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Pillars of Eternity II Deadfire Ultimate Edition recensione

Pillars of Eternity II: Deadfire Ultimate Edition è l’imperdibile compendium di Pillars of Eternity II e di tutte i principali aggiornamenti ed espansioni disponibili per la versione PC, disponibili ora anche su console. Quali avventure ci aspettano nell’arcipelago di Deadfire?

Pillars of Eternity II: Deadfire Ultimate Edition recensione

Partiamo subito con una breve esamina di ciò che include questo ricco compendium:

  • Pillars of Eternity II Deadfire il gioco completo,
  • DLC Beast of Winter,
  • DLC Seeker, Slayer, Survivor
  • DLC Forgotten Sanctum

È uno dei titoli GDR isometrici più importanti degli ultimi tempi e cavalca il successo dal 2015. In quell’anno Obsidian organizzò una campagna di raccolta fondi che ottenne un notevole successo. Venne quindi prodotto il primo episodio, un GDR isometrico ispirato ai grandi classici Baldur’s Gate, Icewind Dale e Planescape: Torment. Al contrario però della maggior parte di questi giochi, PoE non è basato su meccaniche e trama Dungeons & Dragons e la storia e le ambientazioni sono originali. 

Nel 2018 è uscito il sequel Pillars of Ethernity II: Deadfire, un titolo che ha bissato il successo del primo portando una serie di innovazioni tecniche importanti. A seguito del secondo episodio sono stati prodotti diversi DLC. Oggi con Ultimate Edition abbiamo la possibilità di acquistare il tutto in unico pacchetto!

La storia

La storia riprende cinque anni dopo la conclusione del primo episodio, anni in cui abbiamo governato in serenità e pace sul nostro regno nella fortezza Caed Nua. Durante gli avvenimenti di Pillars of Ethernity abbiamo scoperto di essere un “Osservatore”, un individuo in grado di guardare nelle anime degli altri e leggerne i ricordi, così come ricordi delle loro vite passate.

Eothas, il dio della luce e della rinascita, creduto morto, si sveglia brutalmente sotto la nostra fortezza distruggendo tutto ciò che lo circonda e prosciugando le anime delle persone che ha intorno. Noi stessi riusciamo a malapena a sopravvivere, finendo in una stato di quasi morte e con un pezzo in meno di anima. In questa condizione di limbo viene in nostro aiuto (forse) Berath, il dio della morte, il quale propone di ripristinare la nostra anima e la nostra vita in cambio di diventare il suo araldo e scoprire i piani di Eothas. La caccia ci porterà nell’arcipelago di Deadfire per trovare risposte che potrebbero portare caos.

Un GDR personalizzabile sotto ogni aspetto anche nella modalità di gioco

Si respira Dungeons & Dragons in ogni aspetto fin dal menu’ principale, dalle impostazioni grafiche alla sequenzialità degli step con cui si entra in game.

Pillars-of-Ethernity-II-Deadfire-Ultimate-Edition-Skills

Durante le fasi iniziali c’è la possibilità di optare per una tipologia di gioco a turni o più interattiva, in tempo reale. Anche se il combattimento è una delle dinamiche di gameplay che in una disamina avviene in un secondo momento, in questo caso è necessario spendere due parole perché questa scelta stabilirà la struttura di gioco successiva.

Pillars-of-Ethernity-II-Deadfire-Ultimate-Edition-scelta

Per quanto riguarda la modalità di combattimento a turni il gioco sarà orientato più su uno stile Final Fantasy, una schermata isometrica inquadrerà il campo di battaglia e la fase di azione sarà divisa in due momenti: attacco e difesa. Nella fase di attacco avremo la possibilità di attivare abilità speciali o incantesimi, effettuare attacchi melee, da distanza e spostarsi. La fase di difesa invece sarà passiva, a meno di effetti scatenati durante l’attacco dell’avversario, sarà proprio quest’ultimo infatti ad attaccare seguendo sempre quelle possibili opzioni di cui abbiamo parlato. I turni permettono di godersi al meglio le fasi di gioco poiché la plancia prevede un HUD molto densa di informazioni, considerando anche che spesso potremmo avere un party e non sempre sarà facile districarsi tra tutte le indicazioni di effetti di incantesimi, resistenza, danni possibili di attacco e difesa dei vari pg.

