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Recovery Plan: la Commissione UE approva il piano dell’Italia

Nel corso di una conferenza stampa congiunta col Presidente del Consiglio Mario Draghi, che si è svolta in un luogo dalla forte valenza simbolica come Cinecittà, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che è stato approvato il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), cioè il testo che contiene le linee guida con cui l’Italia impiegherà i fondi provenienti dal Recovery Plan. Come riporta AGI, l’Italia avrà diritto a finanziamenti per un totale di 191,5 miliardi di euro, di cui 69 miliardi a fondo perduto. Secondo la Commissione, le iniziative proposte nel piano porteranno a un incremento del PIL che sarà tra l’1,5% nel 2021 e il 2,5% nel 2026. Entro luglio, sarà sbloccata la prima tranche di pagamenti, pari a circa 25 miliardi di euro. Questo il commento di Mario Draghi:

I fondi saranno spesi tutti, bene e con onestà. Abbiamo messo insieme un piano di riforme ambizioso, un piano di investimenti, che punta a rendere l’Italia un Paese più giusto, più competitivo e sostenibile nella sua crescita. Abbiamo una responsabilità nei confronti del resto dei Paesi europei, nei confronti dei cittadini europei che pagano le tasse. Abbiamo la responsabilità non solo nei confronti di noi stessi ma anche nei confronti dei cittadini dell’Europa.

Queste le parole in merito di Von der Leyen:

Oggi è l’inizio dell’attuazione del piano che richiederà un duro lavoro. Io sarò al vostro fianco, la Commissione sarà al vostro fianco, in ogni passo di questa ambiziosa strada verso il futuro. La Commissione sarà vigile e assicurerà che il pieno potenziale di Next Generation Eu arrivi. Il vostro successo è il nostro, il successo italiano è il successo europeo. Perchè un’Italia forte rende l’Europa più forte. È un momento speciale per l’Italia, è un momento speciale per la UE.

Recovery Plan: la Commissione UE approva il piano dell’Italia

Bruxelles ha accolto con favore le iniziative italiane, soprattutto in merito al cosiddetto Green Deal, verso il quale saranno indirizzate il 37% delle misure, che favoriranno la transizione climatica anche grazie ai progetti di efficientamento energetico degli edifici. Il 25% del Piano nazionale di ripresa e resilienza è invece improntato al digitale, con iniziative che favoriranno la digitalizzazione delle imprese, la banda larga e gli investimenti in ricerca. In particolare, nel PNRR si legge che “deve essere garantita entro il 2030 una connettività a 1 Gbps per tutti e la piena copertura 5G delle aree popolate. L’ambizione dell’Italia è di raggiungere gli obiettivi europei di trasformazione digitale in netto anticipo sui tempi, portando connessioni a 1 Gbps su tutto il territorio nazionale entro il 2026”.

Grande attenzione anche verso l’alfabetizzazione digitale del Paese. Il PNRR sancisce infatti che “L’obiettivo dell’Italia è colmare il divario di competenze con almeno il 70% di popolazione digitalmente abile entro il 2026. Non possiamo trascurare il capitale umano, abbiamo il dovere di rafforzare e incoraggiare le competenze perché grazie al digitale possiamo costruire una società più moderna e inclusiva”. Per adempiere a questo compito, viene istituito il servizio civile digitale, che prevede il reclutamento di 1000 operatori volontari ,che verranno formati e opereranno con il ruolo di “facilitatori digitali” nell’ambito dei progetti, presentati dagli Enti di Servizio Civile Universale, agendo sul territorio e negli spazi organizzati per assistere i cittadini che hanno bisogno di supporto nell’utilizzo delle tecnologie.

Il Recovery Plan italiano prevede anche la “cura del ferro” per favorire la transizione ecologica. Saranno realizzati 700 chilometri di ferrovia (tra sviluppo dell’alta velocità e linee regionali), 216 chilometri di nuove linee tranviarie, metropolitane e di filobus, e saranno acquistati nuovi treni. Inoltre, per migliorare la sostenibilità ambientale, saranno acquistati 3.200 autobus elettrici e a idrogeno per le aree urbane e 2.000 autobus a metano per il trasporto extraurbano. Sarà anche potenziata la sperimentazione dell’idrogeno per le ferrovie non elettrificate e saranno realizzati 1.800 chilometri di ciclovie turistiche e urbane. Tutto questo porterà a un abbattimento di 2,3 milioni di tonnellate annue di emissioni di CO2.

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