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Una email dall’aldilà

Tutte le novità dell'hi-tech per una morte davvero esclusiva.

Cimiteri Hi Tech, preti robot, testamenti digitali: non stiamo parlando di una nuova serie fantascientifica ma di come l’industria funeraria moderna si stia aggiornando attraverso la tecnologia. Oltre al caro, vecchio, funerale, già nell’antichità si pensava che fosse una buona idea quella di seppellire i propri cari con qualcosa di cui potessero aver bisogno nell’aldilà. E dato che tutto si ripete nella storia dell’uomo, oggi potremmo ipotizzare la necessità di una bella sepoltura con smartphone, cuffiette e lettore mp3.

Possiamo anche storcere il naso, ma all’interno di un mondo che gira più velocemente di quanto si possa permettere, era inevitabile che anche l’industria funeraria sentisse la necessità di rinnovarsi. Come si organizza un funerale oggi? cos’è un testamento digitale? cos’è un Qr Code, e perché è inciso sulla lapide? Andiamo a vedere insieme quali invenzioni utili, assurde, geniali o discutibili, hanno contribuito a modernizzare questo settore.

Allarmi nella tomba

Tecnologia settore funerario

In caso di morte apparente, a far da guardia basterebbe un sensore di movimento ma i più preoccupati potrebbero munirsi di una vera e propria cripta apribile elettronicamente dall’interno. Nel corso della storia, l’uomo ha cercato di esorcizzare la paura di essere sepolto vivo con le invenzioni più disparate: campanelle collegate al loculo, lastre di vetro semovibili o condotti d’aria collegati direttamente alla bara per consentire il corretto passaggio d’ossigeno. C’è persino chi si è fatto seppellire con un kit di sopravvivenza compreso di tutti gli optional (sigari inclusi).  Nonostante siano davvero molte le persone che abbiano deciso di aggiungere questo tipo di tecnologia funeraria al proprio corredo, non esiste ad oggi una produzione in serie di sistemi anti morte apparente. I tentativi commerciali nella storia furono moltissimi e uno tra tutti è proprio un brevetto italiano negli anni ’90. Consiste in una bara super accessoriata, fornita di allarme, interfono e micro-telecamere per comunicare con l’esterno. All’interno è presente un kit provvisto di una torcia elettrica, un respiratore, e un sistema di monitoraggio cardiaco. Ad oggi, per fortuna non esiste nessuna registrazione ufficiale o notizie di cronaca su persone che abbiano avuto necessità di utilizzare uno di questi dispositivi.

I preti robot

Tecnologia settore funerario

Chi meglio di un robot potrebbe svolgere un rituale funebre buddista, costellato di gesti e parole che vengono ripetuti praticamente all’infinito? È da un po’ di anni infatti che in Giappone è possibile far celebrare il rituale funebre ad un prete buddista robot. Il professionale automa, con tanto di abito cerimoniale, si prodigherà in preghiere e movimenti sacri per tutte le ore necessarie, svolgendo il suo compito alla perfezione. I vantaggi di questa scelta sono molteplici: oltre ad una impeccabile esecuzione della cerimonia, un prete robot costa quattro volte meno rispetto al suo corrispettivo un carne ed ossa.

Una lapide interattiva

Tecnologia settore funerario

Basta un click per mostrare tutto ciò che abbiamo fatto in una vita interaDi recente, alcune imprese funebri, appoggiate da aziende informatiche del settore, hanno proposto di incidere un Qr Code direttamente sulle lapidi. Ma che cos’è un Qr Code? È un codice a barre che viene utilizzato per memorizzare informazioni fruibili attraverso la lettura tramite app. In questo modo è possibile scaricare sul proprio smartphone tutti i dati riguardanti il povero estinto. Oltre questo, i parenti del defunto possono scegliere eventuali frasi o informazioni che caratterizzino maggiormente la memoria del caro defunto. Altre imprese funebri vanno oltre e collegano il Qr Code ad un vero e proprio sito internet commemorativo, per fruire anche da casa dei ricordi interattivi.

L’idea può risultare utile anche in vista di una nuova corrente che si sta diffondendo: il turismo cimiteriale.  Meno macabro di quanto possa sembrare dal nome, questo tipo di turismo consiste nel visitare cimiteri di alto pregio artistico, a volte dei veri e propri musei a cielo aperto con le tombe di personaggi famosi. Per facilitare l’esperienza, molti cimiteri hanno applicato un Qr Code sulle lapidi dei personaggi più illustri, in modo che il turista possa avere veloce accesso alle informazioni.

I testamenti digitali

Tecnologia settore funerario

Il testamento digitale determina il destino di tutte le informazioni digitali create da una persona in vita. Il web ne è pieno. Questi archivi di dati sensibili comprendono gli tutti account online, dai social network ai siti di acquisti sino a YouTube e Twitch. Ma cosa ne sarà dopo la nostra scomparsa? Per realizzare un testamento digitale, basta compilare un ‘mandato post mortem’ che contenga tutti i dati personali che l’utente si ritrova nel mondo digitale (come passworld, codici Pin, numeri di conto), sia le istruzioni su cosa farne (distruzione dei dati, mantenimento dei profili attivi o eliminazione definitiva).

Anche i social si sono mossi da questo punto di vista: Facebook richiede un ‘contatto erede’ che possa gestire il patrimonio digitale; su linkedin si può segnalare il decesso dell’utente per cancellare il profilo; su twitter, fornendo il certificato di morte, i familiari del defunto possono richiedere la cancellazione dell’account.

