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Wikipedia

Wikipedia in dialetto, una community che conserva e alimenta le lingue locali
Wikipedia in dialetto è un progetto collaterale all'enciclopedia online, volto a preservare la lingua tradizionale delle regioni


“Bimminuti nta Wikipedia, la nciclupidìa lìbbira ca cuegghiè pò canciari!”.
Si apre così la pagina di benvenuto di Wikipedia in dialetto siciliano – o sicilianu, come si direbbe a Palermo -. Una versione incredibilmente originale dell’enciclopedia online più nota al mondo. E non è certo la sola. Se volete, potete consultare Wikipedia in napoletano, friulano, piemontese, sardo e persino in francoprovenzale, una lingua romanza originaria della Francia parlata in tutta la Val d’Aosta, in alcune vallate della provincia di Torino e in alcune zone della Puglia (o almeno così pare). E queste sono solo alcune delle versioni dialettali dell’enciclopedia libera più frequentata della Rete. Se ne contano undici per il momento, ognuna con centinaia di pagine e migliaia di utenti che ogni giorno consultano o modificano le voci presenti. Ma perché è nato questo progetto? E qual è il suo obiettivo reale?

Wikipedia in dialetto: cos’è?

È dal 2004 che il progetto delle pagine di Wikipedia in dialetto va avanti, crescendo sempre di più anno dopo anno e raccogliendo appassionati di lingue locali che cercano in ogni modo di salvaguardare il dialetto delle nonne, o delle bisnonne addirittura. Sembra più una community che un’enciclopedia, e in effetti un po’ lo è. D’altronde, non è certo facile trovare così tanti estimatori dei dialetti in un solo luogo. E siamo abbastanza sicuri che sia per questo che il progetto ha avuto tanto successo.

In fondo, a quale milanese non piacerebbe leggere “Chi è Lisander Manzon” in lombardo? A nessuno, esattamente. Perché la ricchezza di Wikipedia in dialetto è proprio in questo: non troverete soltanto voci legate ad argomenti locali, come la cucina siciliana o il baghett, ma anche descrizioni di personaggi storici, eventi politici o di attualità. Un’enciclopedia a tutti gli effetti, quindi, ma in dialetto. Uno dei tanti dello Stivale. Nnapulitano, lumbaart, sicilianu, sardu, piemontès, tarandine ed emiglian-rumagnol. E poi friulano, ligure e veneto. Ci duole dirlo, ma manca il romanesco. Eppure sarebbe stato davvero divertente leggere una voce dedicata al Caravaggio nel dialetto della Capitale, quello che parlava nostra nonna quando da bambini ci preparava i rigatoni co’ la pajata.

Wikipedia in dialetto

Nonostante questa mancanza, i numeri parlano di un grande apprezzamento da parte degli utenti di tutta Italia. Stando alle statistiche di Giugno 2020, sarebbe Wikipedia in lombardo ad essere la più seguita, con ben 62mila utenti unici mensili. Seguono la versione in siciliano, in veneziano, in emiliano-romagnolo e poi in napoletano (con quasi 40mila visitatori unici al mese). Fanalino di coda il friulano, con 15mila visitatori al mese, una cifra ben più che onesta. Quindi, se pensavamo che i dialetti fossero dimenticati, ci stavamo sbagliando di grosso. Sono vivi, vegeti e anche ben in forma.

Anzi, la versione napoletana di Wikipedia è talmente in forma da avere persino una voce dedicata a Neon Genesis Evangelion, il celebre anime del 1995 che ha conquistato generazioni intere di nerd (e noi lo sappiamo bene!). D’altronde, “jè cunsiderata une ‘e ll’anime cchiù accramate e mpurtante ‘e tutt”e tiempe”. Certo, tra ntrico, perzunagge e referemiente, tutto è chiaro anche a chi non hai mai visto la serie. Ammesso che si tratti di napoletani DOC.

Neon Genesis Evangelion napoletano

Un progetto a salvaguardia delle lingue regionali

Wikipedia in dialetto non è solo divertente, ma anche molto utile dal punto di vista culturale. Vi siete chiesti a cosa possa davvero servire una pagina scritta in friulano, ad esempio? A mantenere in vita una lingua regionale antica, anzitutto. Se nessuno la parlasse o la scrivesse più, finiremmo per perderla. Lentamente, ma in modo inesorabile, i dialetti sarebbero destinati a morire se non ci fosse qualcuno intenzionato a preservarli. E la community di Wikipedia fa esattamente questo. Anzi, molto di più.

Scrivere in dialetto di argomenti  moderni costringe anche a modulare una lingua antica, trovando adattamenti, inventando nuove forme e dando vita a neologismi di ogni genere. Il dialetto non solo si conserva, ma si alimenta, si amplia, si ammoderna. Diventa attuale e cambia connotazione: non è più un segno di ignoranza (questo viene spesso considerato un dialetto), bensì un patrimonio storico culturale del territorio. Un salto di qualità niente male. In fondo, il dialetto è parte della nostra storia e spesso ce ne dimentichiamo. Vale soprattutto per le nuove (e nuovissime) generazioni, che conoscono ben quattro lingue straniere, ma non sanno neppure come si pronunci “terra” nella lingua della propria regione. E no, non si dice allo stesso modo in tutte le città d’Italia. Ma se davvero non lo sapete, la soluzione è una: cercatelo su Wikipedia.


Chiara Crescenzi

Editor compulsiva, amante delle serie tv e del cibo spazzatura. Condivido la mia vita con un Bulldog Inglese, fonte di ispirazione delle cose che scrivo.
                   










 
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