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Per quanto riguarda invece la modalità di combattimento in tempo reale, le azioni che di cui abbiamo parlato poco fa sono sempre al centro del gameplay con la differenza che avvengono tutte contemporaneamente senza che siano delineate in modo preciso. Sicuramente giunge in aiuto la possibilità di mettere in pausa l’azione di gioco, infatti anzichè un tempo reale puro viene definito tempo reale con pausa. E’ consigliabile per i giocatori un po’ più esperti poiché si rifà più a meccaniche gestionali che prevedono un ottimo colpo d’occhio per valutare la migliore azione possibile. Di fatto questo stile si avvicina molto di più ad un Baldur’s Gate (RTwP: real-timw-with-pause).

 Un altro aspetto da tenere in considerazione è la scelta della difficoltà di gioco. Il menu’ in modo facile e intuitivo ci mette a disposizione una serie di opzioni tra cui: la difficoltà (che può anche dare la possibilità di optare per una versione più narrativa diminuendo notevolmente il numero, la forza d’attacco e le skill dei nemici), la possibilità di aggiungere sfide o dare all’enemy una intelligenza artificiale in grado di modulare le sue capacità in base alle skill e alla bravura del giocatore. Sinceramente questo aspetto lo trovo funzionale ed efficace, mi piace mettermi alla prova e far sì che durante la progressione ci sia un incremento di difficoltà. Potrebbe essere una soluzione a quella fasi di GDR dove ci troviamo ad affrontare aree con nemici che vengono tritati abbastanza facilmente e da divertimento possono trasformare il frangente in noia.

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Personalizzazione e scelta del personaggio

Ancora una volta per semplificare l’avvio al gioco avremo la possibilità di importare il nostro personaggio da preset, anche se il vero giocatore di GDR passerà molto tempo a creare il suo avatar in un processo quasi simile ad un parto del nostro primo figlio. Sono innumerevoli gli aspetti da poter personalizzare a partire dalla sesso, alla corporatura alle derivazioni inerenti alla razza. 

Pillars-of-Ethernity-II-Deadfire-Ultimate-Edition-Scelta-Personaggio

Si procede poi per la scelta relativa alla classe, alla sottoclasse, alla religione e al background di provenienza compreso il lavoro. Da tenere presente che per i giocatori più esperti c’è la possibilità di optare da subito per una multiclasse. In tutto questo percorso saranno sempre evidenti le skills su cui la nostra scelta andrà ad impattare, ovvero i sei attributi principali che ci accompagneranno e stabiliranno di fatto che genere di personaggio andremo a creare: Vigore, Costituzione, Destrezza, Percezione, Acume e Risolutezza.

Ecco cosa rappresentano:

  • Vigore: forza fisica e spirituale
  • Costituzione: capacità di sopportazione del dolore e della fatica
  • Destrezza: tutto ciò che è attinente alla disinvoltura e abilità del pg (coordinazione, equilibrio, velocità)
  • Percezione: va ad impattare su precisione, sensi, istinto
  • Acume: quella che potrebbe essere definita Intelligenza, un pg con Acume alto è efficente nella logica, nel ragionamento e nell’area di effetto delle abilità o incantesimi
  • Risolutezza: leadership e forza di volontà, così come la determinazione e la forza mentale (quindi resistenza al controllo)

Avremo circa 15 punti da poter gestire come bonus aggiuntivi e per tutti quelli che non sanno che pesci prendere, al termine della scelta del pg, verranno indicati gli attributi consigliati e suggeriti per la nostra configurazione, non disperate! Le abilità attive o passive hanno ripercussioni sulle capacità del personaggio al di fuori dei combattimenti, quindi in tutte quelle situazioni dove è richiesta una certa strategia (nascondersi, essere diplomatici, fiutare un inganno, contrattare ecc.). Abbiamo inoltre parlato di lavoro, background e storia del pg, ogni aspetto che andremo a personalizzare avrà un impatto su di noi, in questo caso i fattori impatteranno su abilità attive e passive.

Gameplay profondo ma i livelli non sono la chiave

Al contrario di ciò che si può pensare in Pillars of Eternity II: Deadfire non vengono riconosciuti punti esperienza durante i combattimenti, mentre ne vengono assegnati per missioni concluse. Questo rende il gameplay sensibilmente differente, costringendo il giocatore ad affrontare innumerevoli missioni secondarie, spesso e volentieri consistenti in indagini, dialoghi, scelte da fare anche in modo scaltro. La conseguenza è una immersività all’interno del gioco molto più grande delle solite ore passate a livellare e asfaltare qualsiasi enemy anche minore ci si presenti sul cammino. Personalmente, per chi come me a fianco di una GDR spera sempre in una narrativa profonda e ricca di spunti, la trovo una scelta squisita. Nonostante questi aspetti si può comunque salire fino al ventesimo livello, cosa che comporta una maggiore complessità delle possibili combinazioni di abilità, skills, armi e peculiarità dei pg. L’albero dello sviluppo delle abilità è impressionante, anche se più chiaro in realtà rispetto al primo episodio.

