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Sicurezza e durabilità: ecco i punti forti della line-up di Nokia

Con Alberto Colombo, General Manager per l'Italia di HMD, abbiamo parlato di passato, presente e futuro di uno dei brand più conosciuti al mondo

Due anni fa Nokia iniziava un nuovo viaggio. Un viaggio diverso, affiancato da un un nuovo partner – HMD Global – e da un sistema operativo assolutamente inedito per il brand finlandese: Android. Dopo aver raggiunto il successo con i feature phone di fine anni ’90 e aver ritentato la scalata con i mai abbastanza amati Lumia, nel 2017 Nokia era pronta a tornare sul mercato per conquistare nuovi utenti e riprendersi quelli vecchi.

Alberto Colombo, General Manager per l'Italia di HMD
Alberto Colombo, General Manager per l’Italia di HMD

La domanda a questo punto è una sola: il marchio nordico è davvero riuscito in questa impresa? E, soprattutto, come si sta comportando in Italia? L’ho chiesto ad Alberto Colombo, General Manager per l’Italia di HMD: “La roadmap presentata da HMD per il 2018 non è piaciuta in tutti i Paesi e in Italia non sono piaciuti proprio tutti i prodotti. Mi spiego meglio: li abbiamo commercializzati tutti ma non abbiamo suscitato quel super interesse che avevamo invece suscitato nel 2017. Fondamentalmente perché non ci siamo concentrati su elementi come, ad esempio, la forma del display. La maggior parte dei nostri competitor l’anno scorso ha presentato prodotti con schermo 19:9 con il notch, quindi smartphone che sembravano ‘solo display’. Questa è la tendenza del futuro, ma noi, nel 2018, non ci siamo presentati al mondo con queste caratteristiche. E in più l’anno scorso c’è stata una gara per far sì che i prodotti avessero differenti tagli di memoria e di RAM. Perché l’utente finale sta iniziando a capire che più GB ha, più app può caricare e foto mantenere. Noi questa cosa, secondo me, l’abbiamo un po’ sottovalutata e quindi a metà dell’anno scorso abbiamo rivisto la roadmap, roadmap che avete visto al MWC 2019 e che in Italia presenteremo nei prossimi giorni. Ci aspettiamo insomma che per Nokia inizi la primavera o addirittura l’estate.

I vantaggi di Android One

Ma perché un utente dovrebbe puntare sui device Nokia e non sulla concorrenza? Tra i punti forti del brand finlandese c’è l’adesione al programma Android One di Google: “Facciamo fatica a comunicarlo ma per noi Android One è un elemento centrale. Ti spiego perché. Quando il cliente finale acquista un prodotto Nokia con Android One ‘firma’ una sorta di contratto con HDM che gli permette di ricevere, per i prossimi 3 anni, delle patch di sicurezza ogni mese – spiega Colombo – Quindi Google invierà a questo utenti degli aggiornamenti software che permettono allo smartphone di durare nel tempo e di essere sempre più sicuro e stabile.”

Accanto ovviamente alle patch di sicurezza ci sono gli update del sistema operativo, garantiti per i due anni successivi. Insomma, se comprate un device Nokia oggi, munito di Android 9.0 Pie, siete praticamente certi di poterlo aggiornare ad Android Q e persino ad Android R. Una garanzia che invece non avete con i device che non vantano la certificazione Android One.

Nokia 9 PureView Android One
Nokia 9 PureView, uno dei device Android One

Comunicare questa cosa all’utente finale, mi spiega Alberto, è davvero difficile: “Noi ormai da due mesi stiamo cercando di fare campagna di formazione all’interno dei punti vendita, di cambiare quanto comunichiamo all’interno del flyer che poi vanno ai retailer, facendo capire ai clienti cosa fa il prodotto e cosa potrà ricevere, e di fare campagna poi nel mondo digital. Al momento però HDM è ancora nella sua fase di startup, non abbiamo un budget infinito e non riusciamo a comunicare a 360° come vorremmo fare. Sono però convinto che i nuovi prodotti ci aiuteranno a farlo e ci aiuteranno a farlo grazie al Google Button, quel tasto aggiuntivo che nel punto vendita richiederà qualche spiegazione in più, perchè gli utenti vorranno sapere che cos’è, e che quindi ci permetterà di parlare anche di Android One.”

Non solo consumer

Accanto al programma Android One però troviamo un’altra importante certificazione, ossia Android Enterprise Recommended, che consente alle aziende di scegliere i dispositivi più conformi alle proprie esigenze.

