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Recensione Sony Xperia L3: buona autonomia ma prestazioni poco convincenti

Sony Xperia L3 è l’entry level del colosso giapponese, un dispositivo che mi ha riservato qualche piacevole sorpresa ma che porta con sé qualche (in)evitabile difetto. Volete saperne di più? Entriamo quindi nel vivo della recensione.

Sony Xperia L3: la scheda tecnica

Sony Xperia L3 scheda tecnica

Partiamo con qualche dato spicciolo, giusto per aiutarvi ad inquadrare questo dispositivo.

Dimensioni: 154 x 72 x 8.9 mm
Peso: 156 g
Display: 5,7″ IPS LCD – 720 x 1520 pixel
CPU: Helio P22 MediaTek MT6762
GPU: PowerVR GE8320
RAM: 3 GB
Memoria: 32 GB – espandibile tramite microSD
Rete: 4G LTE – Dual SIMù
Connettività: Wi-Fi 802.11 a/b/g/n, Bluetooth 5.0, USB Type-C, GPS, NFC
Batteria: 3300 mAh
Fotocamera posteriore: 13 + 2 MP
Fotocamera anteriore: 8 MP
Video: Full HD @30 fps
Sistema operativo: Android 8.1 Oreo

Leggero e maneggevole

Sony Xperia L3 design

La prima cosa che ho pensato prendendo in mano Xperia L3 è stata: “È finto“.  Il device di Sony infatti risulta così leggero da sembrare praticamente vuoto, complice forse l’abitudine ai meno leggiadri top di gamma. Buona l’ergonomia mentre non brilla per originalità il design che riprende quello proposto dalla maggior parte degli smartphone nipponici. Non ho particolarmente apprezzato la grandezza delle cornici: in un mondo dove ormai si punta ad un rapporto schermo/corpo sempre più alto, questo Xperia L3 sembra un po’ anacronistico.

Apprezzatissimo invece il sensore d’impronte laterale, situato sulla cornice destra tra il tasto di accensione e spegnimento e il bilanciere del volume. Il profilo superiore invece ospita il jack da 3,5 mm, quello sinistro lo sportellino per le due SIM e la micro SD, mentre quello inferiore è dedicato allo speaker mono e al connettore USB Type-C.

Buono il display, un IPS LCD che si comporta piuttosto bene sotto la luce del solo e che risulta in linea con quelli della medesima fascia.

Il “solito” MediaTek

E le performance? Beh, il processore MediaTek sembra penalizzare un po’ Sony Xperia L3. L’apertura delle app non è sempre rapidissima e spesso abbiamo qualche lag di troppo. Insomma, la CPU e i 3 GB di RAM faticano a tenere il passo con la normale attività quotidiana, che sia un post su Instagram o la navigazione in rete.

Buona invece la connettività, mentre non risulta troppo entusiasmante lo speaker, che non vanta un volume particolarmente elevato. Assolutamente promossa la batteria da 3300 mAh, che vi porta a fine giornata senza troppi problemi, almeno a fronte di uso piuttosto moderato.

E il software? A bordo abbiamo Android 8.1 Oreo. Un peccato per uno smartphone uscito nel 2019. Niente panico comunque: è molto probabile che l’aggiornamento a Pie arrivi in seguito. Ad affiancare il sistema operativo di Google troviamo l’interfaccia proprietaria di Sony, piuttosto essenziale e non particolarmente invasiva.

Un comparto fotografico essenziale

Alla luce del sole la fotocamera posteriore da 13 + 2 megapixel di Sony Xperia L3 non se la cava male. Ovviamente non potete aspettarvi gli stessi risultati di un device di fascia superiore o di un camera phone, ma il colpo d’occhio è abbastanza convincente. Diversi invece gli scatti in condizioni di scarsa luminosità: come spesso accade ai device della stessa fascia, al buio – ma anche in condizioni di penombra accennata – le fotografie diventano rumorose e poco dettagliate.

Poco entusiasmanti anche selfie ed effetto bokeh, così come i video in Full HD che non brillano per qualità.

    Sony Xperia L3: comprarlo o non comprarlo?

    La fascia bassa è composta ormai da dispositivi agguerriti e Xperia L3 farà certamente fatica ad emergere. Certo, ha un buon display, un comodo lettore d’impronte laterale e un’autonomia convincente, ma lo scarso appeal della fotocamera e le prestazioni non proprio entusiasmanti non lo rendono un must buy, soprattutto a 199 euro.

    Sony Xperia L3

    • Buon display
    • Lettore d'impronte laterale
    • Ottima autonomia
    • Design poco contemporaneo
    • Prestazioni poco convincenti
    • Fotocamera da migliorare

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    Erika Gherardi

    Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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