I Cimiteri hi-tech

In Giappone sono state erette alcune strutture funerarie completamente automatizzate e tecnologicamente all’avanguardia: i cimiteri Hi-Tech. 

Non hanno l’aspetto canonico del campo santo ma sono strutturate verticalmente per ottimizzare spazio, e composti da un’infinità di statuette di Buddha. Ogni statua si illumina di vari colori, e dietro ognuna di esse sono posizionate le ceneri di un defunto. I parenti possono consultare i dati del proprio  caro attraverso una smart card con cui accedere all’interno del cimitero, riconoscere il loculo interessato, e anche illuminarlo di un colore a scelta. Nati per venire incontro alla classe meno abbiente, questi originali cimiteri high tech sono stati accolti con entusiasmo da ogni classe sociale.

Ologrammi

Dalla fotografia all’ologramma, il passo è breve. Molti studi stanno progettando un loculo provvisto di hardware in grado di proiettare un ologramma con le fattezze del defunto. Lo studio prevede di installare una sorta di memoria remota del defunto nel software, per avere l’impressione di interloquire direttamente con il caro estinto. È affascinante notare come il rito funebre tenti sempre di ‘ammortizzare’ il passaggio tra la vita e la morte, cercando di rendere il taglio meno netto e trasformandolo in una specie di sfumatura. Altro che principessa Leila.

Funerali in streaming

Tra le tante scuse per non riuscire a partecipare a un funerale, la più diffusa è  la distanza e la difficoltà di raggiungere il luogo preposto per il rito. Oggi non ci sono più scuse: nel mondo un’agenzia funebre su cinque permette ai familiari di pubblicare le esequie in streaming.

I primi funerali on line sono stati celebrati nel 2010 in Brasile e in Cinadue stati talmente grandi da essere effettivamente difficoltoso coprirne le distanze interne. Quando quest’innovazione cominciò a presentarsi sul mercato, in molti videro una sfumatura dissacrante al suo interno, probabilmente perché attaccati alla cerimonia tradizionale. Ma se una messa in diretta streaming è stata sdoganata oggi persino dal Papa, ben venga il funerale.

Telegramma digitale

Anche i telegrammi si son aggiornati: la loro consegna rimarrà sempre a mano ma il loro processo di richiesta e creazione si è invece trasferito nel mondo digitale. Bandita la dettatura telefonica, sul sito, come sulle app, di Poste Italiane e su quelli di tante agenzie funebri, l’utente può ordinare digitalmente un telegramma che raggiungerà in brevissimo tempo i familiari del defunto.

La tradizione è mantenuta, anche se ottimizzata attraverso il digitale.

Un App per il funerale

Organizzare un funerale non è una cosa semplice e la tecnologia può aiutare: da un po’ di anni vi sono determinate app con cui è possibile comparare le migliori onoranze funebri (tradizionali e non) in base al loro rapporto qualità/prezzo. Questa tipologia di ‘impresa funebre 2.0’ si è diffusa molto velocemente: ad oggi si contano quasi 100 app solo in America. Ve ne sono di differenti tipi ma non sempre hanno incontrato il favore degli utenti: in Russia è molto diffusa un’app chiamata Umer che, è stata molto criticata per il pessimo gusto nella scelta del suo nome. Umer in russo vuol dire ‘morto’.

In Italia si segnala Lastello (il cui nome è derivato dall’unione delle parole last+hello = ultimo saluto; sempre meglio di ‘morto’, no?), disponibile sia per smartphone che per tablet. Con questa app è possibile scegliere con facilità ogni dettaglio della cerimonia, dalla selezione della bara, al tipo di rito funebre, comparando le varie scelte in base ad una fascia sia qualitativa che di prezzo.

 

Facebook, il più grande cimitero del mondo

Come abbiamo già detto, Facebook non provvede a cancellare le pagine delle persone venute a mancare. Il social network offre però agli utenti due opzioni: far gestire la pagina da ‘eredi’ o trasformarla in una pagina commemorativa in memoria del proprietario. Questo fa di Facebook il più grande cimitero del mondo. Tra i suoi utenti, sono più di 8000 quelli che passano a miglior vita ogni giorno e secondo degli studi, intorno alla fine del 21°secolo, il numero di morti all’interno del social network supererà il numero dei vivi.  Immaginate quale possa essere la mole di informazioni lasciate ai posteri: un bagaglio culturale da non sottovalutare.

Una morte eco sostenibile

Non si tratta propriamente di tecnologia quanto di salvaguardia del futuro. Capsula Mundi è un’azienda che ha pensato di sviluppare e commercializzare un guscio biodegradabile dalla forma ovale, nel quale viene posto il corpo del defunto. La capsula viene poi sotterrata e sopra di essa viene piantato un albero che verrà curato dai parenti e dagli amici del caro estinto, a simbolo della sua persona. In questo modo i cimiteri cambieranno il loro aspetto di freddi luoghi marmorei, per dare spazio a un vero e proprio bosco, vivo e naturale.

Tetro? Discutibile? inutile? No. La tecnologia non è che l’ultimo esorcismo nei confronti della più consueta paura dell’uomo.

Enrico Natalini

il suo DNA è composto al 100% di cultura trash e underground. Che siano libri, film, fumetti, serie tv, spettacoli teatrali, mostre o televendite è un segugio per tutte quelle chicche che sopravvivono all'insaputa del mainstream. Di lui dicono che è come un cartone animato, non ha capito bene se sia un complimento o meno, ma a lui piace.

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