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Wiko View 4 si classifica come smartphone di fascia medio bassa. L’azienda francese punta, ormai da tempo, su autonomia e ottimo rapporto qualità prezzo, ma sarà ancora sufficiente? Scopriamolo nella recensione.

Design, varianti e confezione

Nella confezione troviamo, oltre ovviamente al protagonista, anche un alimentatore con cavo USB-A/Micro USB, un paio di auricolari (di qualità non eccelsa) con uscita jack da 3.5mm, pin per estrarre il carrellino della sim e manualistica. Peccato per l’assenza di una cover, sarebbe stata molto gradita, anche perchè il display sporge molto rispetto ai bordi laterali, esponendolo a qualche rischio.

Wiko View 4 si presenta in tre colorazioni accattivanti: Cosmic Gold, la versione dorata in nostro possesso, Cosmic Blue e Green. La versione gold è molto elegante e nasconde dei riflessi cangianti che simulano un po’ l’effetto arcobaleno. Frontalmente il display ha dei margini simmetrici, fatta eccezione per il margine inferiore che risulta più importante.

Nella parte superiore invece troviamo la fotocamera anteriore, collocata all’interno notch a goccia centrale; sopra di esso abbiamo la capsula auricolare, mentre alla sua destra un mini LED di notifica.

Nei bordi laterali, in plastica, troviamo: l’ingresso per il jack da 3.5mm nel profilo superiore, bilanciere del volume e tasto di accensione a destra, carrellino per la SIM e tasto per richiamare il caro Google Assistant a sinistra, altoparlante (mono) e porta micro USB in basso. Il retro, sempre in policarbonato, ingloba un modulo a semaforo con tripla fotocamera. E il sensore di sblocco con impronte digitali? Ahimè, assente.

La qualità costruttiva del device è uno dei suoi punti deboli. Facendo una leggera pressione sui margini o sul retro, si possono avvertire chiaramente degli scricchiolii. Un vero peccato visto che la solidità era una delle caratteristiche più interessanti del modello precedente.

Fotocamere

Come vi anticipavo poco sopra, Wiko View 4 è dotato di una tripla fotocamera intelligente con sensore principale da 13MP, un sensore da 2MP per l’effetto bokeh ed un obiettivo da 5 MP ultra-grandangolare da 114°, adatto per i panorami e le foto di gruppo. Rispetto ai modelli della serie 3 (eccetto il modello lite) non noto un grande balzo in avanti. Con luce a disposizione gli scatti risultano abbastanza dettagliati e contrastati, peccato invece la perdita che riscontriamo dal tramonto in poi.

Vi segnalo che torna, nel sensore grandangolare, la distorsione eccessiva ai margini del campo di vista, che crea una sorta di effetto fisheye abbastanza evidente. Il difetto viene messo in risalto soprattutto in presenza di elementi architettonici, che appaiono evidentemente curvati ed arrotondati.

La selfie camera frontale fa il suo lavoro senza sorprendere, tende a catturare un po’ troppa luce. Nei due selfie che troverete nella galleria sottostante, potete notare infatti la differenza tra quello scattato con fotocamera anteriore, e quello scattato con la posteriore.

I video appaiono con qualche scatto saltuario, specialmente se girati da una piattaforma social (Facebook o Instagram); l’audio catturato in capsula risulta leggermente basso.

N.B.: alcune foto perdono di qualità poiché compresse in fase di upload.

Autonomia e prestazioni

L’autonomia è il vero punto forte di questo device. 5000 mAh sono davvero tanti e lo smartphone ci mette davvero tanto a consumarli, non essendo i suoi componenti particolarmente energivori: il processore è abbastanza contenuto e la luminosità dello schermo, anche al massimo, risulta sempre bassina. Con un uso lieve del device, potrete raggiungere quasi tre giorni di utilizzo, se invece siete fanatici di videogiochi e social media, raggiungerete i due giorni.

Insomma, un campione di autonomia che però si ricarica lentamente. Sì, perché la porta micro USB non fornisce velocità elevatissime il che ci ha permesso di passare dallo 0 al 100% in oltre 6 ore. Il consiglio è dunque quello di tenerlo in carica durante la notte e di non attendere mai che si scarichi del tutto. 

Per quanto riguarda le prestazioni, gli amanti di Android versione stock ameranno la pulizia della versione presente su questo device. Lineare e fluida, non aspettatevi imprese mirabolanti perchè parliamo comunque di una fascia bassa. Segnalo purtroppo l’assenza del Widevine L1, che permette la visualizzazione dei contenuti in streaming in HD.

Wiko View 4 recensione: la scheda tecnica

Prima di tirare le dovute conclusioni, vediamo le caratteristiche tecniche di questo Wiko View 4.

Dimensioni: 165.7 x 75.8 x 8.85 mm
Peso: 180 g
Display: IPS LCD  HD+ da 6.52 pollici, 1600×720 pixel, 269 ppi
CPU: MediaTek Helio A25 MT6762D
GPU: IMG PowerVR GE8320
RAM: 3 GB
Memoria: 64 GB espandibile con micro SD fino a 256 GB
Rete: 4G LTE – Dual SIM
Connettività: Wi-Fi 802.11 b/g/n/ac, Bluetooth 4.2, MicroUSB 2.0, jack 3.5mm A-GPS/GLONASS/BeiDou
Batteria: 5000 mAh
Fotocamera posteriore: 13 MP  + 2 MP + 5 MP  
Fotocamera anteriore: 8 MP 
Video: posteriore FullHD (30fps)
Sistema operativo: Android 10  

Wiko View 4 recensione: acquistarlo oppure no?

A 159.90 euro non possiamo aspettarci performance mirabolanti, tuttavia la concorrenza in quella fascia è veramente alta. Dalla sua Wiko View 4 ha l’autonomia, un design tutto sommato accattivante e una versione quasi stock del sistema operativo che farà sicuramente colpo sui puristi. In più c’è il tasto per richiamare Google Assistant, utile se volete richiamarlo senza disturbare eventuali smart speaker sparsi per casa. 

Tutto questo basta? Dipende ovviamente dalle vostre esigenze. Certo ci saremmo aspettati qualche novità in più rispetto a Wiko View 3.

Wiko View 4

Pro Pros Icon
  • Autonomia
  • Colorazioni
  • Fluidità
Contro Cons Icon
  • Qualità costruttiva
  • Micro USB
  • Lentezza nella ricarica
  • foto mediocri

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Livio Marino

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Sangue siciliano, milanese d'adozione, mi piace essere immerso in tutto ciò che è tech. Passo le giornate dando ordini ad Alexa, Google ed al mio cane, Maverick.
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