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Anonymous contro la Russia: ecco i risultati

Il gruppo di hacker continua a colpire il Cremlino, ecco quali colpi sono andati a segno

Il collettivo di hacker Anonymous continua la sua offensiva contro il Cremlino, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Il gruppo continua ad attaccare obiettivi sensibili di Mosca, rispondendo agli attacchi informatici operati dai militari russi e colpendo infrastrutture importanti. Nelle ultime ore sono diversi i bersagli colpiti, ecco i più eclatanti.

Anonymous contro la Russia, aumentano i bersagli colpiti dagli hacker

Negli ultimi anni la Russia ha dimostrato più volte di saper usare l’informatica per attaccare bersagli sensibili all’estero. E con l’inizio dell’invasione voluta da Vladimir Putin in Ucraina, oltre alla violenza nelle strade ci sono stati attacchi anche di cyber warfare. Da subito la Russia ha preso di mira le istituzioni governative ucraine e quelle bancarie, cancellando dati e effettuando attacchi DDoS per bloccare i siti istituzionali. A questi attacchi si sommano i tentativi di bloccare l’accesso a fonti di informazione attendibili e la diffusione di fake news e propaganda.

Il collettivo Anonymous ha quindi deciso di dichiarare una guerra cibernetica al Governo Russo, annunciando su Twitter i bersagli russi colpiti dagli hacker che formano il gruppo.

I primi risultati

L’offensiva di Anonymous ha quindi iniziato a colpire i primi bersagli. Già il 25 febbraio il gruppo di hacktivisti ha annunciato di aver penetrato il sito web del Ministero della Difesa Russo, pubblicando dati personali di diversi generali e dipendenti del ministero. Un’operazione di doxing, che però sta ricevendo parecchio supporto online. AGGIORNAMENTO 8:30 del 01/03: All’analisi di alcuni esperti, sembra che i file siano documenti già emersi in rete in passato e non informazioni recenti (come spiega Il Fatto Quotidiano).

Nelle ore successive il gruppo di hacker avrebbe messo offline il sito di Gazprom, il gigante del gas russo controllato dallo stato, uno dei principali importatori di gas in Europa e in Italia (oltre che sponsor, fra l’altro, della Champions League). Nella mattina del 26 febbraio Anonymous ha poi leakato i progetti del produttore di armi più grande della Bielorussia, storico alleato del Cremlino. Che nelle ultime ore ha visto un attacco hacker anche contro il sistema ferroviario, i cui servizi sono stati messi offline “finché le forze russe non lasceranno il territorio della Bielorussia”.

Anonymous contro la Russia

Nello stesso momento sono stati messi ko anche il sito web del Ministero della Giustizia e dell’Energia russi, con Anonymous che twitta: “se questa guerra non sarà vinta con le armi, lo sarà con le armi informatiche. Democrazia e libertà distruggeranno il fascismo e l’imperialismo”.

Non tutti gli attacchi sono andati a segno. L’agenzia spaziale russa Roscosmos ha infatti annunciato di aver saputo rintracciare gli attaccanti di un attacco DDoS.

Anonymous contro la Russia: i documenti del nucleare

L’account Twitter di Anonymous ha anche annunciato nella giornata di oggi di aver coordinato il ‘prelievo’ di 2 gigabyte di dati provenienti dal Russian Nuclear Safety Institute, per oltre 40 mila documenti sottratti all’istituto russo. Il gruppo di hackivisti non sa quali informazioni siano presenti nei documenti sottratti, scritti in russo. Ma ha chiesto ai suoi follower di analizzarli nel caso ci fosse qualche novità interessante. E di certo le nazioni alleati a Kyiv stanno analizzando quei documenti in cerca di informazioni.

Network Battallion 65 ha fatto divertire un pò il Moscow Nuclear Safety Instititute. Non abbiamo le conoscenze per tradurre tutti questi documenti, che sono scritti in lingua russa. Ma fateci sapere se trovate qualcosa d’interessante” scrivono su Twitter.

Tantissimi siti oscurati

Nelle ultime 48 ore il gruppo di hacktivisti ha dichiaro di aver oscurato oltre 300 siti internet. Fra questi rientrano le pagine web di diverse agenzie governative russe, istituti bancari, società tecnicamente private ma in realtà vicine alla sfera del Cremlino. Hanno persino interrotto diverse trasmissioni televisive russe per trasmettere canzoni popolari ucraine.

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Vladimir Putin

Nelle ultime ore hanno rivendicato il furto dei dati di 20 mila conti correnti della banca di stato russa SberBank. Inoltre un’attacco DDoS ha messo fuori uso il sito bestchange.ru, bloccando quelli che stavano convertendo i rubli russi in criptovalute.

Inoltre nell’ambito della #OpRussia di Anonymous gli hacker hanno bloccato l’agenzia di stampa russa TASS, sul cui sito è apparso un messaggio diretto a punti prima che venisse messa offline.

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Anonymous contro la Russia, la sfida continua

Nelle ultime ore gli attacchi sono stati davvero troppi per tenerne conto, sebbene i retweet di Anonymous possano dare un’idea del tipo di offensiva. Alcuni attacchi sono personalmente diretti a Vladimir Putin, come la manipolazione dei dati del suo Super Yacht ‘Graceful’, che hanno finto si fosse schiantato contro una fasulla ‘Isola Serpente Ucraina’, per poi segnare nei dati di navigazione che era diretto all’Inferno. Un’operazione inutile ai fini strategici ma che potrebbe colpire l’ego del presidente russo.

