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Come funziona la personalizzazione su Spotify

Analizziamo uno dei punti chiave che ha reso la piattaforma la più utilizzata nel mondo

Durante lo Spotify Stream & Great, i principali esponenti della famosa piattaforma musicale hanno parlato della funzione Solo Tu e di come funziona la personalizzazione su Spotify attraverso le playlist. All’evento hanno partecipato Ziad Sultan, Senior Director, Product Management for Personalization Products; Ester Gazzano, Head of Consumer Marketing Southern & Eastern Europe e Melanie Parejo, Head of Music for Southern Europe.

La personalizzazione di Spotify: playlist uniche e mirate

Ester Gazzano, Head of Consumer Marketing Southern & Eastern Europe, ha parlato nello specifico dell’ultima campagna di Spotify: Solo Tu. Gazzano ha voluto sottolineare che al mondo non esiste un solo modo per ascoltare contenuti audio.

La campagna Solo Tu si fonde sul concetto di unicità di ascolto e permette agli utenti di conoscere più in profondità il modo in cui ascoltano contenuti audio. Allo stesso tempo, però, vuole offrire loro la possibilità di scoprire abbinamenti musicali personalizzati, in grado di soddisfare i loro gusti personali.

Gazzano ha anche anticipato l’arrivo della campagna Wrapped, che permetterà agli utenti di scoprire la propria colonna sonora del 2021. Prima di passare la parola al suo collega, però, Gazzano ha voluto anche sottolineare un aspetto importante della piattaforma: l’unicità.

Il team di Spotify, grazie all’esperienza personalizzata che sono in grado di offrire agli utenti, sa che non esiste un modo univoco di ascoltare i contenuti audio di Spotify. Attraverso i contenuti e le esperienze di ascolto data-driven vogliono e sono in grado di celebrare il modo unico in cui gli utenti ascoltano contenuti audio.

La personalizzazione, elemento principale della piattaforma

Zlad Sultan, Senior Director dell’applicazione, ha parlato invece della personalizzazione, un altro degli elementi principali che differenziano Spotify dalle altre piattaforme musicali. Dalla sua nascita nel 2008, la missione e l’impegno di Spotify è quello di essere la piattaforma audio numero uno al mondo per creator e utenti.

Ad oggi si contano più di 356 milioni di profili diversi su Spotify, uno per ogni ascoltatore. Oltretutto, grazie all’aiuto del machine learning, la piattaforma aiuta a navigare nel vasto panorama di oltre 70 milioni di brani e più di 2,6 milioni di podcast.

Sultan ha sottolineato che agli amanti della musica piace ricevere suggerimenti di ascolto. Per questo motivo considerano le playlist un ottimo modo di navigare nel vasto catalogo di contenuti della piattaforma. Spotify è infatti in grado di proporre suggerimenti adatti alle specifiche preferenze musicali di ogni utente grazie alla grande quantità di dati disponibili.

La piattaforma è in grado di farlo anche grazie alle playlist create dagli utenti. Quando un utente realizza una playlist, la sta creando anche per gli altri utenti e per permettere loro di scoprire nuovi brani che potrebbero soddisfare i loro gusti personali.

Grazie a questa possibilità, oggi la piattaforma può vantare la bellezza di oltre 4 miliardi di playlist nel catalogo musicale globale. Questo significa che sono in grado di accontentare gli appassionati di qualsiasi genere musicale.

Discover Weekly di Spotify: playlist nuove per tutti, ogni settimana

Con l’acquisizione di Echo Nest e gli investimenti di Spotify per incrementare le potenzialità di machine learning, la piattaforma ha lanciato la sua prima playlist – Discover Weekly. Sultan ci ha parlato della playlist settimanale che, ogni lunedì, permette a 356 milioni di utenti Spotify di ascoltare trenta canzoni mai ascoltate prima.

La piattaforma crea appositamente, ogni settimana, una nuova playlist per ogni utente. Come riesce a farlo esattamente? Sultan ci ha parlato anche di ciò.

Secondo quanto rivelato, Discover Weekly rintraccia le playlist create da altri utenti che contengono tracce di artisti che vi piacciono, poi guarda velocemente tutte le canzoni che i vostri “spiriti affini” – le persone che hanno gusti musicali simili ai vostri – hanno aggiunto alle loro playlist ma che voi non avete mai ascoltato.

Infine, verificate queste affinità, utilizza il vostro profilo per filtrare i risultati e proporvi di esplorare nuova musica che molto probabilmente vi piacerà. La tecnologia è quindi un elemento chiave nel creare una playlist su misura per ogni utente. Garantisce infatti risultati molto più precisi rispetto a un filtraggio “manuale”, che sarebbe in ogni caso impensabile da applicare su larga scala.

Il futuro di Spotify

SPOTIFY clubhouse

Di certo Spotify non ha intenzione di fermarsi. La piattaforma continuerà a sviluppare il machine learning e gli algoritmi per migliorare il servizio agli utenti. Il vantaggio unico della piattaforma è l’enorme quantità di dati che ha a disposizione per suggerire contenuti audio.

L’importanza di combinare il machine learning con l’esperienza umana è la vera chiave per far sì che i suggerimenti siano contestualizzati sul profilo dell’utente. Suggerire creator presenti sulla piattaforma ai nuovi utenti è solo una delle sfide.

L’altra grande sfida è l’opposto, ovvero raccomandare nuovi creator agli utenti già iscritti alla piattaforma. Il sistema di machine learning aspetta che qualcosa diventi popolare prima di suggerirlo. Il suo scopo infatti non è quello di creare i trend ma di seguirli.

In seguito Melanie Parejo ci ha parlato della missione principale della piattaforma. L’industria musicale globale è grande e Spotify ospita milioni di artisti creativi sulla sua piattaforma, ognuno dei quali ha esigenze e aspettative diverse. Accontentarli tutti è difficile ma la loro priorità è quella di riuscire a dare a tutti gli artisti e creator l’opportunità di vivere della loro arte.

Le playlist e i tre elementi chiave per una personalizzazione unica

Inoltre ci è stato spiegato, un po’ più nel dettaglio, il modo in cui vengono create le playlist. In particolare, ci hanno svelato i 3 elementi chiave che la piattaforma tiene in considerazione.

  • Ogni buona canzone dovrebbe avere una playlist da cui partire e dovrebbe avere un percorso costante verso la cima della piramide. I migliori editor del mondo, che ascoltano migliaia di canzoni a settimana, lavorano duramente per realizzare playlist perfette.
  • I team editoriali, inoltre, sono composti da specialisti musicali provenienti da tutto il mondo. Sono presenti gruppi di curation globali dove chiunque ascolti musica pop, per esempio, condividerà ciò che sta accadendo nei diversi paesi.
  • Quando la piattaforma ha iniziato a creare le playlist, lo faceva con una curation umana al 100%. Oggi il lato umano viene supportato da algoritmi e machine learning. Questo processo si chiama “Algotorial”.

In definitiva, Spotify vuole permettere agli utenti di connettersi con i loro artisti preferiti. Allo stesso tempo vuole aiutarli, in base alle loro preferenze, a scoprirne di nuovi. Da anni la piattaforma si è differenziata dalla concorrenza grazie a questi elementi: riesce sempre ad offrire ai propri utenti ciò di cui hanno bisogno. Ora è una delle più utilizzate nel mondo e rappresenta il concetto di unicità.

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Veronica Ronnie Lorenzini

Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.

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