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Cultura

Come si sta evolvendo lo streaming in Italia?

Le abitudini di visione degli italiani stanno cambiando, complice anche il lockdown dell'ultimo anno

I numeri dello streaming in Italia sono in continua evoluzione e il 2020 è stato un anno particolarmente significativo da questo punto di vista. Tra l’ingresso di nuovi player di peso e la rivoluzione delle abitudini domestiche portata dalla pandemia, il processo di crescita di questo settore si è accelerato. Sono sempre di più quindi gli italiani che si rivolgono allo streaming (in abbonamento soprattutto) per il proprio intrattenimento. Questo è infatti quanto emerge dalla ricerca di Sensemakers, presentata proprio in questi giorni.

I numeri dello streaming in Italia aggiornati al 2020

schermate di contenuti streaming

L’analisi pubblicata dalla società di consulenza per marketing digitale è estremamente complessa, integrando dati da tante fonti diverse. Al tradizionale Auditel infatti si accompagnano i sistemi di analytics di Comscore e una ricerca effettuata ad hoc nelle ultime settimane incentrata sugli utenti più attivi su questo tipo di servizi.

A emergere è innanzitutto una crescita del consumo di intrattenimento complessivo, misurato in minuti medi al giorno. Un dato che non è certo sorprendente: gli italiani hanno passato molto più tempo a casa a causa del lockdown e questo aumento è una naturale conseguenza. Tuttavia, la crescita è molto più forte per i servizi di streaming rispetto alla televisione, con i primi che registrano un +52% contro l’11% della seconda.

È interessante poi notare l’andamento complessivo. Dopo un picco di utilizzo nei mesi di marzo-aprile 2020, entrambi i medium hanno visto un calo (pur restando sempre su livelli più alti rispetto al 2019). Quando in autunno sono ricominciate le chiusure, c’è stata una nuova risalita per entrambi, ma non parallela: vertiginosa quella dello streaming, più contenuta e modesta quella della televisione tradizionale.

Sono quindi aumentati gli utenti che utilizzano abitualmente questi servizi, con una crescita di 7 punti tra il primo e il secondo periodo di restrizioni. Si può ipotizzare che in molti si siano aperti al mondo dello streaming la scorsa primavera (quando peraltro ha debuttato in Italia Disney+, oggi terzo player mondiale per numero di utenti) e abbiano apprezzato l’esperienza. A certificarlo, anche il livello di gradimento per i servizi in abbonamento, i cosiddetti SVOD, che è tendenzialmente superiore a 8 in una scala di 10.

Cosa guardare in streaming? Principalmente film e serie TV

smart tv telecomando streaming

I numeri ci dicono che al centro del consumo in streaming in Italia ci sono film e serie TV. In questi ambiti si sono notate peraltro alcune tendenze specifiche, a partire da una forte localizzazione dei contenuti anche per i player internazionali. Ci sono stati diversi fenomeni legati profondamente al territorio non solo italiano, ma anche più specifico con una curiosa attenzione alla Romagna.

Tantissimi e molto apprezzati i contenuti storici, da Chernobyl a Sanpa, così come quelli legati a figure femminili, tra il documentario su Alexandria Ocasio-Cortez, The Crown e La regina degli scacchi. In generale poi si sente il bisogno di ‘titoli eroe’: non solo racconti di figure eccezionali e d’ispirazione, come The Last Dance, ma veri e propri fenomeni sociali che generino discussioni tra gli appassionati, spingendo i consumi sui servizi.

Dopotutto, la scelta dei contenuti per gli utenti di SVOD è guidata in gran parte dal passaparola. A superarlo troviamo solo la pubblicità dei servizi (spesso proprio incentrata su questi titoli eroe) e gli algoritmi delle piattaforme. Spesso sono poi i film o gli show nuovi a guidare un aumento degli abbonamenti. Viceversa, per quanto riguarda Sky e AVOD come Mediaset Play o RaiPlay, il maggiore driver è il desiderio di recuperare prodotti ‘sfuggiti’ durante la trasmissione nel palinsesto, fenomeno definito “catch-up TV”.

È curioso poi notare come su queste piattaforme il consumo di film e serie TV sia minore rispetto a Netflix o Prime Video, ma sia molto più alto quello di altri ambiti. Sport, intrattenimento generico e informazione sono ancora importantissimi per queste piattaforme. Sarà interessante vedere quali saranno i cambiamenti in futuro da questo punto di vista (e qualcuno si sta già muovendo in questa direzione…).

I numeri della spesa per lo streaming in Italia

televisore con loghi di servizi streaming italia numeri

Tra i dati che colpiscono, c’è sicuramente anche quello che riguarda l’economia del settore sul lato utente. I numeri ci dicono infatti che il costo dei servizi in streaming in Italia è un fattore chiave nella scelta di quali utilizzare. Se si tratta di SVOD si tiene in conto il rapporto qualità/prezzo, mentre per quelli con inserzioni pubblicitarie, la selezione è guidata proprio dal fatto che sono gratuiti.

L’interesse per questo mondo nel nostro Paese si riscontra anche nell’aumento della propensione alla spesa. Gli italiani sono pronti a spendere in media 27,20€ al mese per questi servizi, contro i 23,70€ dello scorso anno. Non cambia però il numero di abbonamenti massimo, che si aggira sempre intorno al 2,3. Insomma, i contenuti piacciono e si è disposti a pagarli di più, ma la quantità è più che sufficiente.

Dall’analisi degli heavy user poi emerge un dato che riguarda l’uso delle TV connesse. Il 52% dei contenuti in streaming sono passati proprio da questo tipo di device, in particolare per le famiglie. Questo perché le smart TV sono il mezzo con più alte percentuali di visione condivisa. Secondo l’analisi di Sensemakers quindi, stanno diventando una sorta di nuovo focolare domestico, dove ritrovarsi la sera per vedere un film o uno show tutti insieme.

Di seguito potete trovare un’infografica che raccoglie alcune delle principali informazioni emerse dalla ricerca. Fateci sapere se vi ritrovate con questa visione o se la vostra esperienza con lo streaming è differente!

infografica sui numeri dello streaming in italia di sensemakers

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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