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YouTube rivela la percentuale di visualizzazione dei video non conformi

YouTube ha condiviso alcune statistiche su un nuovo interessante parametro, il cosiddetto Violative View Rate

YouTube è continuamente preso d’assalto da video di diversa durata e incentrati su differenti temi, ma accomunati dalla caratteristica di non essere conformi alle linee guida della piattaforma. Dalla pornografia alla disinformazione, dall’incitamento alla violenza alla condivisione di materiale protetto da diritto d’autore: i motivi per cui un video può infrangere le regole di YouTube sono svariati. Negli ultimi anni, la piattaforma ha affinato i propri sistemi di sicurezza per cercare di risolvere il problema alla fonte, impedendo l’upload di questi contenuti. Nonostante questi pur lodevoli sforzi, migliaia di video che infrangono chiaramente le regole rimangono anche per molti giorni su YouTube, provocando ingenti danni al tessuto sociale e contribuendo alla diffusione di pericolose fake news.

Nel tentativo di dimostrare i propri sforzi nell’individuazione e nella rimozione di contenuti proibiti, con un post sul proprio blog ufficiale qualche giorno fa YouTube ha condiviso alcune statistiche su un nuovo interessante parametro, il cosiddetto Violative View Rate. Questo parametro consiste essenzialmente nella percentuale di visualizzazioni provenienti da video che violano le linee guide della piattaforma prima che essi vengano rimossi, sul totale delle visualizzazioni dell’intera piattaforma.

YouTube rivela la percentuale di visualizzazione dei video non conformi

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Da quanto si evince dal post, dal momento in cui YouTube ha intrapreso politiche per eradicare il materiale proibito dalla piattaforma il Violative View Rate è progressivamente calato. Alla fine del 2017 questa percentuale si attestava infatti allo 0,7%. Oggi questo parametro si è ridotto a un range che va dallo 0,16% allo 0,18%. Praticamente, per ogni 10.000 visualizzazioni di video su YouTube, solo 16-18 provengono da contenuti non conformi alle regole della piattaforma.

Jennifer O’Connor, Director Trust and Safety di YouTube, ha così commentato questo dato:

Abbiamo fatto un sacco di progressi e abbiamo raggiunto un numero molto, molto basso, ma ovviamente vogliamo che sia inferiore. Ed è per raggiungere questo obiettivo che il mio team lavora giorno dopo giorno.

O’Connor ha specificato che con gli attuali sistemi di sicurezza YouTube è in grado di rilevare circa il 94% dei contenuti vietati e di rimuovere il 75% di questo materiale prima che raggiunga le 10 visualizzazioni. Queste altissime percentuali di rilevamento di materiale non conforme alle regole della piattaforma si devono però scontrare con quello che è al tempo stesso il punto di forza e il tallone d’Achille di YouTube, cioè l’elevatissimo numero di visualizzazioni. Nel momento in cui scriviamo, YouTube è infatti stabilmente al secondo posto nella classifica dei siti più visitati al mondo, dietro all’inarrivabile Google e ampiamente davanti a Facebook. Ciò significa che anche una piccolissima percentuale di materiale che sfugge ai controlli della piattaforma genera comunque milioni di visualizzazioni, con effetti in molti casi devastanti sotto vari punti di vista.

YouTube ha condiviso alcune statistiche su un nuovo interessante parametro, il cosiddetto Violative View Rate

Proprio per questo motivo, YouTube non ha condiviso i numeri assoluti delle visualizzazioni dei video vietati, concentrandosi invece sul fatto che queste siano una piccolissima frazione del totale. O’Connor ha comunque condiviso due dati che testimoniano l’impegno della sua azienda e che rendono bene l’idea dell’impatto potenziale dei video vietati sull’opinione pubblica. Dal 2018, YouTube ha rimosso circa 83 milioni di video che violavano le proprie linee guida e ha cancellato circa 7 miliardi di commenti che facevano altrettanto.

Come sottolinea il New York Times, le statistiche di YouTube presentano comunque alcune criticità. I dati che vi abbiamo elencato poc’anzi si basano infatti sulle decisioni della piattaforma a proposito del materiale in contrasto con le linee guida. Questo significa che se il sito rileva un numero di video vietati inferiore a quello reale, e quindi ne rimuove di meno, la percentuale di visualizzazioni di video non conformi alle regole diminuisce di conseguenza. Inoltre, nessuno di questi dati è soggetto a una verifica da parte di soggetti esterni e indipendenti, sebbene la società non lo abbia escluso per il futuro. La stessa piattaforma ha inoltre affermato di contare le visualizzazioni liberamente. Per esempio, ai fini di queste statistiche, una visualizzazione conta anche se l’utente ha smesso di guardare il video prima di raggiungere la sua parte contestabile.

Come possiamo facilmente verificare, sono stati fatti molti passi in direzione di una maggiore sorveglianza dei contenuti condivisi su YouTube, ma la strada da fare è evidentemente ancora tanta.

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