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Giorno dopo giorno lo sviluppo tecnologico si fa sempre più intenso e rapido. Attività di ogni tipo possono beneficiare degli nuovi strumenti messi a disposizione dal progresso. La combinazione delle ricerche in ambito di machine learning, intelligenza artificiale e Internet of Things (solo per citare alcuni degli ambiti più in crescita) permettono di semplificare un numero incredibile di processi della nostra vita, professionale e non solo. È in questo senso che nasce AIRtificial Intelligence, l’hackathon lanciata da Leonardo e Aeronautica Militare in collaborazione con Oracle.

AIRtificial Intelligence, la manutenzione degli aerei nel futuro

airtificial intelligence hackathon firenze oracleQuando si ha a che fare con veicoli come quelli utilizzati dall’Aeronautica Militare, nulla può essere lasciato al caso. È importante che tutto funzioni al meglio ed è per questo che la manutenzione dei velivoli deve essere costante, prevenendo il rischio di guasti nei momenti critici. Un processo chiave, che può e va migliorato sempre per renderlo il più efficiente possibile. E la tecnologia è utilissima per dare una grande spinta a questo sviluppo costante.

Questa è la direzione in cui va AIRtificial Intelligence, che ha portato 9 squadre nell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche di Firenze l’11 e 12 dicembre scorsi, per sfidarsi in una 48 ore con l’obiettivo di cambiare (almeno in parte) il modo in cui l’Aeronautica Militare si prende cura dei propri velivoli.

La sfida era creare una soluzione destinata a uno o più dei seguenti use case, Il primo era l’aiuto nelle ispezioni visive delle superfici, per cercare eventuali problemi. Il secondo era un miglioramento del cosiddetto tap test, realizzato dando dei piccoli colpi sulle diverse parti dell’aeromobile per rilevare difetti interni tramite il responso sonoro. Il terzo era la creazione di un assistente virtuale per aiutare in generale le operazioni di controllo e manutenzione.

I team partecipanti hanno potuto contare sulla tecnologia cloud messa a disposizione da Oracle. Da lungo tempo l’azienda riconosce e supporta l’importanza dell’intelligenza artificiale e del machine learning, non solo in campo militare. Le possibilità che offrono queste tecnologie permettono di migliorare processi aziendali, ma anche della vita di tutti i giorni. Un supporto chiave ai processi decisionali, che non punta a sostituirsi al capitale umano, ma a esaltarlo, semplificando le procedure e offrendo una prospettiva ancora più ampia sui dati a disposizione.

Nel vivo della hackathon

Una volta completato il processo di sviluppo, i diversi team hanno presentato le proprie soluzioni davanti alla giuria, composta dal Comandante Logistico AM, generale Giovanni Fantuzzi, dal Comandante delle Scuole AM, generale Aurelio Colagrande, dal CTIO di Leonardo Roberto Cingolani, dal Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia Giorgio Metta, dal professore dell’Università Sapienza di Roma Daniele Nardi e dal Direttore delle testate verticali di Digital 360 Group Mauro Bellini.

Assistendo alla presentazione era possibile notare una grande varietà tra i progetti presentati. Questo non era dettato semplicemente dal fatto che ci fossero soluzioni destinate a tutti e tre gli use case, ma anche all’effettiva creatività delle squadre coinvolte. Ogni team ha sviluppato progetti che proponevano soluzioni innovative per i problemi affrontati.

Le soluzioni proposte

I team che si sono concentrati sul primo use case ad esempio hanno proposto due concept molto diversi fra loro. I primi hanno creato uno strumento che supporta direttamente l’ispezione visiva e tramite la rete neurale permette di individuare al meglio il danno. Viceversa la squadra Predator ha creato un tool utile per rendere più funzionale la compilazione dei report. Grazie ai suoi suggerimenti è possibile evitare tutta una serie di problemi di comunicazione successivi. In questo modo la segnalazione del guasto arriva subito completa di tutti i dettagli, snellendo la pratica.

Passando al tap test, anche in questo caso è stata importante la varietà. Alcuni, come il team Avanti, hanno puntato su applicazioni snelle, che fornissero un feedback sul test con un algoritmo semplice utilizzabile anche senza connessione. Altri, come Ghibli, hanno invece preferito sfruttare la tecnologia cloud di Oracle e le reti neurali per un’applicazione ancora più sviluppata. Un concept che si avvicina a quello proposto dalla squadra Hercules, che però ha previsto anche un possibile utilizzo su smartwatch. Totalmente diversa la prospettiva della soluzione del team Tornado, che tramite una griglia sovrimposta ai pezzi permette un controllo ancora più preciso e automigliorabile.

Le squadre Caesar, Spartan e Typhoon infine si sono occupati della creazione di un assistente virtuale. Anche in questo caso è stato interessante osservare i diversi approcci dei gruppi nel perseguire l’obiettivo comune. Tutti sono riusciti a creare soluzioni che facilitassero il processo di riparazione e controllo, ma le strade sono state molto varie. Tra utilizzi dell’AR, controllo tramite blockchain, supporto alla compilazione dei report e molto altro, i diversi team hanno offerto un’affascinante punto di vista sulle innumerevoli possibilità offerte dalla tecnologia.

Ma quindi, chi ha vinto?

Per quanto, come abbiamo sottolineato più volte, ci fossero davvero tante soluzioni interessanti tra quelle presentate dai vari gruppi, ovviamente la competizione ha avuto dei vincitori. A portarsi a casa il secondo premio è stato il team Avanti, che ha vinto anche un riconoscimento a sorpresa. Hanno infatti ottenuto il titolo di Best Teaming Team, per la propria capacità di fare gioco di squadra. Un fattore chiave, considerato che i diversi membri non si conoscevano direttamente prima della partecipazione alla hackathon. A ottenere la vittoria e il primo posto è stato invece il team Tornado, grazie alla propria innovativa soluzione per il miglioramento del tap test.

Come si suol dire però, “ha vinto lo sport” o meglio ancora “abbiamo vinto tutti”. Iniziative del genere infatti non sono altro che uno sprone fortissimo e un’opportunità importante per combinare le competenze, dando origine a soluzioni che travalicano lo scopo specifico. I prodotti che nascono da una hackathon trovano poi tanti tipi di applicazioni diverse ed è facile immaginare come alcuni di quelli presentati a Firenze possano un giorno aiutare la vita di tutti noi.

Chiudiamo quindi questo report con un grazie a Aeronautica Militare, Leonardo e Oracle per aver creato questa iniziativa. Sappiamo già che non sarà l’ultima e speriamo che possano essercene ancora di più.

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Mattia Chiappani

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Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.