Altri sono più diretti, come l’aver messo offline il sito governativo russo con attacchi DDoS. Ma anche l’aver intercettato e diffuso alcune comunicazioni militari dell’esercito di Mosca. Oppure l’aver trasmesso sulle TV russe estratti di quello che stava veramente succedendo, invece che la propaganda dei media nazionali.

Con ogni probabilità queste operazioni che gli hacker definiscono di guerriglia informatica continueranno nelle prossime ore. Alcune sono destinate ad aver un impatto sulla popolazione russa e bielorussa, che in queste ore hanno più volte dimostrato di essere contrari al Cremlino e a questa guerra, con migliaia di arresti dopo le proteste. Ma sembra che la maggior parte degli sforzi vadano nell‘attaccare direttamente i gerarchi e gli apparati governativi russi.

Aggiornamenti: tutti i nuovi attacchi di Anonymous contro Putin

AGGIORNAMENTO 18:30 del 28/02: Reuters riporta che diversi siti russi hanno iniziato a mostrare un messaggio che invita a fermare l’invasione. Il messaggio appare sui siti di TASS, rbc.ru, kommersant.ru, fontanka.ru e iz.ru. Recita: “Cari cittadini. Vi invitiamo a fermare questa follia, non mandate i vostri figli e mariti a morte certa. Putin ci sta obbligando a mentire e ci sta mettendo in pericolo. Siamo isolati dal mondo intero, hanno smesso di comprare il nostro gas e petrolio. In pochi anni vivremo come la Corea del Nord. Per chi? Perché Putin vuole entrare nei libri di storia? Non è la nostra guerra, fermiamolo”. Diverse fonti pensano che questo attacco arrivi dai militanti di Anonymous, che tuttavia non ha ancora rivendicato l’attacco.

Aggiornamenti del 01/03

AGGIORNAMENTO 17:00 del 01/03: Anonymous ha postato informazioni sulle frequenze militari russe a corto raggio, che possono permettere di comunicare con i militari del Cremlino in Ucraina. Questo secondo gli hacker potrebbe aiutare nel tentativo del governo ucraino di far disertare i militari russi contrari all’invasione.
Inoltre ha avvisato gli utenti che non ha alcuna intenzione di svuotare i conti correnti russi come qualche agenzia stampa ha riportato: “Questa è disinformazione. Se qualcuno ha intenzione di rubare i tuoi soldi sono gli stessi commissari a rubarli, non Anonymous. Agiamo gratuitamente perché siamo attivisti per attivisti“.

AGGIORNAMENTO 17:00 del 01/03: Fra questi attacchi dimostrativi, c’è anche la richiesta di raccontare l’invasione al popolo russo, che ha in social oscurati e fatica ad avere informazioni sul conflitto. Come riporta Il Giorno, gli hacker hanno chiesto di pubblicare immagini e racconti delle invasioni su Google Maps come recensioni di hotel nella zona di Mosca. L’obiettivo è quello di aumentare l’indignazione dei cittadini russi, che hanno già protestato più volte l’invasione in grandi numeri.

AGGIORNAMENTO 18:30 del 01/03: Il sito electrek riporta la manomissione di alcune centraline di ricarica per le auto elettriche in Russia. Nel display si leggono insulti a Putin, come  “Putin Xujlo”, che potremmo tradurre con “Putin testa di c***o”. Altri mostravano la scritta “Gloria all’Ucraina”

Aggiornamenti del 02/03

AGGIORNAMENTO delle 13:00 del 02/03: Il collettivo annuncia di aver sottratto dei dati al Ministero dello Sviluppo Economico Russo, pubblicando i suoi dati online.
Inoltre sembra che il gruppo di hacker NB65, affiliati ad Anonymous, abbia messo offline l’agenzia spaziale di Mosca, Roscosmos. Il gruppo aveva attaccato da subito l’agenzia, che però aveva respinto l’attacco. Sembra però che non abbia retto la seconda avanzata.
Infine, si riportano il breach di un reattore nucleare russo e del sistema di controllo delle rotte dei velivoli di Mosca. Tuttavia, non ci sono conferme riguardo queste due operazioni.

AGGIORNAMENTO delle 15:45 del 02/07: Riportiamo l’immagine del messaggio postato nel Control Center di Roscosmos, pubblicata da Anonymous. Che ci dice anche che l’agenzia è stata attaccata nella serata di lunedì, sebbene la notizia sia appena trapelata. “L’agenzia spaziale russa ama di certo le sue immagini satellitari. Meglio ancora, adorano proprio il loro Sistema di Monitoraggio dei Veicoli. Il WS02 è stato cancellato, le credenziali ruotate e il serve messo offline. Network Battalion non vi darà il vostro IP, sarebbe troppo facile, no? Buon lunedì sistemando la vostra tecnologia di spionaggio. Gloria all’Ucraina. Non ci fermeremo finché non smetterete di sganciare bombe, uccidendo civili e cercando di invadere. Tornate in Russia”.

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Vi terremo informati sull’esito di questa battaglia cibernetica iniziata da Anonymous. Che speriamo aiutare a spostare l’ago della bilancia in favore del popolo ucraino, cui va tutta la nostra solidarietà.

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Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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