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Pillars of Eternity II: Deadfire Ultimate Edition… navigar m’è dolce in questo mare

Uno degli ulteriori aspetti che danno un gran gusto in questo titolo è la possibilità di gestire le navi. Considerato che Deadfire è un arcipelago, lo spostamento e la navigazione all’interno della mappa sono state prese alla lettera dando in mano al giocatore i mezzi per spostarsi nei mari dell’arcipelago. Gestione, manutenzione, organizzazione dell’equipaggio, rifornimento di cibo e armi, solo l’aspetto navale merita un gioco a se stante che qui è stato incluso. Ovviamente ci sono navi con caratteristiche molto varie che è possibile acquistare ma anche navi segrete sbloccabili solo portando a termine determinate missioni.

Pillars-of-Ethernity-II-Deadfire-Ultimate-Edition-personalizzazione-nave

All’interno delle taverne ospitate sulle varie isole troveremo personale di ogni genere che possiamo assumere. Dal cannoniere al timoniere, al nostromo, al cuoco e così via, è necessario valutare attentamente le competenze e lo stato di chi assumiamo perché effettivamente inciderà a livello positivo o negativo sull’efficienza della nostra imbarcazione. Un equipaggio malconcio o mal impiegato porterà a compromettere non solo il funzionamento di tutto l’impianto ma anche del morale dell’intero equipaggio (ammutinamenti in vista?)

Pillars-of-Ethernity-II-Deadfire-Ultimate-Edition-nave

Per sorprendere ancora con i fuochi d’artificio … la risposta è SI! Lo so che ve lo state chiedendo… e si! Si possono fare i combattimenti tra navi, contro vascelli pirata e contro ogni tipo di forza ostile lungo il nostro navigare. Il combattimento tra navi si svolge necessariamente a turni, qualsiasi modalità abbiate inserito in fase iniziale di gioco. Ovviamente questo genere di situazioni richiederà strategia e preparazione. Per far si che la bordata vada a buon fine sarà opportuno posizionarsi in modo che i cannoni possano colpire lo scafo della nostra avversaria. Anche qui le personalizzazioni sono infinite, infatti i cannoni sono acquistabili con diverse peculiarità.

Pillars-of-Ethernity-II-Deadfire-Ultimate-Edition-combattimenti-nave

Ma la sfida non si ferma qui, infatti nel momento in cui saremo sufficientemente vicini potremmo decidere di speronare la nave nemica con la prospettiva, se entrambe sono ancora in piedi, di abbordarla. L’abbordaggio prevede una ulteriore modalità di gioco differente (nella cinematrografia si parla di abbattimento della quarta parete, qui siamo al terzo livello di gameplay all’interno di un gioco GDR): nel momento in cui si procederà con l’assalto da parte del nostro equipaggio verremo riportati ad un combattimento più simile a quello tradizionale ma sul ponte delle due navi, nessuna possibilità di fuga o abbandono ed un unico asse di legno come collegamento tra le due imbarcazioni.

PNG, PG,  Intelligenza Artificiale e Dialoghi

Degno di nota è il comportamento dei companion all’interno del nostro party, personaggi che durante la storia incroceranno la nostra strada e dovremmo gestire così come il nostro pg, anzi, dovremmo farlo in modo complementare. Per i membri png attivi assistiamo ad un interessante fenomeno di psicologia di gruppo, infatti sono in grado di valutare l’atteggiamento e i ragionamenti degli altri e reagire di conseguenza. Immettere un membro con religione, cultura e background fortemente dissimile al nostro party, comporta l’emarginazione da parte dei png già presenti fino ad avere la possibilità di perdere eroi perché non compatibili tra loro. D’altro canto, occhio alla reazione opposta, si rischiano relazioni amorose sul posto di lavoro e come sappiamo “dal regolamento non è consentito”.

Pillars-of-Eternity-II-Deadfire-party

L’intelligenza artificiale conduce i membri del nostro team a scegliere un path durante l’esplorazione piuttosto efficace, così come la valutazione dei rischi dati da trappole o nemici in modalità furtiva. Dall’altra parte è da sottolineare anche la notevole reazione dei nemici che quindi conoscono i loro punti di forza e di debolezza attuando delle strategia di conseguenza molto interessanti.

