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Xperia 1 II

Sony Xperia 1 II: smartphone o mirrorless?
L’ultimo smartphone di Sony ha un modulo fotografico completamente nuovo, che porta l’utente ad utilizzarlo come una vera fotocamera


Era ora. Sony ha finalmente trovato la via giusta per sfruttare i sensori che da tempo popolano gli smartphone di tutto il mondo, ma che sui propri dispositivi non avevano mai convinto fino in fondo. Sony Xperia 1 II è il nuovo smartphone che ha una propria identità ben definita e che segna l’inizio di una nuova era per la serie nata ormai più di dieci anni fa.

La nuova linea segue quello che un po’ tutti stanno facendo da tempo, vale a dire creare il proprio ecosistema. E se gli altri lo hanno creato tra smartphone, tablet e computer, Sony punta al pubblico prettamente fotografico che potrà far convivere le fotocamere Alpha con il nuovo Xperia 1 II. Sicuramente il primo passo è stato fatto, ancora con qualche lacuna, ma con tanti aspetti che finalmente rispondo alle aspettative su un prodotto marchiato Sony.

Xperia 1 II

Prima di entrare nei dettagli del nuovo modulo fotografico, sicuramente la caratteristica più importante di Xperia 1 II, vi dico subito anche cos’è che mi ha lasciato più perplesso: il prezzo. Xperia 1 II è in vendita a €1199, valore da smartphone top, ma che ad oggi non so in quanti siano disposti a spendere per uno Xperia. Il discorso non si riferisce a questo device in particolare, ma più al fatto che, prima di arrivare ad investire tutti quei soldi, un utente vuole sentirsi sicuro dell’investimento. Ad oggi forse siamo all’alba di una nuova era per la famiglia Xperia e un prezzo più accattivante avrebbe aiutato una ripartenza più veloce.

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Xperia 1 II: il nuovo modulo fotografico

Avrete modo di sapere di più sul funzionamento di Xperia 1 II nella recensione classica che arriverà a breve, quindi qui mi limito a parlarvi della parte fotografica. Qualche dettaglio, però, non posso trascurarlo. Come la risoluzione del display OLED che Sony definisce 4K, ma che in realtà è un 3840×1644 pixel. Più che questo arrotondamento per eccesso, quello che lascia perplessi è il refresh rate da 60Hz; oggi per gli smartphone da considerare top di gamma lo standard è di 90Hz.

Sony Xperia 1 II

Vero è che esiste una funzione su Xperia 1 II che dovrebbe simulare una maggiore velocità di refresh, ma non è proprio la stessa cosa. La risoluzione dello schermo ci porta anche ad un’altra considerazione: il rapporto offerto dal display è quello di un 21:9, ottimo per una sorta di esperienza cinematografica, ma che nell’utilizzo quotidiano non mi ha convinto. Troppo alto e stretto per essere impugnato ed utilizzato con facilità con una sola mano. Il display quasi 4K di Sony, comunque, offre un’ottima luminosità per rivedere le fotografie scattate, anche quando intorno a noi c’è molta luce.

Xperia 1 II

Ma passiamo a quello che più mi interessa approfondire in questo articolo, il modulo fotografico. Sony ha riprogettato completamente tutto ciò che ruota attorno ai tre sensori, chiamando in causa gli ingegneri che hanno lavorato sulle ultime fotocamere Alpha, in particolare su A9. Non è un caso che Xperia 1 II possa offrire il supporto per i RAW, tecnologie di autofocus avanzate, ma soprattutto un’interfaccia, nella nuova modalità Photo Pro, che ricorda in tutto e per tutto i menu delle fotocamere Alpha. Inoltre, è stato inserito un pulsante di scatto fisico. Una piccola accortezza che sarà amata dai fotografi e che farà sembrare all’utente di star impugnando una vera fotocamera. 

Photo Pro
L’interfaccia di Photo Pro è molto simile a quella delle fotocamere mirrorless di casa Sony.

