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Recensione Panasonic EZ1000: un televisore OLED per veri appassionati

Quando si parla di OLED spesso ci vengono in mente brand come LG e Sony, eppure anche Panasonic può dire la sua in questo settore. A dimostrarlo è questo Panasonic EZ1000, un mostro disponibile in due tagli: da 65 pollici, quello che abbiamo provato noi, e da ben 77 pollici.

Sobrio ed essenziale

A differenza di altri televisori della medesima fascia, questo EZ1000 è particolarmente sobrio. Non ci sono orpelli di alcun genere, le cornici sono ridotte al minimo e persino la soundbar risulta molto essenziale. Tutto insomma è pulito e lineare, una caratteristica che gli consente adattarsi davvero a qualsiasi genere di abitazione.

Ad accompagnare la generale eleganza di Panasonic EZ1000 troviamo poi un’eccellente qualità costruttiva, una buona scelta dei materiali e soprattutto un assemblaggio piuttosto semplice. Una volta montato il supporto, progettato per accogliere la già citata soundbar, vi basterà incastrare il televisore e stringere qualche vite. Un’operazione che vi porterà via più o meno mezzora di tempo.

Terminato il montaggio dovrete solo collegare console, decoder e qualunque altro apparecchio abbiate. A disposizione avete 4 HDMI, 3 porte USB, 1 porta Ethernet, lo slot per la SD card, l’ingresso component, il jack audio e l’uscita per l’audio digitale. A bordo naturalmente anche l’immancabile ricevitore digitale DVB-T2 e S2 e il sempre presente WiFi (altrimenti che Smart TV sarebbe?) ma dovrete rinunciare al Chromecast integrato.

La filosofia dietro al processore Studio Colour HCX2

Il punto forte di questo OLED è rappresentato dal processore Studio Colour HCX2, processore nato con un obiettivo specifico: mostrare sullo schermo le immagini così come sono state pensate dai creatori di contenuti.  Quindi questo Panasonic EZ1000 non modifica e altera i colori ma cerca di presentarvi l’immagine così com’è stata originariamente girata. Un compito che naturalmente svolge meglio quando le sorgenti sono già in 4K e HDR. Questo  però non significa che il Full HD sia gestito male, anzi. L’upscaling è assolutamente promosso ma noterete una certa differenza tra 4K e Full HD.

A bordo abbiamo anche il filtro Absolute Black, che assorbe la luce in accesso, e il supporto agli standard HDR10 e HLG.

La soundbar – battezzata Dynamic Blade – è stata sviluppata in collaborazione con gli ingegneri di Technics, è ricoperta di tessuto morbido e ospita al suo interno 14 casse, così divise: 2 tweeter, 4 squawker e 8 woofer. Questo le permette di coprire praticamente tutto lo spettro sonoro.

Come si vede?

Bando alle ciance e arriviamo al dunque. Come si vede? Dirò una cosa scontata: l’esperienza visiva è incredibile e non è solo merito dell’OLED, che comunque ci regala i soliti neri profondissimi e colori ricchi e vibranti. Il processore Studio Colour HCX2 svolge davvero un ottimo lavoro e assicura un qualità dell’immagine davvero elevata. Tutto questo senza richiedere una qualsivoglia conoscenza del settore. A disposizione infatti avete diversi preset tra cui scegliere che ottimizzano film, serie TV e videogiochi in modo automatico.

Come al solito però (ne avevo già parlato nella recensione del modello FZ950), Panasonic punta ad un’altra tipologia di utenti, quelli più esigenti. Ecco quindi che tra i profili disponibili troviamo quelli Professionali. Una volta selezionati potrete agire su una marea di parametri differenti, come la temperatura colore, il bilanciamento del bianco e le regolazioni della gamma colore. Insomma, potete davvero sbizzarrirvi, ma, come vi dicevo, non è strettamente indispensabile. I preset THX Cinema, perfetto per la visione serale, e THX Bright Room, adatto invece per l’utilizzo durante il giorno, soddisferanno gli utenti meno esperti.

Ad essere convincente poi è l’audio. La soundbar Dynamic Blade svolge sicuramente un buon lavoro, ma potete sicuramente godervi di più l’esperienza con un impianto Hi-Fi ad hoc. In fondo una volta spesi 6.999 euro per questo televisore, perché non investire ancora qualcosina per il sonoro?

Firefox OS: è ora di cambiare

Ad essere un po’ meno entusiasmante è il sistema operativo: Firefox OS. L’ho trovato bruttino e poco coerente. Mozilla poi ha smesso di supportarlo e questo significa niente più aggiornamenti. Insomma, non sperate in un cambio radicale dell’interfaccia perché non arriverà. Quel che serve a Panasonic è proprio un sistema diverso, che sia proprietario o il classico – seppur migliorabile – Android TV. 

Messa da parte la UI però, devo ammettere che questo EZ1000 ha tutto ciò di cui avete bisogno. Le impostazioni sono facilmente raggiungibili, la home vi porta rapidamente alle diverse fonti e le app a disposizione sono parecchie, incluse Netflix, Prime Video, Infinity, YouTube e Chili.

Tra l’altro, dimenticavo, sul telecomando tradizionale abbiamo anche un tasto dedicato a Netflix e un pulsante personalizzabile chiamato MyApp. A quest’ultimo potete associare qualsiasi applicazioni, così da accedere più rapidamente al servizio che amate di più. 

Esiste anche un secondo telecomando, touch, che però ho trovato un po’ limitato. Sì, è vero, offre in più i comandi vocali, ma quest’ultimi sono implementati talmente male da essere inutili. 

Panasonic EZ1000: comprarlo o non comprarlo?

La risposta ovviamente è sì. Panasonic EZ1000 è davvero un ottimo televisore, uno a cui perdonate la pessima interfaccia perché certi di avere un’esperienza visiva che poco ha da invidiare alle sale cinematografiche. Tutto questo però ha un prezzo: 6999 euro non sono pochi, il che non lo rende proprio alla portata di tutti. Il 77 pollici poi è ancora più impegnativo: 20.000 euro sono davvero tanti, forse troppi.

Panasonic EZ1000

  • Design sobrio ed elegante
  • L'OLED è sempre una garanzia
  • Ottimo il processore Studio Colour HCX2
  • Audio soddisfacente
  • Tutte le app di cui avete bisogno
  • Interfaccia
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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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