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Watch Dogs: Legion provato a Gamescom: le nostre prime impressioni

COLONIA – Watch Dogs: Legion cambia totalmente la vostra visione di gioco. Non perché ci siano enormi differenze in termini di meccaniche – sparatorie e hacking sono ancora lì – ma perché dovrete dire addio al classico protagonista. Al suo posto avrete una schiera di alleati pronti ad appoggiarvi e portare a termine le più svariate missioni. Tutto per sconfiggere il sempre presente Ded-Sec.

Ma come funziona esattamente la “campagna di recruiting” di Watch Dogs: Legion? Per scoprirlo abbiamo provato il titolo alla Gamescom 2019, godendo anche dell’eccellente resa grafica offerta del ray-tracing in tempo reale di NVIDIA.

Niente privacy con Watch Dogs: Legion

La breve missione affrontata ci ha portato a Camden Town, il quartiere di Londra famoso per l’ampio mercato e l’atmosfera alternativa. Un’area che ci è sembrata particolarmente ricca e vibrante grazie anche al già citato ray-tracing. Le insegne si riflettono nelle vetrate, le luci interagiscono con le pozzanghere e le superfici lucide possono rispecchiare l’ambiente: Londra si accende e si anima come mai prima d’ora e – credetemi – è un vero peccato vedere tutto questo solo su PC.

Ma bando alle ciance! Cosa si fa in Watch Dogs: Legion? Noi abbiamo approntato la prima parte di una missione più estesa che richiedeva l’eliminazione di 3 bersagli differenti. L’approccio naturalmente è assolutamente personalizzato: potete infatti decidere di basarvi sull’hacking, di procedere in modalità stealth oppure di presentarvi ad armi spianate. Cos’abbiamo fatto noi? Semplice: abbiamo hackerato uno dei tanti droni che sorvolano la città, siamo saliti a bordo e poi l’abbiamo guidato fino all’area della missione. Un metodo che vi tornerà utile ogniqualvolta l’infiltrazione dal basso risulti troppo rischiosa.

A questo punto abbiamo abbattuto il primo nemico approfittando della nostra posizione di vantaggio per saltargli addosso e poi ci siamo fiondati sul secondo senza controllare l’ambiente circostante. Inutile dirlo: in pochi secondi avrete una marea di avversari pronti a stanarvi. Niente panico però: l’abilità speciale del mio personaggio era l’invisibilità temporanea. Pochi secondi che vi aiutano a spostarvi e nascondervi mentre decidete come agire. Anche in questo caso abbiamo adottato un approccio stealth, portandoci alle spalle dei nemici per poi abbatterli. Un’azione accompagnata da animazioni convincenti e poco scontate.
Esaurita la pazienza abbiamo completato il resto della missione ad armi spianate per poi abbandonare di corsa l’area.

Watch Dogs Legion provato Gamescom

Il resto del tempo l’abbiamo trascorso passeggiando per la città e usando le nostre abilità per analizzare i passanti. Per ognuno dei potenziali alleati infatti avete una breve scheda che mostra chi sono e quali abilità vantano. Potete poi rubare i loro contatti per poi chiamarli in seguito. Ovviamente il recruiting non sarà limitato ad una banale telefonata. Prima di chiedere il loro aiuto dovrete risolvere i loro problemi.

Lo so, l’istinto vi porterebbe a dare una mano a tutti per creare il vostro piccolo esercito, ma non è così che funziona. Potete avere al massimo 20 personaggi attivi, personaggi di cui potrete prendere il controllo in ogni momento così da trovare sempre quello adatto alle singole missioni. Un sistema interessante che dovrebbe fornire ai giocatori un po’ di varietà senza spersonalizzare completamente i personaggi: un team più folto infatti avrebbe sicuramente penalizzato lo sviluppo di un legame tra gli utenti e i membri della squadra.

Quando esce?

Nel corso dei prossimi mesi avremo sicuramente modo di scoprire qualcos’altro sul sistema di recruiting e, più in generale, sulle meccaniche di gioco di Watch Dogs: Legion. Vi ricordo infatti che il gioco uscirà il 6 marzo 2020 e sarà disponibile su PC, PlayStation 4, Xbox One e Google Stadia.

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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