Nel dettaglio il modulo fotografico di Xperia 1 II ha come sensore principale un Exmor RS con 12 megapixel e una dimensione di 1/1,7 pollici, quindi più grande della media di quelli a bordo degli smartphone. In particolare il sensore è più grande del 50% rispetto al precedente modello e ha anche pixel più grandi. Questo è un aspetto fondamentale, perché permette di catturare più luce e quindi offrire risultati migliori. 

Se poi ci mettiamo anche il trattamento antiriflessi T* di Zeiss, le immagini che vengono fuori dall’ottica principale (un 24mm equivalente) sono davvero degne di nota. Il sensore, inoltre, ho una particolare struttura che prevede due piccoli sensori su ogni singolo pixel. Sono due sensori di luminosità a fotodiodi che servono a velocizzare anche le operazioni di messa a fuoco. 

Ritroviamo un sensore Exmor RS anche per la fotocamera grandangolare, ma di dimensioni più piccole rispetto a quello principale. La risoluzione è ancora 12MP e la lunghezza focale equivalente è di 16mm. Chiude il terzetto di ottiche il medio tele da 70mm e di nuovo 12MP di risoluzione. Le dimensioni del sensore sono ancora minori ed in effetti è la fotocamera meno performante delle tre. Ma per vedere i risultati e parlarne vi rimando alle gallery più giù. 

Photo Pro

Ottime le prestazioni del sistema autofocus più evoluto che ci sia per uno smartphone: 247 punti AF a rilevamento di fase che coprono quasi il 70% del sensore. Sony dichiara appena 0,03 secondi per agganciare il soggetto e in effetti le prestazioni sono degne di una fotocamera vera e propria. Ad aiutare c’è poi il sensore iToF, in grado di determinare la distanza tra soggetto e fotocamera per l’acquisizione precisa del punto di fuoco. Il lavoro sotto questo punto di vista è stato impeccabile. Molto precisa anche la modalità Eye AF.

A sfruttare tutta questa velocità di messa a fuoco c’è poi la prestanza del processore di elaborazione delle immagini BIONZ X, che permette di scattare raffiche da 20 fotogrammi al secondo, con autofocus attivo. Mi sembra di star recensendo una fotocamera, c’è davvero un mondo molto tecnico all’interno di Xperia 1 II, degno delle tanto apprezzate mirrorless Sony. E non è un caso infatti che questo smartphone sia il compagno ideale delle fotocamere della serie Alpha, potendolo sfruttare come display remoto ma anche per gestire le impostazioni. È tutto molto semplice attraverso l’app Imaging Edge

Photo Pro

Lo stesso discorso fatto per il lato fotografico di Xperia 1 II possiamo farlo per l’ambito video. Sony ha implementato infatti anche un’app dedicata ai videomaker, Cinema Pro, che offre tante funzioni avanzate. A partire dalla impostazioni colore predefinite, passando per il formato 4K HDR e 24fps. Come per Photo Pro, l’interfaccia di questa applicazione replica in modo semplificato quella delle cineprese professionali. Possiamo gestire velocità dell’otturatore, sfruttare l’autofocus in modalità touch e contare anche su un filtro intelligente per l’eliminazione del vento nell’audio. 

Sony da un punto di vista di caratteristiche ha fatto davvero un gran lavoro con Xperia 1 II, ma è giunto il momento di farvi vedere come si è comportato sul campo. 

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La prova sul campo

Dopo aver scattato qualche fotografia con la app standard per le fotografie mi sono chiesto se davvero fossero stati fatti i passi avanti di cui si è parlato riguardo questo smartphone. Ho capito che è davvero un’ottima fotocamera solo quando ho aperto Photo Pro e iniziato a scattare come sono abituato a fare con una fotocamera tradizionale: in manuale. Possiamo controllare ogni aspetto della ripresa e questo rende l’esperienza interessante e decisamente in controtendenza rispetto a quanto fanno i competitor. 