Pillars-of-Eternity-II-Deadfire-dialogo

Menzione speciale per i dialoghi, che oltre ad essere tradotti tutti in italiano, e doppiati tutti in inglese, ed oltre ad offrire una notevole profondità di storia e background caricando oltremodo di lore tutto l’ambiente, hanno la peculiarità di essere fonti strategiche decisionali all’interno del gioco. Una scelta durante un dialogo può effettivamente portare conseguenze, sbloccare o bloccare situazioni e far collassare un equilibrio di tensione in una lotta senza quartiere. Occhio che la parola ne ferisce più che un barbaro in berserk!… no, forse no.

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Fnalmente parliamo di grafica!

La disamina degli aspetti di questo profondissimo gioco potrebbe andare avanti per giorni, per non parlare di tutte le possibili combinazioni e aspetti peculiari di cui si potrebbero approfondire le tematiche. Ma uno degli aspetti che più salta all’occhio in questo fantastico GDR è l’impatto che da subito si ha con la grafica.

Pillars-of-Ethernity-Deadfire-UltimateFondali spettacolari disegnati in due dimensioni arricchiti da elementi ed effetti tridimensionali. Come da tradizione la struttura grafica generale è governata da ambientazioni piratesche con menzioni caraibiche. Nonostante questo, grazie alla profondità di gioco possiamo assistere a cambi di scenari davvero mozzafiato e a dir poco variegati. La visuale isometrica viene sfruttata al meglio per incastonare tutto il dipanarsi della trama in splendide rappresentazioni grafiche.

Pillars-of-Ethernity-II-Deadfire-ultimate-Edition-graficaLa tridimensionalità data dagli effetti e da alcuni elementi fa vivere il paesaggio di vita propria e durante una bella mischia o in ambienti chiusi si apprezza una visuale con maggiore profondità. Anche la personalizzazione dei personaggi, come abbiamo avuto modo di parlarne, è davvero ben realizzata da un punto di vista grafico, dall’accortezza di segni sui volti, ai costumi, alle acconciature alle espressioni sul viso e alle pose. Illuminazione dinamica ne abbiamo! Si nota particolarmente nelle ombre, nei riflessi di luce delle armature o nelle ombre create dal sole sopra le strutture e gli edifici.

Pillars-of-Ethernity-II-Deadfire-Ultimate-Edition-grafica

Pillars of Eternity II: Deadfire Ultimate Edition recensione: acquistarlo oppure no?

Pillars of Eternity II: Deadfire Ultimate Edition (o “Mortafiamma”, come viene tradotto in italiano) è un titolo davvero gustoso che rende omaggio a tutta quella serie gdr come non se ne vedevano da un po’, un misto tra NeverWinter Nights e Baldur’s Gate sotto steroidi, con dinamiche che riprendono a tratti un BlackFlag che somiglia più ad un Puerto Rico in realtà. Se proprio vogliamo trovare dei lati negativi, da consolle non gli si rende  così onore, questo è uno di quei titoli da godersi al pc, con cuffie, tastiera, mouse e una bella tazza di teh caldo. La responsività dei comandi su consolle è fastidiosa, rischia di velocizzare situazioni che invece hanno bisogno di un momento in più, scivola la camera e il puntatore bisogna farci l’abitudine e su un monitor a distanza ravvicinata si godono più aspetti caratteristici rispetto che su un televisore dal divano. I puristi ovviamente sentiranno la mancanza di una base Dungeon & Dragons considerato che è stato sviluppato con dinamiche a parte seppur ispirate.

In ogni caso c’è il GDR, ci sono le skills con l’albero delle abilità, c’è la lore, ci sono le armi, gli oggetti, gli indumenti e le armature, ci sono le navi, ci sono i pirati, ci sono i Dungeon.. cosa manca? L’infanzia.

Pro Pros Icon
  • Grafica Isometrica azzeccata
  • Ottima profondità di gioco
  • Un GDR classico con tante novità
  • Lore e Narrativa
  • Estrema personalizzazione
Contro Cons Icon
  • Mouse e Tastiera non si battono

Alessandro Santucci

Videogiocatore nato, perito informatico, lettore, nerd, imprenditore digitale.. Mi piace definirmi "Apprendista": un apprendista multidisciplinare, essere apprendisti è uno stile di vita, non si smette mai di imparare.

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