Siamo stati certificati l’anno scorso e continuiamo ad esserlo, anche perché abbiamo cercato di collaborare con Google subito, già in fase di lancio, perché siamo convinti che quello che abbiamo cercato di fare con Windows Phone, ossia entrare nel mondo del lavoro, possa essere replicato anche con un sistema operativo come quello di Google che sì, è aperto, ma è in grado di sostituire parzialmente il PC e di dare quindi ad un dipendente la possibilità di lavorare in mobilità”, mi spiega Alberto Colombo.

A questo punto però non posso fare a meno di chiedere al General Manager per l’Italia di HMD quanto questo programma venga utilizzato e considerato nel nostro Paese: “L’anno scorso siamo stati contattati da parecchi istituti di credito che volevano effettuare delle prove sui nostri prodotti. Le cose quest’anno si stanno ulteriormente evolvendo e ci aspettiamo di raccogliere degli ottimi frutti. In Germania invece dove il mercato B2B è un pelino più avanti stiamo facendo un ottimo lavoro, soprattutto con i Nokia 7.1 e i Nokia 7 Plus. Il mercato italiano però è diverso. In quello tedesco infatti il telefono viene dato per lavorare mentre in Italia lo smartphone è considerato una comodity. La logica quindi è un po’ diversa, ma credo che il mondo del B2B italiano cambierà.

Nokia: tra passato e futuro

HMD Global non sta però utilizzando il brand finlandese solo per la produzione di smartphone eleganti, sicuri e sempre aggiornati. Accanto infatti ai device più tradizionali troviamo il settore dei feature phone, settore che continua ad essere sorprendentemente amato e popolato.

Ma come sono andati i terminali proposti dalla società nordica? Il 3310 nel 2017 ci ha permesso di rientrare in tutti i Paesi del mondo più o meno e a riconquistare i clienti italiani. Attenzione però: il 3310, come ogni forma di revival, funziona all’ingresso del mercato, dura 8/9 mesi, periodo dove vende tantissimo, e poi tende a calare. – mi spiega Alberto – È comunque un mercato che vale la pena presidiare: quello dei feature phone in Italia è un settore che vale il 12% a pezzi. A valore ovviamente meno perché sono prodotti che vanno dai 19 euro ai massimo 119 euro.”

Quello di 3310 però sembra essere un caso abbastanza isolato. Le cose per l’8110 infatti sono andate diversamente:Purtroppo non abbiamo riscosso lo stesso successo. Il Nokia 8110, come forma, ha stravolto il mercato dei mobile phone, è un prodotto che si adatta a chi ha paura di lanciare telefonate in mancanza di una copertura dei tasti, ma a cui mancava, in fase di lancio, un elemento fondamentale: WhatsApp. Il servizio di messaggistica è ora disponibile ma in ritardo di un anno. – ammette Colombo – Sono convinto che il settore, ma soprattutto il nostro portfolio, debba concentrarsi su questo perché non avere WhatsApp e non poter usare i messaggi vocali significa essere isolati, lontani dal modo di comunicare dei giovani d’oggi. Questo ovviamente non significa che il feature phone debba essere touch, ma dovrà comunque avere qualcosa di social e sicuramente qualche app di messaggistica, come appunto WhatsApp.”

Il General Manager per l’Italia di HMD mi assicura che l’azienda lavorerà parecchio su questo aspetto nei prossimi mesi, proprio per aggredire un mercato che da noi, ma anche nel resto del mondo, continua a macinare numeri importanti. Tutto questo però senza tralasciare anche il lato opposto della medaglia: l’innovazione. Ed è qui che entra in gioco l’ultimo top di gamma della società, ossia Nokia 9 PureView.

Nokia 9 è in realtà un mix di elementi: c’è la tradizione, quella della fotocamera ad alti livelli con le ottiche ZEISS, e allo stesso tempo c’è la volontà di innovare. Ora, ad esempio, puoi prendere una foto e scaricarla in RAW. – mi racconta Alberto Colombo – È però un prodotto dedicato ad una nicchia di mercato, quella di chi ama fare le foto ad un certo livello. Questo però ci fa capire che nel mercato ci sono micro-gruppi che cercano qualcosa di diverso e su quello dovremo lavorare nel corso di Q3 e Q4.

E il 5G? Per ora non ci sono ancora smartphone pronti a sbarcare sul mercato, ma Alberto mi assicura una cosa: “Collaboriamo ogni giorno con Nokia Networks per far sì che il 5G che andremo a presentare la vera esplosione del mondo 5G, perché per noi si tratta di presentare al mondo della telefonia in modo totalmente diverso.”

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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