La resa del colore può a volte risultare piatta, ma potendo scattare in RAW non è un problema. Anzi è un vantaggio perché ci permette in fase di editing di intervenire come meglio crediamo sul file. In generale a colpirmi è stata la precisione della riproduzione dei dettagli anche più fini, ma anche l’ottima gamma dinamica. La possibilità di lavorare in manuale permette anche di bloccare gli ISO a livelli bassi ed allungare i tempi di esposizione per lavorare di notte senza rischio di un eccessivo rumore. Tutti gli altri smartphone nelle modalità notturne, seppur alcune siano davvero efficaci, tendono semplicemente ad illuminare il più possibile la scena attraverso una serie di scatti fusi insieme per mostrarci quanto più possibile della scena. Spesso la conseguenza è un’immagine ricca di rumore e povera di dettagli. Con Xperia 1 II anche le foto notturne sono di ottima qualità, l’importante è ricordarsi di uscire con un piccolo treppiedi adatto a montare lo smartphone. 

Le prestazioni dell’autofocus sono ottime anche in condizioni sfavorevoli, come quella che vi mostro qui sotto. Siamo in pieno controluce e con un soggetto che si muove velocemente. Ho alzato lo smartphone, premuto a metà corsa il pulsante di fuoco per attivare l’AF, proprio come su una fotocamera, e il ciclista è stato subito agganciato. Portato a fine corsa il pulsante e con la modalità di scatto continuo attivata ho realizzato le immagini che vedete in meno di un secondo. In tutte le immagini il soggetto è a fuoco, segno che anche il tracking funziona molto bene. 

Xperia 1 II: conclusioni

In questo smartphone ruota tutto intorno al sistema fotografico. E se ho iniziato questa recensione dicendo “era ora” è soprattutto perché Sony da tempo fornisce sensori per moltissimi smartphone. Probabilmente anche il tuo smartphone, caro lettore, ha un sensore targato Sony: non c’è dubbio, infatti, che siano tra i migliori in circolazione. E allora come mai gli smartphone Xperia non sono mai stati all’altezza dei competitor in ambito fotografico nonostante i sensori fossero forniti proprio da Sony? Una bella domanda a cui non avremo risposta, ma che finalmente non dovremo più porci.

Comunque, l’unica ipotesi che posso azzardare è che in Sony non avevano ancora trovato la via giusta per elaborare le immagini. E la cosa era ancora più strana visto che rispetto ad Apple, Google, Samsung o Huawei il background fotografico di Sony è decisamente di altro livello.

Quasi tutti i concorrenti, infatti, lavorano sodo per ottenere il massimo dalle fotocamere dei propri smartphone senza dover chiedere all’utente di avere competenze fotografiche. Anzi, affidandosi alla fotografia computazionale, quella fatta di intelligenza artificiale e automatismi. Sony, dal canto suo, con Xperia 1 II ha preso una strada totalmente diversa, creando una modalità che riporti l’utente al centro della fotografia. Utilizzare la nuova app Photo Pro è come avere una piccola Sony Alpha sempre in tasca. 

Ma attenzione, solo utilizzando l’app Photo Pro, perché con la più semplice modalità fotografica di base i problemi sono ancora gli stessi dei vecchi modelli.

Bisogna quindi avere almeno una conoscenza di base della fotografia per poter gestire e sfruttare questo smartphone a dovere. Con Photo Pro i risultati sono eccezionali e posso dire con estrema franchezza che in questo 2020 è sicuramente lo smartphone che più mi ha impressionato per la qualità fotografica. E a questo punto sono davvero curioso di vedere quale sarà la strada che Sony percorrerà d’ora in avanti e capire se arriverà sul nostro mercato anche la versione Xperia Pro


Luca Forti

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Fotografo dal 2002 e scrivo di fotografia dal 2004: insomma, amo la fotografia e tutto ciò che le ruota intorno. Da due anni sono stato adottato da Milano e da sempre sono appassionato di tecnologia, di praticamente tutti gli sport, amo viaggiare, mangiare bene e non toglietemi il mio gin tonic!
                   










 
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