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Woven City, la città del futuro di Toyota sul monte Fuji

Nasce nella prefettura giapponese di Shizuoka la smart city di domani, in cui tutti gli ecosistemi sono connessi

Proseguono i lavori per la costruzione di Woven City, inaugurata lo scorso 27 febbraio.

L’avveniristica città di domani voluta da Toyota prevede una stretta interconnessione tra le più recenti tecnologie legate all’intelligenza artificiale e la natura. Scopriamo assieme di cosa si tratta.

Il progetto di Woven City

Nel centro tecnico di Higashi-Fuji, situato nella città giapponese di Susono (nella prefettura di Shizuoka) continuano i lavori del prototipo della città dagli ecosistemi interconnessi.

Woven City è un ambizioso progetto di Toyota Motor Corporation e Woven Planet Holdings, Inc., società del Gruppo Toyota responsabile di svariati progetti di sviluppo della mobilità.

Già annunciata al CES di Las Vegas nel gennaio del 2020, Woven City sarà caratterizzata da un approccio antropocentrico, cioè con l’uomo come cardine del sistema. L’idea è quella di utilizzare nuove tecnologie in un ambiente reale, declinandole in un ampio spettro di applicazioni: dalla guida automatizzata alla mobilità personale, dalla robotica all’intelligenza artificiale.

woven city

Una città laboratorio

Woven City nasce ai piedi del monte Fuji, nel centro di Higashi-Fuji. È un’area di 70 ettari in precedenza occupata da un impianto di produzione della Toyota, che ha ospitato le più recenti innovazioni per quanto riguarda connettività, mobilità, robotica e intelligenza artificiale.

È dunque evidente che la città del futuro avrà il duplice scopo di rappresentare un nuovo ecosistema per l’uomo di domani, e di fungere da laboratorio permanente per imprese e ricercatori del tutto il mondo.

Parte dei primi 360 abitanti previsti saranno infatti tecnici Toyota. Si punta a una popolazione definitiva di circa 2000 persone.

Come funzionerà Woven City

Le più avanzate infrastrutture dal punto di vista dell’accesso all’energia, alle telecomunicazioni, alla mobilità, daranno vita a un ambiente completamente sostenibile e a zero emissioni.

Si utilizzeranno materiali da costruzione naturali come il legno. I tetti accoglieranno i pannelli fotovoltaici per la produzione dell’elettricità, e il sistema energetico integrerà l’utilizzo di idrogeno con celle a combustibile.

Per quanto riguarda la mobilità, Woven City sarà attraversata da svariati percorsi pedonali. La restante viabilità sarà composta da vetture a guida autonoma e micro-veicoli per la mobilità personale.

Le merci saranno distribuite attraverso una rete sotterranea. E gli edifici saranno integrati nel verde circostante, presente in abbondanza anche all’interno di Woven City.

Chi cura il progetto di Woven City

La città è stata voluta da Toyota e progettata da Big, lo studio dell’archistar danese Bjarke Ingels. Che negli ultimi ha firmato opere importanti e innovative, come il Two World Trade Center di New York, la Lego House in Danimarca e la sede centrale di Google a Mountain View, in California.

Non solo: lo studio Big ha anche collaborato alla realizzazione di Cloud Valley, smart city cinese in un certo senso omologa di Woven City.

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Le dichiarazioni

Durante l’inaugurazione Akio Toyoda, presidente di Toyota Motor Corporation, non ha nascosto la sua soddisfazione.

“Il progetto Woven City inizia ufficialmente oggi”, ha dichiarato. “Agire come si è deciso non è mai un compito facile. Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine a tutti coloro che fino a oggi hanno collaborato e supportato il progetto.

I punti fermi di Woven City sono tre: essere incentrata sull’uomo, essere un laboratorio vivente ed essere in continua evoluzione.

Insieme al supporto dei nostri partner in questo progetto, affronteremo la sfida di creare una società futura in cui tutti possano vivere felici.

Costruire una città completa da zero, anche su piccola scala come questa, è un’opportunità unica per sviluppare le tecnologie future, incluso un sistema operativo digitale per l’infrastruttura urbana. Con persone, edifici e veicoli tutti collegati e in comunicazione tra loro attraverso dati e sensori, saremo in grado di testare la tecnologia dell’AI connessa, sia nel regno virtuale che in quello fisico, massimizzandone il potenziale”.

Si è espresso anche Kazuhiro Miyauchi, presidente del centro tecnico di Higashi-Fuji: “Sono profondamente grato per aver contribuito al funzionamento del nostro stabilimento qui a Higashi-Fuji per cinquantatré anni con il supporto della comunità locale. Le conoscenze e le competenze che abbiamo acquisito grazie a tutte le persone che hanno svolto il proprio lavoro in questo stabilimento saranno la base per sviluppare questo nuovo capitolo.

Offrirò la massima collaborazione in futuro, nella convinzione che Woven City non sorgerà su un semplice terreno ma su un luogo che ha fatto la storia di questo stabilimento.”

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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