplicito contro il Qatar. Persino Gianni Infantino, Presidente Fifa, ha provato a smorzare gli animi in una conferenza stampa poche ore fa, asserendo di sentirsi “qatarino, arabo, africano, gay, disabile”, invitando i calciatori a “godersi la festa”.

Ricordiamo che in Qatar le relazioni omosessuali sono ritenute illegali e le pubbliche manifestazioni di affetto tra persone dello stesso sesso sono punite con il carcere fino a sette anni. A gettare benzina sul fuoco anche Khalid Salman, l’ambasciatore qatariota della Coppa del Mondo, il quale settimana scorsa aveva affermato che “i gay sono malati mentali, dovranno rispettare le nostre regole”.

Una dichiarazione che ovviamente non è piaciuta a nessuno in occidente, neanche al tedesco Leon Goretzka, centrocampista del Bayern Monaco, il quale ha risposto a Salman affermando che si tratta di una dichiarazione “da un altro millennio e estremamente opprimente. È del tutto inaccettabile”.

Le maglie fantasma della nazionale danese e la posizione della Francia

La nazionale della Danimarca ha attuato due diverse iniziative per boicottare i Mondiali. La prima riguarda le maglie che saranno utilizzate durante la competizione: no loghi in vista, essenziali, spoglie, di cui la terza casacca addirittura nera in segno di lutto. Come a voler dire “noi ci siamo, ma è come se non ci fossimo”. Hummel, l’azienda che ha realizzato le maglie, le ha presentate su Twitter scrivendo: “Questa maglia contiene un messaggio. Non vogliamo essere visibili durante un torneo che è costato la vita a migliaia di persone. Supportiamo fino in fondo la nazionale danese, ma non sosteniamo la scelta del Qatar come nazione ospitante”. Il riferimento è ovviamente ai 6500 operai morti in condizioni di semischiavitù per la costruzione degli impianti di Qatar 2022.

La seconda iniziativa riguarda invece i viaggi: i calciatori danesi sono partiti per il Qatar senza le proprie famiglie. “Non vogliamo contribuire ai profitti del Qatar. Pertanto abbiamo ridotto il più possibile le nostre attività di viaggio”, ha fatto sapere la Federazione calcistica della Danimarca, intenzionata a portare quante meno corone danesi possibile nelle casse dell’emirato.

Controversa è invece la posizione della Francia, la cui federazione vive sicuramente una forma di conflitto d’interesse interno. Il Qatar è infatti un importante attore nell’economia del calcio francese, in quanto possiede la proprietà del club parigino Paris Saint-Germain. Hugo Lloris, capitano della nazionale francese, ha affermato che la squadra “rispetterà le regole del Paese ospitante”.

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Marco Brunasso

Scrivere è la mia passione, la musica è la mia vita e Liam Gallagher il mio Dio. Per il resto ho 30 anni e sono un musicista, cantante e autore. Qui scrivo principalmente di musica e videogame, ma mi affascina tutto ciò che ha a che fare con la creazione di mondi paralleli. 🌋From Pompei with love.🧡

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